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Ci sono vigneti che si stendono a perdita d’occhio, dove il sole torrido brucia i campi di grano rendendoli oro zecchino, e le macchie di sangue dei papaveri sembrano labbra di fuoco che si schiudono all’amore e alla furia dell’Estate, accarezzati dalla brezza del mare. In questi vigneti nascono i vini della Fattoria “Le Pupille” di Elisabetta Geppetti, legati al territorio, alla Maremma, al suo mare, alla sua terra.

Secondo il Liber Pontificalis fu eletto papa nel 257 alla morte di Stefano I. San Cipriano che lo definisce "sacerdote buono e pacifico", racconta in una lettera al vescovo africano Successo la persecuzione del 258 in seguito al secondo Editto di Valeriano. Questo prevedeva la decapitazione per vescovi, presbiteri e diaconi, e la confisca dei beni della Chiesa, compresi i cimiteri. Da Papa Damaso si sa che Sisto venne sorpreso nel cimitero, probabilmente quello di San Callisto, mentre insegnava la parola divina e fu decapitato con sei dei sette diaconi di Roma (Felicissimo. Agapito, Gennaro, Magno, Vincenzo e Stefano). Il settimo, il protodiacono Lorenzo, fu ucciso tre giorni dopo sulla via Tiburtina. Sisto II è sepolto nel cimitero di S. Callisto presso la cripta Santa Cecilia.

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l Sannio Consorzio Tutela Vini porta il suo contributo alla ventiquattresima edizione di 'Vinalia', la manifestazione enogastronomica in programma fino al 10 agosto nel centro storico di Guardia Sanframondi.

Risultati immagini per Lo sposalizio mistico di santa Caterina. Il Seicento è ben rappresentato da una scultura in marmo raffigurante l'Immacolata

La Soprintendenza Archeologia. Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, diretta da Francesca Casule, comunica che domenica 6 AGOSTO sarà possibile visitare, gratuitamente, la mostra “RITORNO AL CILENTO” allestita nelle sale del Museo Archeologico di Paestum, inaugurata lo scorso 18 maggio resterà aperta al pubblico fino al 31 Agosto 2017.    

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Il 6 agosto la Chiesa fa memoria della Trasfigurazione di Nostro Signore. Gesù scelse di prendere con sé il primo Papa e «i figli del tuono» ) per salire sul Monte Tabor a pregare. Sei giorni prima aveva detto ai suoi discepoli: «vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell’uomo venire nel suo regno» ed ecco che Pietro, Giacomo e Giovanni furono scelti per assistere all’ineffabile: Cristo apparve nel suo Corpo glorioso.

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Pubblicato il 14 Luglio 2017 per l'etichetta Isl Italy Sound Lab di Alfonso La Verghetta, Anima Errante è il primo disco di Maria Gerarda Cavezza, giovane artista campana classe '85.
Diplomata in canto lirico presso il Conservatorio Cimarosa di Avellino e specializzatasi in canto moderno, Maria Gerarda Cavezza è una voce sicura e decisa, capace di destreggiarsi abilmente tra i generi dal jazz al soul, dal light pop al rock.

Nel IV secolo, quando la Chiesa era imbevuta di eresia ariana, la Madonna fece sentire la sua presenza a Roma. Il Vicario di Cristo era in quel tempo Liberio, il Papa che cedette agli errori di Ario, come la maggioranza dei vescovi di allora. Non si trattò di semplice debolezza, ma di vero e proprio assenso all’errore. Il beato cardinal John Henry Newman afferma che «la caduta di Liberio è un fatto storico» (Arians of the Fourth Century, Londra 1876, p. 464).

Giovanni Maria Vianney nacque l'8 maggio 1786 a Dardilly, Lione, in Francia. Di famiglia contadina e privo della prima formazione, riuscì, nell'agosto 1815, ad essere ordinato sacerdote.Per farlo sacerdote, ci volle tutta la tenacia dell'abbé Charles Balley, parroco di Ecully, presso Lione: lo avviò al seminario, lo riaccolse quando venne sospeso dagli studi. Giovanni Maria Vianney, appena prete, tornò a Ecully come vicario dell'abbé Balley. Alla morte di Balley, fu mandato ad Ars-en-Dombes, un borgo con meno di trecento abitanti. Giovanni Maria Vianney, noto come il curato d'Ars, si dedicò all'evangelizzazione, attraverso l'esempio della sua bontà e carità. Ma fu sempre tormentato dal pensiero di non essere degno del suo compito.Trascorreva le giornate dedicandosi a celebrare la Messa e a confessare, senza risparmiarsi. Morì nel 1859. Papa Pio XI lo proclamerà santo nel 1925. Verrà indicato modello e patrono del clero parrocchiale.

