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Nel centro antico e storico di Napoli, zona di primissimo interesse artistico e archeologico e per questo dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, in un vicolo stretto, alle spalle dei grandi complessi basilicali, vi è la Cappella Sansevero. 

Inizialmente nel 1500 cappella votiva, poi nel 1750 diventa cappella sepolcrale dei principi di Sansevero dei Marsi e di Sangro, ad opera del munifico, sapiente, scienziato e misterioso Raimondo de Sangro, principe di Sansevero. 
In questa cappella, concentrato di opere scultoree e architettoniche famose in tutta Europa, sono effigiati nella volta i sei santi discendenti da questo antico casato principesco: 

Randisio, Berardo cardinale, Berardo vescovo, Rosalia, Filippa, e Odorisio. Di s. Odorisio benedettino, vi è inoltre un magnifico altare a lui dedicato, con una statua realizzata dallo scultore Francesco Queirolo, che lo raffigura in mistico atteggiamento, inginocchiato su un cuscino di porfido, con accanto il cappello cardinalizio. 

S. Odorisio conte dei Marsi, creato cardinale diacono della Chiesa da papa Alessandro II, divenne nel 1087, 39° abate del monastero benedettino di Montecassino; emulo del grande abate Desiderio suo predecessore, ne proseguì i lavori artistici per l’abbazia, dimostrò zelo e favore per i crociati che accolse a Montecassino, appoggiandoli con lettere inviate all’imperatore Alessio di Costantinopoli. 
Ebbe una grande pietà per i defunti, stabilì che dopo la morte di ciascun monaco, al suo posto per trenta giorni, venisse alimentato un povero, usanza ancora vigente, come è raccontato in un testo del 1977. 
Poi vi è tutta una serie di preghiere e canti di salmi in suffragio dei defunti, che stabilì per la comunità cassinese, da recitare ogni giorno ed ogni venerdì la celebrazione di una s. Messa. 
Con il suo governo terminò l’XI secolo che aveva visto il massimo splendore di Montecassino, pur continuando la terribile lotta contro l’invasione musulmana. 
Morì e fu sepolto a Montecassino il 2 dicembre 1105.

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Un pomeriggio di letteratura, una festa con tanti scrittori che parleranno della loro esperienza di lettori. Sabato 2 dicembre alle ore 16:30 alla Biblioteca diocesana di Caserta in Piazza Duomo, in occasione del primo anno di attività del circolo letterario Il ritrovo del lettore, si svolgerà la Festa del lettore.

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All’apostolo Andrea spetta il titolo di 'Primo chiamato'. Ed è commovente il fatto che, nel Vangelo, sia perfino annotata l’ora («le quattro del pomeriggio») del suo primo incontro e primo appuntamento con Gesù. Fu poi Andrea a comunicare al fratello Pietro la scoperta del Messia e a condurlo in fretta da Lui. La sua presenza è sottolineata in modo particolare nell’episodio della moltiplicazione dei pani. Sappiamo inoltre che, proprio ad Andrea, si rivolsero dei greci che volevano conoscere Gesù, ed egli li condusse al Divino Maestro. Su di lui non abbiamo altre notizie certe, anche se, nei secoli successivi, vennero divulgati degli Atti che lo riguardano, ma che hanno scarsa attendibilità. Secondo gli antichi scrittori cristiani, l’apostolo Andrea avrebbe evangelizzato l’Asia minore e le regioni lungo il mar Nero, giungendo fino al Volga. È perciò onorato come patrono in Romania, Ucraina e Russia. Commovente è la 'passione' – anch’essa tardiva – che racconta la morte dell’apostolo, che sarebbe avvenuta a Patrasso, in Acaia: condannato al supplizio della croce, egli stesso avrebbe chiesto d’essere appeso a una croce particolare fatta ad X (croce che da allora porta il suo nome) e che evoca, nella sua stessa forma, l’iniziale greca del nome di Cristo. La Legenda aurea riferisce che Andrea andò incontro alla sua croce con questa splendida invocazione sulle labbra: «Salve Croce, santificata dal corpo di Gesù e impreziosita dalle gemme del suo sangue… Vengo a te pieno di sicurezza e di gioia, affinché tu riceva il discepolo di Colui che su di te è morto. Croce buona, a lungo desiderata, che le membra del Signore hanno rivestito di tanta bellezza! Da sempre io ti ho amata e ho desiderato di abbracciarti… Accoglimi e portami dal mio Maestro».

