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Milano, Firenze, Roma, Salerno, Bari, Trani ed Alberobello. Sono queste le sette città che dallo scorso 5 dicembre sono in agenda per il tour italiano di Peter Cincotti. E domani sera (giovedì 14 dicembre) il pianista e songwriter newyorkese di origini italiane sarà in concerto al Modo di Salerno per presentare la sua ultima fatica discografica “Long Way From Home”, il suo quinto album scritto, arrangiato e prodotto da lui stesso.

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Un ambitissimo riconoscimento internazionale è stato vinto dal regista vesuviano Jean-Luc Servino, premiato al "Culver City Film Festival" di Marina del Rey, Los Angeles, una delle più prestigiose rassegne cinematografiche mondiali di cinema indipendente. 

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“Il titolo che abbiamo scelto per questo libro ricorda Calvino, “il barone rampante”, ma la scelta è stata casuale. Volevamo immediatamente ricollegarci ai temi che affrontiamo, il baronaggio nel Mezzogiorno, che ai tempi del Vicereame Spagnolo, perde una parte del suo potere, un momento storico molto interessante che può diventare un insegnamento, un esempio positivo per i politici e gli intellettuali del nostro tempo”.

La vergine e martire Lucia è una delle figure più care alla devozione cristiana. Come ricorda il Messale Romano è una delle sette donne menzionate nel Canone Romano. Vissuta a Siracusa, sarebbe morta martire sotto la persecuzione di Diocleziano (intorno all'anno 304). Gli atti del suo martirio raccontano di torture atroci inflittele dal prefetto Pascasio, che non voleva piegarsi ai segni straordinari che attraverso di lei Dio stava mostrando. Proprio nelle catacombe di Siracusa, le più estese al mondo dopo quelle di Roma, è stata ritrovata un'epigrafe marmorea del IV secolo che è la testimonianza più antica del culto di Lucia. Una devozione diffusasi molto rapidamente: già nel 384 sant'Orso le dedicava una chiesa a Ravenna, papa Onorio I poco dopo un'altra a Roma. Oggi in tutto il mondo si trovano reliquie di Lucia e opere d'arte a lei ispirate.

Risultati immagini per Martina Mollo e Caterina Bianco

«Di giallo e grigio è stato creato in poco più di otto mesi. È stata semplicemente una conferma ed una meravigliosa sorpresa allo stesso tempo: sapere di avere tante cose da raccontare, sapere di volerlo fare insieme, nella magica unione che si crea tra noi due tutte le volte che cominciamo a lavorare ad un brano.

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La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno ed Avellino, diretta da Francesca Casule, in collaborazione con l’Associazione ”Carmine Pandolfi” e con il Patrocinio del Comune di Salerno e dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Salerno, organizza ”Tabulae Pictae”, un’esposizione di opere d’arte contemporanea realizzate da 43 artisti di diversa formazione ed evoluzione, come architetti, designer, fotografi, artisti e ceramisti.

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Dopo aver “mantenuto” la propria sedia fino alla fine, per circa un'ora e mezza, proprio all'ultimo momento i Daudia, che ieri hanno partecipato al bootcamp di X Factor Romania dopo aver superato brillantemente le rigidissime selezioni, sono stati sostituiti da un altro gruppo.

Proveniva da una famiglia nobile. Fu eletto vescovo per le sue doti di pietà e di carità molto esplicite fin da bambino. Fu considerato santo anche da vivo. Durante la persecuzione di Diocleziano, pare sia stato imprigionato fino all’epoca dell’Editto di Costantino. Fu nominato patrono di Bari, e la basilica che porta il suo nome è tuttora meta di parecchi pellegrinaggi. San Nicola è il leggendario Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta i doni a bambini.

S. Lucido nacque ad Aquara intorno al 960 dell'era volgare. All'età di 15 anni circa i suoi genitori Albino della Croce e Sabina Nicodemo lo affidarono ai monaci del monastero di San Pietro poco distante da Aquara. Formatosi a quella scuola, quando divenne maturo per l'apostolato, da Aquara passò a Montecassino. Di là, in vari intervalli, ritornava al Monastero di san Pietro e a Salerno, dove, per la sua saggezza, divenne il consigliere del Principe Guaimaro. Nelle mirabili vicende della sua infaticabile vita, Lucido trovò il tempo di visitare non solo il monastero della Santissima Trinità di Cava dei Tirreni, ma anche di recarsi in Terra Santa.

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Nel centro antico e storico di Napoli, zona di primissimo interesse artistico e archeologico e per questo dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, in un vicolo stretto, alle spalle dei grandi complessi basilicali, vi è la Cappella Sansevero. 

Inizialmente nel 1500 cappella votiva, poi nel 1750 diventa cappella sepolcrale dei principi di Sansevero dei Marsi e di Sangro, ad opera del munifico, sapiente, scienziato e misterioso Raimondo de Sangro, principe di Sansevero. 
In questa cappella, concentrato di opere scultoree e architettoniche famose in tutta Europa, sono effigiati nella volta i sei santi discendenti da questo antico casato principesco: 

Randisio, Berardo cardinale, Berardo vescovo, Rosalia, Filippa, e Odorisio. Di s. Odorisio benedettino, vi è inoltre un magnifico altare a lui dedicato, con una statua realizzata dallo scultore Francesco Queirolo, che lo raffigura in mistico atteggiamento, inginocchiato su un cuscino di porfido, con accanto il cappello cardinalizio. 

