
Nell’ambito della diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, diretto da Ruggero Cappuccio, organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziato dalla Regione Campania, debutta Le Pietre Parlano – Anime in Conflitto, un progetto articolato in due momenti che intrecciano teatro, installazione, poesia e riflessione civile.
Curato da Francesco De Matteis e Rossella Pretto – regista e ideatrice del progetto scenico – e prodotto da Coop. Le Nuvole, il progetto prende forma il 23 giugno in Sala Assoli Moscato con l'installazione performativa immersiva (repliche alle ore 18.30, 20.00 e 21.30), per proseguire il 24 giugno alle ore 18.30 al Bistrot Le Lazzarelle, nella Galleria Principe di Napoli, con un incontro dedicato al rapporto tra poesia, realtà e azione.
Le Pietre Parlano è un’esperienza pensata per un pubblico ristretto, chiamato non semplicemente ad assistere, ma ad attraversare fisicamente lo spazio scenico e a diventare parte di un rito collettivo. Accolti dalle performer Wanda Marasco, Rossella Pretto, Anna Bocchino e Clara Bocchino, gli spettatori entrano in un universo sospeso dove la memoria dei morti, il trauma storico e il destino individuale emergono dalle profondità.
Corpi fusi con la materia inorganica, pietre dalle quali affiorano voci di vite che furono e che denunciano ciò che le ha rese eco di morti, si alternano in un viaggio perturbante, sacro e insieme profondamente politico. Lo spazio scenico si trasforma in un organismo sotterraneo, un ventre simbolico che richiama Napoli e la sua ancestrale relazione con il mondo dei defunti. Qui il dialogo con l'assenza diventa la soglia attraverso cui interrogare il presente: un tempo saturo di conflitti, immagini di guerra, identità fragili e crisi del senso.
Le parole del Premio Nobel Seamus Heaney, tradotte da Roberto Mussapi ed eccezionalmente concesse dall'Estate Heaney, su licenza di Faber & Faber e Mondadori Libri, dialogano con frammenti di Wanda Marasco, dei due curatori e materiali sonori, generando una drammaturgia frammentaria e visionaria in cui i confini tra vivi e morti, umano e fantoccio, individuo e rovina si fanno instabili. Al centro vi è il corpo: storico, vulnerabile, esposto alla violenza e alla memoria. L'esperienza scenica evolve progressivamente verso un paesaggio bellico.
«Il pubblico viene coinvolto in una fuga, costretto a cercare riparo, a osservare da vicino la devastazione e a confrontarsi con il trauma del conflitto - riferisce in una nota Rossella Pretto - Non si tratta di una rappresentazione realistica della guerra, ma dell'evocazione di una condizione di assedio permanente, dell'impossibilità di restare innocenti di fronte alla storia. È la premessa di un conflitto lacerante che minaccia di cancellare i nomi dati alle cose e agli uomini, lasciando il mondo popolato soltanto da fantasmi. Il percorso culmina in un rituale funebre collettivo dedicato alle vittime senza nome di ogni guerra, aprendo una domanda radicale e necessaria: può il teatro essere ancora il luogo in cui una comunità si raccoglie attorno a ciò che genera paura, per trovare il coraggio di guardarlo insieme?»
Completano il team creativo Anna Orabona e Daniele Nicoletti per le scenografie, Livia Ficara per il videomapping, Simone Picardi per il disegno luci e Andrea Iacomino – Atelier Itaca per i costumi.
Il secondo appuntamento, in programma il 24 giugno al Bistrot Le Lazzarelle, amplia e approfondisce le questioni emerse nella performance attraverso un incontro dedicato al rapporto tra poesia, realtà e azione.
Guidati da Francesco De Matteis, i partecipanti saranno invitati a interrogarsi sulla forza che la parola poetica può ancora esercitare in un'epoca attraversata da conflitti, rimozioni e crisi della rappresentazione. Non soltanto la capacità di raccontare il mondo o di testimoniarlo, ma quella di trasformare lo sguardo, di agire sulla coscienza e di aprire possibilità inattese dell’umano.
Come scrive Odysseas Elytīs, la poesia è «espansione a ciò che è possibile diventare»: un gesto capace di sottrarre l'individuo all'anonimato e di riconsegnarlo alla propria irriducibile unicità. È la stessa tensione che attraversa l'opera di Seamus Heaney, poeta che ha resistito a ogni riduzione ideologica della scrittura, scegliendo invece la responsabilità più profonda verso la lingua e verso la complessità dell'esperienza umana. In questa prospettiva, la parola poetica non diventa propaganda né risposta consolatoria, ma strumento di scavo, attraversamento della verità e possibilità di immaginare, anche solo per un istante, una forma diversa di presenza nel mondo.
All’incontro interverranno, in dialogo con Francesco De Matteis, Esther Basile, Gianfranco Pecchinenda e Silvio Perrella.
LE PIETRE PARLANO – ANIME IN CONFLITTO
Campania Teatro Festival 2026
progetto a cura di Francesco De Matteis e Rossella Pretto
regia e ideazione scenica Rossella Pretto
23 giugno – Sala Assoli Moscato
Installazione performativa immersiva
Repliche ore 18.30 – 20.00 – 21.30
Info 081 18199179 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
con Wanda Marasco, Rossella Pretto, Anna Bocchino, Clara Bocchino
scenografie Anna Orabona, Daniele Nicoletti
videomapping Livia Ficara
disegno luci Simone Picardi
costumi Andrea Iacomino – Atelier Itaca
produzione Coop. Le Nuvole
24 giugno – Bìstrot Le Lazzarelle, Galleria Principe di Napoli
Incontro di poesia ore 18.30
Ingresso libero
Intervengono Francesco De Matteis, Esther Basile, Gianfranco Pecchinenda, Silvio Perrella

