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enzo buonaVie del mare, musei del mare e quello che non c’è di Castellammare -

Ci sono tre tipi di uomini, scriveva Platone: “i vivi, i morti e quelli che vanno per mare”. Frase amara, forse abusata dal significato più immediato, di un mondo a parte, talvolta bistrattato. Eppure, il mare, è elemento fondamentale del paesaggio della Campania. Le attività economiche che attraverso esso si sviluppano, pesca, scambi commerciali, cantieristica, crocieristica, diporto, si intersecano con la storia e la cultura delle popolazioni, con il loro vivere quotidiano e le loro tradizioni.

Molti i programmi in campo. A cominciare da “Le Vie del Mare”, il progetto di mobilità regionale promosso dalla Regione Campania che anche nell’estate 2018, attraverso l'Alilauro permetterà di giungere nei principali porti turistici della costa cilentana, vesuviana, della penisola sorrentina e dell'area flegrea con l’obiettivo di incrementare ed agevolare i flussi turistici, integrato con quello dell'alta velocità che consente di collegare Milano, Agropoli, Sapri in poco più di 5 ore.

Due linee: Cilento Blu che collega Agropoli, San Marco di Castellabate, Acciaroli, Casalvelino, Pisciotta, Palinuro, Sapri e Camerota.

E Archeolinea che collega in due tratte, costa vesuviana-sorrentina e area flegrea con Sorrento, Positano ed Amalfi. Ma anche con Napoli (Beverello), Pozzuoli e Bacoli. Con punti di partenza nell'area vesuviana-costiera sorrentina, come Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Seiano (la novità di quest'anno), Sorrento.

Questo percorso di mobilità marina ha però secondo noi la necessità di migliorare le sinergie culturali. Magari con “La rete del Mare”, idea basata sulla Riforma Franceschini del 2014 di racchiudere in una serie di elementi museali i tesori del mare rafforzando l’identità culturale marittima e marina dei territori e mettendo in relazione quegli istituti culturali che operano sul territorio e promuovere e valorizzare l’immenso patrimonio di conoscenze diffuse lungo la linea di costa campana. Perché in una regione come la Campania con una importante tradizione marinara, ci si aspetterebbe di trovare tanti Musei del mare con flusso costante di visitatori e dalle enormi potenzialità attrattive. Invece non è così. In Campania esistono piccoli musei navali di notevole interesse, ma poco conosciuti e pubblicizzati. Essi sono ospitati sia in istituzioni pubbliche che in sedi private e sono nati e mantenuti in vita spesso solo grazie al lavoro di volontari ed appassionati. Ne citiamo alcuni:

  1. Il Museo Navale dell’istituto universitario navale, ospitato nella villa Doria D’Angri, sede dell’università La Parthenope (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). 160 modelli di una collezione, in parte borbonica, di navi e parti d’imbarcazioni, strumenti nautici ed attrezzature marinaresche, testimonianze della capacità produttiva della Campania un secolo fa quando la navigazione a vapore vinse la scommessa con quella a vela.
  2. Il Museo didattico del mare-Fondazione Tethys, a Bagnoli all’interno dell’Istituto tecnico nautico Duca degli Abruzzi che conserva strumenti di provenienza borbonica come pluviometri, bussole, ottanti, sestanti,orologi solari, inclinometri per la navigazione e modelli di navi.
  3. Il Museo Civico di Amalfi, Istituito che comprende i bozzetti di Domenico Morelli per i mosaici del Duomo di Amalfi, costumi, sestanti, mappamondi, sfere celesti che furono trovati su vascelli del ‘700 e ‘800.
  4. Museo dell’Istituto Tecnico Nautico Statale “Nino Bixio” a Piano di Sorrento che raccoglie parti di imbarcazioni, modelli, strumenti nautici, e portolani del Mediterraneo.
  5. Museo del Mare di Ischia, Palazzo dell’Orologio, Ischia Ponte che conserva attrezzature nautiche, modelli d’imbarcazioni, antichi attrezzi da pesca degli anni ‘30. Come anche fotografie e cartoline dal 1840 al 1860 e quella di francobolli raffiguranti elementi e materiali legati al mare, provenienti da tutto il mondo.
  6. Museo del Mare dell’Istituto Tecnico Nautico “F. Caracciolo” di Procida articolato in due sezioni didattiche: la prima è di tipo documentale, con una ricca bibliografia e un archivio storico della tradizione marinara di Procida, la seconda è dedicata alla tradizione religiosa legata all’attività marinara, con una raccolta di proverbi e canti popolari.
  7. Museo del Mare di Pollica, gestito dal 2013 da Legambiente, presso il palazzo Vinciprova: al primo piano ospita il Museo della Dieta Mediterranea, Patrimonio Immateriale dell’Umanità. All’interno del Museo sono presenti vasche che riproducono l’habitat marino delle coste Cilentane.
  8. Museo “Mario Maresca” di Meta di Sorrento allestito in una casa settecentesca, che raccoglie reperti e testimonianze della navigazione a vela nella penisola Sorrentina. La collezione comprende modelli e disegni navali, oggetti dell’arte marinara, strumenti per la navigazione ed un archivio fotografico
  9. Museo della marineria torrese a Torre del Greco. Situato nell'edificio delle Ferrovie dello Stato. Due sale che raccolgono oggetti e memorie della marineria torrese: dagli armatori alle barche, alle tecniche per la pesca del corallo e delle spugne, ai libretti di navigazione della gente di mare della città che ha fornito equipaggi alle flotte di tutto il mondo. Se non avete mai visto una corallina o una spugnara qui trovate dei modellini.
  10. Sezione Navale del Museo San Martino a Napoli. Imbarcazioni reali in deposito dalla Regia Marina, modelli di cantiere in scala, tra la fine del secolo XVIII e la metà del secolo XIX, tipologie di navi, dalle lance cannoniere e barche bombardiere, alle fregate e alle corvette del naviglio pesante da combattimento e alle più tarde pirofregate e pirocorvette a vapore - che fecero della Marina borbonica, potenza navale nel Mediterraneo. Come pure la Lancia Reale, 14 remi appartenuta a Umberto I di Savoia.

Ne mancherebbe uno di museo, purtroppo e cioè il Museo del Mare di Castellammare che potrebbe essere davvero il fiore all’occhiello di questa rete museale. Non si comprende come icone quali l’Amerigo Vespucci, nave scuola dell’Accademia Navale Militare Italiana costruita nei cantieri navali stabiesi, non abbia lì nella città delle acque un museo dove in scala sia possibile vederla, insieme alla celebrazione dei più antichi cantieri navali della penisola italiana protagonisti indiscussi nel firmamento della cantieristica navale sia europea che mondiale, dove nel solo periodo dell'antico Regno, cioè dal 1734 al 1860, furono costruite 136 unità fra vascelli, fregate, corvette, sciabecchi, ecc..

Se vogliamo migliorare la nostra offerta di turismo culturale, in un Paese che ha otto mila chilometri di coste e una regione come quella della Campania dalla forte tradizione marittima non possiamo trascurare questa tradizione e le nostre navi storiche e renderla sinergica alle altre iniziative di promozione turistica. Come sarebbe bello vedere migliaia di turisti e scolaresche a visitare i modelli di nave ed il mondo del mare della Campania. Cosa che oggi non avviene. Perché mancano le competenze ed il sistema dei coordinamento

Enzo Longobardi

Docente di marketing turistico

e local development