S. Odorisio conte dei Marsi, creato cardinale diacono della Chiesa da papa Alessandro II, divenne nel 1087, 39° abate del monastero benedettino di Montecassino; emulo del grande abate Desiderio suo predecessore, ne proseguì i lavori artistici per l’abbazia, dimostrò zelo e favore per i crociati che accolse a Montecassino, appoggiandoli con lettere inviate all’imperatore Alessio di Costantinopoli. 
Ebbe una grande pietà per i defunti, stabilì che dopo la morte di ciascun monaco, al suo posto per trenta giorni, venisse alimentato un povero, usanza ancora vigente, come è raccontato in un testo del 1977. 
Poi vi è tutta una serie di preghiere e canti di salmi in suffragio dei defunti, che stabilì per la comunità cassinese, da recitare ogni giorno ed ogni venerdì la celebrazione di una s. Messa. 
Con il suo governo terminò l’XI secolo che aveva visto il massimo splendore di Montecassino, pur continuando la terribile lotta contro l’invasione musulmana. 
Morì e fu sepolto a Montecassino il 2 dicembre 1105.

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Un pomeriggio di letteratura, una festa con tanti scrittori che parleranno della loro esperienza di lettori. Sabato 2 dicembre alle ore 16:30 alla Biblioteca diocesana di Caserta in Piazza Duomo, in occasione del primo anno di attività del circolo letterario Il ritrovo del lettore, si svolgerà la Festa del lettore.

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All’apostolo Andrea spetta il titolo di 'Primo chiamato'. Ed è commovente il fatto che, nel Vangelo, sia perfino annotata l’ora («le quattro del pomeriggio») del suo primo incontro e primo appuntamento con Gesù. Fu poi Andrea a comunicare al fratello Pietro la scoperta del Messia e a condurlo in fretta da Lui. La sua presenza è sottolineata in modo particolare nell’episodio della moltiplicazione dei pani. Sappiamo inoltre che, proprio ad Andrea, si rivolsero dei greci che volevano conoscere Gesù, ed egli li condusse al Divino Maestro. Su di lui non abbiamo altre notizie certe, anche se, nei secoli successivi, vennero divulgati degli Atti che lo riguardano, ma che hanno scarsa attendibilità. Secondo gli antichi scrittori cristiani, l’apostolo Andrea avrebbe evangelizzato l’Asia minore e le regioni lungo il mar Nero, giungendo fino al Volga. È perciò onorato come patrono in Romania, Ucraina e Russia. Commovente è la 'passione' – anch’essa tardiva – che racconta la morte dell’apostolo, che sarebbe avvenuta a Patrasso, in Acaia: condannato al supplizio della croce, egli stesso avrebbe chiesto d’essere appeso a una croce particolare fatta ad X (croce che da allora porta il suo nome) e che evoca, nella sua stessa forma, l’iniziale greca del nome di Cristo. La Legenda aurea riferisce che Andrea andò incontro alla sua croce con questa splendida invocazione sulle labbra: «Salve Croce, santificata dal corpo di Gesù e impreziosita dalle gemme del suo sangue… Vengo a te pieno di sicurezza e di gioia, affinché tu riceva il discepolo di Colui che su di te è morto. Croce buona, a lungo desiderata, che le membra del Signore hanno rivestito di tanta bellezza! Da sempre io ti ho amata e ho desiderato di abbracciarti… Accoglimi e portami dal mio Maestro».

Risultati immagini per San Francesco Antonio FasaniNacque da umile famiglia il 6 agosto 1681 a Lucera, antica città della Daunia nelle Puglie. Entrò da giovane tra i Minori conventuali del suo paese natale per poi completare il Noviziato a Monte Sant'Angelo sul Gargano dove emise la professione il 23 agosto 1696. Quindi, nel 1703 fu mandato nel convento di Assisi dove fu ordinato sacerdote l'11 settembre 1705. Passato a Roma, nel collegio di San Bonaventura, tornò ad Assisi fino al 1707 quando rientrò a Lucera. Eletto ministro provinciale fu protagonista di un'intensa attività apostolica percorrendo tutti paesi della Capitanata e località limitrofe. Sempre attento ai bisogni dei poveri e dei sofferenti, devotissimo alla Vergine, fu particolarmente vicino ai carcerati e ai condannati che accompagnava fino al luogo del supplizio. Morì il 29 novembre 1742. Ancora oggi la sua tomba, nella chiesa di San Francesco a Lucera è meta di frequenti pellegrinaggi. Proclamato beato il 15 aprile 1951 da Pio XII è stato canonizzato da Giovanni Paolo II il 13 aprile 1986

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Una delle domande più antipatiche fatte ai musicisti e ciclicamente dibattute dagli appassionati di musica è quella sulla presunta morte del rock che - tutt’oggi in Italia - non sembra passarsela molto bene. Viviamo in un momento storico in cui il rock sta soffrendo una certa impopolarità e sembra abbia ormai ben poco da dire, sebbene cerchi di evolversi accettando duri compromessi per stare al passo con i tempi.

E' nato a Monteprandone (Ascoli Piceno) nel 1394, fu discepolo di san Bernardino da Siena, dal quale ricevette a 22 anni il saio francescano. Come il maestro, anch'egli si diede alla predicazione, in Italia, Polonia, Boemia, Bosnia e in Ungheria dove si recò per ordine del Papa. Oratore ardente, si scagliò soprattutto contro i vizi dell'avarizia e dell'usura. Proprio per combattere quest'ultima, san Giacomo della Marca ideò i Monti di Pietà, dove i poveri potevano impegnare le proprie cose, non più all'esoso tasso preteso dai privati usurai ma ad un interesse minimo. Già debilitato per la vita di penitenza e colpito da coliche fortissime, morì a Napoli, nel 1476. Le sue ultime parole furono: «Gesù, Maria. Benedetta la Passione di Gesù».