Risultati immagini per San Francesco Antonio FasaniNacque da umile famiglia il 6 agosto 1681 a Lucera, antica città della Daunia nelle Puglie. Entrò da giovane tra i Minori conventuali del suo paese natale per poi completare il Noviziato a Monte Sant'Angelo sul Gargano dove emise la professione il 23 agosto 1696. Quindi, nel 1703 fu mandato nel convento di Assisi dove fu ordinato sacerdote l'11 settembre 1705. Passato a Roma, nel collegio di San Bonaventura, tornò ad Assisi fino al 1707 quando rientrò a Lucera. Eletto ministro provinciale fu protagonista di un'intensa attività apostolica percorrendo tutti paesi della Capitanata e località limitrofe. Sempre attento ai bisogni dei poveri e dei sofferenti, devotissimo alla Vergine, fu particolarmente vicino ai carcerati e ai condannati che accompagnava fino al luogo del supplizio. Morì il 29 novembre 1742. Ancora oggi la sua tomba, nella chiesa di San Francesco a Lucera è meta di frequenti pellegrinaggi. Proclamato beato il 15 aprile 1951 da Pio XII è stato canonizzato da Giovanni Paolo II il 13 aprile 1986

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Una delle domande più antipatiche fatte ai musicisti e ciclicamente dibattute dagli appassionati di musica è quella sulla presunta morte del rock che - tutt’oggi in Italia - non sembra passarsela molto bene. Viviamo in un momento storico in cui il rock sta soffrendo una certa impopolarità e sembra abbia ormai ben poco da dire, sebbene cerchi di evolversi accettando duri compromessi per stare al passo con i tempi.

E' nato a Monteprandone (Ascoli Piceno) nel 1394, fu discepolo di san Bernardino da Siena, dal quale ricevette a 22 anni il saio francescano. Come il maestro, anch'egli si diede alla predicazione, in Italia, Polonia, Boemia, Bosnia e in Ungheria dove si recò per ordine del Papa. Oratore ardente, si scagliò soprattutto contro i vizi dell'avarizia e dell'usura. Proprio per combattere quest'ultima, san Giacomo della Marca ideò i Monti di Pietà, dove i poveri potevano impegnare le proprie cose, non più all'esoso tasso preteso dai privati usurai ma ad un interesse minimo. Già debilitato per la vita di penitenza e colpito da coliche fortissime, morì a Napoli, nel 1476. Le sue ultime parole furono: «Gesù, Maria. Benedetta la Passione di Gesù».

di FRANCESCA ANZANI CILIBERTI

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Ieri, sabato 25 novembre, si è celebrata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita dall’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999 per celebrare la tragica fine delle sorelle Mirabal, donne temerarie, rivoluzionarie e anticonformiste che si opposero con veemenza al regime dittatoriale imposto dal generale Trujillo nella Repubblica Domenicana.

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Sabato 2 dicembre dalle ore 10.30 nella sede di Via Tino da Camaino 4 al Vomero l’Associazione Guapanapoli presenta il cartellone della stagione 2018.

I testi della letteratura popolare parlano di Caterina come una bella diciottenne cristiana, figlia di nobili, abitante ad Alessandria d'Egitto. Qui, nel 305, arriva Massimino Daia, nominato governatore di Egitto e Siria. Per l'occasione si celebrano feste grandiose, che includono anche il sacrificio di animali alle divinità pagane. Un atto obbligatorio per tutti i sudditi. Caterina però invita Massimino a riconoscere Gesù Cristo come redentore dell'umanità e rifiuta il sacrificio. Non riuscendo a convincere la giovane a venerare gli dèi, Massimino propone a Caterina il matrimonio. Al rifiuto della giovane il governatore la condanna a una morte orribile: una grande ruota dentata farà strazio del suo corpo. Sarà un miracolo a salvare la ragazza che verà però decapitata. Secondo la leggenda degli angeli porteranno miracolosamente il suo corpo da Alessandria fino al Sinai, dove ancora oggi l'altura vicina a Gebel Musa (Montagna di Mosè) si chiama Gebel Katherin. Questo sarebbe avvenuto nel novembre 305.

servizio di DANIELA LOMBARDI

Immagine correlataAndrea Campucci il giovane autore di PLASTIC SHOP, ci racconta cosa significa scrivere e del rapporto di quest'ultima con i media. 

