Vesuvio, come arrivare al cratere di uno dei vulcani più pericolosi al ...

“Arte e(è) memoria”: questo il titolo della mostra che, dopo aver fatto tappa presso le settecentesche ville vesuviane Campolieto e Favorita e la Cappella Zurlo di Boscoreale, sarà ospitata presso l’Archivio di Stato di Salerno, nella medievale cappella di San Ludovico.

L’inaugurazione è in programma giovedì 23 luglio 2026 alle ore 17.30. L’esposizione ha al centro un soggetto iconografico fortemente iconico: il Vesuvio, che sarà declinato nelle più disparate forme espressive attraverso l’indagine degli artisti Pietro Migliaccio e Giorgio Simeoli. La loro ricerca pluridecennale, fonde tecniche pittoriche tradizionali con i più avanzati programmi di grafica. “Con loro – scrive Paolo Romano nel testo critico - lo sterminator Vesevo di leopardiana memoria diventa incubatore estetico, culla per ri-letture di un’icona che si presta a dialoghi artistici tra pop-art e classicismo, pittura vedutistica e simbolismo, concettualismo e astrattismo. Nel singolare progetto artistico, il Vesuvio è davvero un “luogo comune”, perché è madre e padre di una figliolanza diffusa, di una demografia popolosa e popolare, che conserva in sé una natura filosofica e filosofeggiante, com’è propria delle genti del Sud”. Il processo artistico di Migliaccio e Simeoli è ben documentato anche dal video realizzato da Valerio Pandolfi in proiezione costante durante la mostra. In parallelo, negli spazi dell’Archivio, saranno proposte pergamene, testi, mappe e altre documentazioni che si soffermano sulle passate eruzioni del Vesuvio, a partire dal Seicento. “Siamo ben lieti di ospitare una rassegna di opere dedicate al Vesuvio, proposta con il progetto Luogo Comune, attraverso le molteplici letture degli artisti Giorgio Simeoli e Pietro Migliaccio – spiega Salvatore Amato, Direttore dell’Archivio di Stato di Salerno - Abbiamo voluto accompagnare questo percorso con significative e straordinarie testimonianze documentarie, che raccontano le attese, le speranze e le paure di intere comunità del nostro territorio di fronte ad eruzioni e a connessi eventi sismici. Registri notarili, relazioni e testi a stampa raccontano non solo uno spazio geografico, ma anche il vissuto sociale e religioso di molte comunità, che nell'imminente pericolo rinnovarono l'antico legame con i loro santi tutelari, cui dedicarono per la grazia ottenuta nuovi spazi di culto e diversi segni devozionali”. Il confronto con i preziosi documenti esposti negli ambienti storici dell’Archivio di Stato di Salerno, arricchiscono di nuovi significati il progetto “Luogo comune”. Le opere esposte sono il risultato di un lungo lavoro di ricerca con le più recenti tecniche digitali, antichi procedimenti grafici e pittorici e il ricorso al fenomeno della pareidolia. La mostra, a ingresso libero, rimarrà in esposizione fino al 11 settembre 2026 (lunedì e venerdì 9.00 – 13.00 martedì, mercoledì e giovedì 9.00 – 17.00).