
di CLEMENTINA LEONE
L'idea della TV che insegna attraverso le serie TV (edutainment), si basa sull'uso della narrazione seriale per trasmettere conoscenze, valori o abilità linguistiche in modo coinvolgente. Questo approccio, trasforma il tempo dedicato alla visione in un'opportunità di apprendimento attivo o passivo.
Negli anni 90, Dawson’s Creek é stato un format che ha rappresentato al meglio la funzione educativa della stessa. Uno dei suoi protagonisti principali è stato James Van Der Beek scomparso 11.02.2026. Lo stesso, è stato uno degli attori che più di altri ha incarnato le inquietudini, i sogni e le fragilità di un’intera generazione televisiva. Il volto di Dawson Leary in Dawson’s Creek, simbolo di un’epoca e di un modo di raccontare l’adolescenza, si è fermato dopo una lunga e difficile battaglia contro un tumore al colon-retto. Una malattia diagnosticata nel 2023 e resa pubblica dall’attore nel 2024, con una scelta di trasparenza che oggi rende la notizia ancora più dolorosa. Una scomparsa che lascia un senso di incredulità e di profonda tristezza in chi è cresciuto con le sue storie, con quei dialoghi intensi e carichi di emozione che hanno segnato la televisione tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila. L'annuncio della sua morte è stato reso noto dalla sua famiglia, con un messaggio condiviso sul profilo Instagram dell’attore. Parole misurate, ma inevitabilmente cariche di dolore:
«Il nostro amato James David Van Der Beek si è spento serenamente questa mattina. Ha affrontato i suoi ultimi giorni con coraggio, fede e grazia. Ci sarà molto da condividere riguardo ai suoi desideri, al suo amore per l’umanità e alla sacralità del tempo. Quel momento verrà. Per ora chiediamo rispetto e riservatezza mentre piangiamo il nostro amato marito, padre, figlio, fratello e amico». Un comunicato che restituisce il ritratto di un uomo prima ancora che di un attore: marito, padre di sei figli, presenza centrale per la sua famiglia. Negli ultimi anni, Van Der Beek aveva scelto di raccontare pubblicamente la propria malattia, condividendo riflessioni intime sulla fragilità e sul valore del tempo. La diagnosi di tumore al colon-retto, arrivata nel 2023, aveva segnato un punto di svolta nella sua vita. Quando nel 2024 aveva deciso di parlarne apertamente, lo aveva fatto con la volontà di sensibilizzare e di togliere il velo di silenzio che spesso circonda la malattia oncologica, specialmente negli uomini. Non aveva mai trasformato il dolore in spettacolo. Al contrario, aveva cercato di mantenere uno sguardo lucido e dignitoso, continuando a lavorare quando possibile e a dedicarsi alla famiglia. La sua scomparsa, oggi, assume un significato ancora più amaro: non solo la perdita di un volto noto, ma l’addio a un uomo che aveva scelto la trasparenza e il coraggio in un momento di estrema vulnerabilità.

