Ieri a San Cipriano d’Aversa (CE) è stato inaugurato il nuovo spazio per i giovani. Un luogo che cambia significato, e soprattutto destino.

L’iniziativa, promossa da Agrorinasce, rappresenta il primo tassello di un più ampio percorso di rigenerazione urbana e sociale che punta a restituire ai cittadini immobili sottratti alla camorra, restituendo loro una nuova funzione pubblica e simbolica.

Il taglio del nastro si è svolto ieri pomeriggio in via Caterino, nel cuore del paese, alla presenza di autorità e cittadini.

La struttura, un tempo destinata a Mediateca e Ludoteca, è stata completamente riqualificata grazie a un finanziamento del Ministero dell’Interno – Commissario Straordinario per il recupero dei beni confiscati, per un importo complessivo di 678.238,11 euro.

La villa, confiscata al camorrista Stefano Reccia, si sviluppa su tre livelli per circa 850 metri quadrati e sorge accanto all’Istituto Comprensivo “Mattia De Mare”, in una posizione centrale non solo dal punto di vista geografico, ma anche profondamente simbolico.

A realizzare l’intervento è stata Agrorinasce, che ha poi affidato la gestione, tramite procedura pubblica, all’Associazione Work in progress. Si tratta di una realtà composta da oltre venti giovani del territorio, chiamati ora a dare vita quotidianamente al Centro, trasformandolo in uno spazio aperto, dinamico e partecipato.

Il Centro ospita un caffè letterario con spazi dedicati alla musica e alla presentazione di libri, un’area di co-working per giovani professionisti e una biblioteca con sala studio: non solo aggregazione, dunque, ma anche opportunità concrete per la crescita personale e lavorativa.

La presentazione è stata aperta dal direttore generale di Agrorinasce Giovanni Allucci, che ha sottolineato l’importanza della partecipazione attiva dei giovani: «Mi farebbe piacere che sempre più ragazzi si iscrivessero all’associazione, contribuendo a rendere questo spazio davvero vivo e condiviso».

Il sindaco Vincenzo Caterino ha evidenziato il valore istituzionale dell’iniziativa: «Oggi è una giornata importante, in cui restituiamo un bene confiscato alla comunità. Ringrazio Agrorinasce: grazie al suo lavoro, San Cipriano d’Aversa è tra i comuni con la più alta percentuale di riutilizzo dei beni confiscati. Siamo certi che i giovani dell’Associazione Work in progress faranno un grande lavoro per valorizzare questo bene pubblico».

A seguire, il presidente dell’associazione Davide Letizia ha accolto i presenti con parole cariche di significato: «Con emozione e gioia, benvenuti alla Work in progress. Ringrazio tutti i soci. Questo luogo è un simbolo: era la casa di chi ha dilaniato il nostro popolo, togliendoci cultura e libertà. Oggi, attraverso l’associazione, riportiamo qui cultura e libertà». Letizia ha poi aggiunto l’auspicio che il Centro diventi «uno spazio in cui si possa parlare di tutto, senza violenza e senza giudizio».

Sulla stessa linea la presidente di Agrorinasce Maria Antonietta Troncone, che ha sottolineato la portata simbolica e sociale del progetto: «Questo è un momento importante in cui si afferma la legalità attraverso la destinazione di un bene a uso sociale. È fondamentale la sinergia tra istituzioni per realizzare questo patto di legalità». La presidente Troncone ha poi aggiunto: «Qui si costruisce anche un riscatto del territorio: un luogo dove il divertimento crea socialità, evita l’isolamento e rafforza il senso di comunità. Le nuove generazioni non devono sentirsi sfortunate a vivere qui, ma orgogliose».

Un messaggio condiviso anche dalla dirigente dell’Istituto Comprensivo “Mattia De Mare”, Antonietta Cerrito: «Mi piacerebbe che questo spazio contribuisse a rafforzare nei giovani il senso di appartenenza, la crescita e la serenità rispetto al futuro, senza che si sentano penalizzati». I

l capo di gabinetto della Prefettura di Caserta Florinda Bevilacqua ha espresso parole di riconoscimento e gratitudine, ringraziando in particolare Carmelo Trattaro per il lavoro svolto nel settore della legalità e della gestione dei beni confiscati. «Questo luogo mi ha trasmesso una sensazione di legame profondo: i ragazzi lo hanno definito una casa da curare e fare crescere», ha dichiarato.

Lo stesso Carmelo Trattaro ha portato i saluti della Prefetta Paola Spena, sottolineando il valore simbolico dell’iniziativa: «La funzione dei beni confiscati consiste in un capovolgimento della narrativa: diventano strumenti di affermazione e diffusione della legalità». Ha poi evidenziato il ruolo centrale dei giovani: «Sono motore di sviluppo e cambiamento, simbolo di una coscienza civile che rappresenta un antidoto contro le distopie e la subcultura dell’illegalità».

Dopo il taglio del nastro, i giovani e i cittadini presenti hanno visitato gli spazi del Centro, il coffee break è stato curato dalla cooperativa sociale Meditactio che gestisce il Centro di aggregazione giovanile per l’arte e la cultura di Casapesenna.