Sant' Eusebio di VercelliLa comunità è profezia: in queste parole potremmo cogliere il cuore dell'eredità di sant'Eusebio di Vercelli, originario della Sardegna e primo vescovo del Piemonte. Quando venne inviato nel Vercelli nel 345 decise di creare attorno a sé un vero e proprio “cenobio presbiterale”: i sacerdoti facevano vita comune assieme al proprio pastore. Questo significava la costruzione di un progetto comune, animato dal carisma di Eusebio, profondo e affascinante oratore, e la condivisione dei momenti più importanti nella crescita di un prete e della comunità: la preghiera e la liturgia. I frutti più evidenti di quell'esperienza furono i vescovi “donati” alle altre diocesi del Nord Italia e cresciuti alla “scuola eusebiana”. Il vescovo vercellese, che affrontò anche la diffusione dell'arianesimo, fu esiliato dall'imperatore Costanzo ma nel 362 rientrò a Vercelli, dove morì nel 371.

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Nasce a Napoli il 27 settembre 1696 da genitori appartenenti alla nobiltà cittadina. Studia filosofia e diritto. Dopo alcuni anni di avvocatura, decide di dedicarsi interamente al Signore.

Il grande protagonista della Riforma cattolica nel XVI secolo, nacque ad Azpeitia, un paese basco, nel 1491. Era avviato alla vita del cavaliere, la conversione avvenne durante una convalescenza, quando si trovò a leggere dei libri cristiani. All'abbazia benedettina di Monserrat fece una confessione generale, si spogliò degli abiti cavallereschi e fece voto di castità perpetua. Nella cittadina di Manresa per più di un anno condusse vita di preghiera e di penitenza; fu qui che vivendo presso il fiume Cardoner decise di fondare una Compagnia di consacrati. Da solo in una grotta prese a scrivere una serie di meditazioni e di norme, che successivamente rielaborate formarono i celebri Esercizi Spirituali. L'attività dei Preti pellegrini, quelli che in seguito saranno i Gesuiti, si sviluppa un po'in tutto il mondo. Il 27 settembre 1540 papa Paolo III approvò la Compagnia di Gesù. Il 31 luglio 1556 Ignazio di Loyola morì. Fu proclamato santo il 12 marzo 1622 da papa Gregorio XV.

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Continua con successo la programmazione di “Cinema intorno al Vesuvio” rassegna cinematografica all’aperto organizzata da Arci movie a Villa Bruno. “Siamo molto contenti - dice Roberto D’Avascio, presidente Arci Movie - dei risultati ottenuti nel mese di luglio.

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servizio di ROCCO DELLA CORTE

Achille Campanile, l’umorismo e la letteratura, il teatro e la narrativa, quarant’anni dopo e ripartendo dalla Campania. Il noto scrittore, drammaturgo e giornalista, che ha segnato un’epoca sdoganando un genere senza rinunciare alla pratica degli altri (e in tal senso, i romanzi come Amiamoci in fretta, In campagna è un’altra cosa, per fare due titoli rappresentano la grandezza e la qualità narrativa della produzione campaniliana) morì nel 1977, esattamente quaranta anni fa. Impossibile non ricordarlo, come avvenne per il centenario della sua nascita che vide l’organizzazione di una mostra a Napoli.

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Ultimamente, è riemersa con slancio alla ribalta giornalistica un'antica diatriba tra chi considera gli insegnanti una sorta di "fannulloni" e chi li ritiene addirittura dei "missionari". Due estremi antinomici, ma entrambi non rendono giustizia alla categoria docente. Quindi, c'è chi ha l'ardire di ipotizzare incrementi dell'orario obbligatorio di servizio, benché a parità di retribuzione.

Nel 433 venne consacrato vescovo di Ravenna, dal Papa in persona, Sisto III. Il soprannome di Pietro è «Crisologo», che significa «dalle parole d'oro». La sua identità di uomo e di vescovo viene fuori chiaramente dai documenti che possediamo, circa 180 sermoni. E' lì che troviamo veramente lui, con una cultura apprezzabile in quei tempi e tra quelle vicende, e soprattutto col suo calore umano e con lo schietto vigore della sua fede. Ravenna ai tempi di Pietro è una città crocevia di problemi e di incontri. Dall'Oriente lo consulta l' archimandrita Eutiche, in conflitto dottrinale col patriarca di Costantinopoli e con gran parte del clero circa le due nature in Gesù Cristo. Il vescovo di Ravenna gli risponde rimandandolo alla decisione del Papa (che ora è Leone I) «per mezzo del quale il beato Pietro continua a insegnare, a coloro che la cercano, la verità della fede». Una rigorosa indicazione, espressa sempre con linguaggio amico, con voce cordiale.