 

 

- Cosa significa per lei scrivere? 

Prima bisogna chiarire cosa si intende per “scrivere”, perché così, a tutta prima, la scrittura può sembrare una semplice tecnica di comunicazione per il trasferimento di dati da un soggetto x a un soggetto y. 

Al momento della revisione del calendario dei santi tra i titolari delle basiliche romane solo la memoria di santa Cecilia è rimasta alla data tradizionale. Degli altri molti sono stati soppressi perché mancavano dati o anche indizi storici riguardo il loro culto. Anche riguardo a Cecilia, venerata come martire e onorata come patrona dei musicisti, è difficile reperire dati storici completi ma a sostenerne l'importanza è la certezza storica dell'antichità del suo culto. Due i fatti accertati: il «titolo» basilicale di Cecilia è antichissimo, sicuramente anteriore all'anno 313, cioè all'età di Costantino; la festa della santa veniva già celebrata, nella sua basilica di Trastevere, nell'anno 545. Sembra inoltre che Cecilia venne sepolta nelle Catacombe di San Callisto, in un posto d'onore, accanto alla cosiddetta «Cripta dei Papi», trasferita poi da Pasquale I nella cripta della basilica trasteverina. La famosa «Passio», un testo più letterario che storico, attribuisce a Cecilia una serie di drammatiche avventure, terminate con le più crudeli torture e conclusesi con il taglio della testa.

servizio di DAVIDE GUIDA 

Lo scrittore e poeta napoletano Mario Volpe, in attesa dell’uscita del suo nuovo romanzo “Un treno per Shanghai”, ritorna alle origini con la pubblicazione di “Verso Libero” (Drawup Editore), una raccolta di oltre sessanta poesie che affrontano i vari temi della vita con la graffiante semplicità e chiarezza che ha sempre contraddistinto il poeta fin dai suoi primi versi.

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“Terra Mia” è la nuova poesia del poeta scrittore Fabrizio Ciccarelli, entrata a far parte di un’antologia tutta dedicata al famigerato festival poetico nazionale “Il Federiciano”. La poesia ha avuto il merito di essere stata l’unica in lingua napoletana, ad essere stata pubblicata nella collezione.

Il nome è di origine latina e significa ‘degno di venerazione’. Di Veneranda si sa poco, tra l’altro è l’unica santa con questo nome, mentre di Venerando ce ne sono tre. 
Nel ‘Catalogo Sanctorum’ redatto negli anni 1369-1372, dal veneziano Pietro de Natalibus, al capitolo 61 è citata s. Veneranda vergine, nata in Gallia (Francia) nel II secolo e martire a Roma durante la persecuzione al tempo dell’imperatore Antonino (138-161). 

Risultati immagini per San Diego di Alcalà RE' uno dei santi più popolari di Spagna e delle Americhe, dove portano il suo nome fiumi, baie, canali e varie città, tra cui San Diego di California. Nulla però sappiamo della sua famiglia e dei suoi primi anni. In gioventù si fa eremita vicino al paese nativo. Ma se ne va quando la gente intorno a lui diventa troppa. Lo accolgono i francescani di Arizafe, presso Córdoba, e lì egli fa il noviziato come fratello laico, addetto ai lavori vari per la comunità. Nel 1441 lo mandano nelle Canarie. E cinque anni dopo viene promosso guardiano del convento di Fuerteventura. La sua predicazione irrita i colonizzatori. Nel 1449 fra Diego ritorna in Spagna, e nel 1450 è a Roma per il Giubileo e per la canonizzazione di Bernardino da Siena, in maggio. Nell’estate, però, arriva la peste dalla quale fra Diego non fugge: assiste i confratelli appestati nel convento dell’Aracoeli e cerca di organizzare distribuzioni di viveri a Roma. Tornato poi in Spagna, ricomincia a servire varie comunità, fino alla morte nel convento di Alcalá de Henares.