di MIRELLA FALCO

C’è un virus molto più letale di quello che ci ha travolto ad inizio anno, che ci ha obbligato a restare a casa, tenuto lontano dagli affetti, favorito il distanziamento sociale. Questo virus a differenza del Covid-19, ha radici più profonde, circola da molto più tempo. Si legge su alcuni manuali che i primi contagi si siano verificati già nel Medioevo; ma nel corso dei secoli si è diffuso in maniera esponenziale, facendo sempre più vittime, nonostante le lotte e le misure di contenimento adottate nei secoli, la carica virale si è moltiplicata fino ad arrivare ai giorni nostri più aggressiva e persistente.

I sintomi più comuni del virus in questione sono: Odio, Discriminazione, Ignoranza, Stereotipi, Pregiudizi, Intolleranza, Presunta superiorità, Maltrattamenti, Abusi ecc.. Questi sono solo alcuni dei sintomi, perché la lista è molto più lunga e non voglio rischiare di essere prolissa. Il virus di cui sto parlando è il RAZZISMO. Può essere descritto brevemente come una negazione del principio di uguaglianza; un fenomeno che si è manifestato ed attraversato tutta la storia dell’umanità; ma, in forme particolarmente aberranti nel Novecento. Negli anni, gli avvenimenti come: Colonialismo, Schiavitù, Apartheid e Shoah non hanno fatto altro che destabilizzare la pacifica convivenza tra popoli. Un altro drammatico capitolo della storia del razzismo è quello che ha contrapposto le popolazioni bianche e la gente di colore, soprattutto negli Stati Uniti d’America e nella Repubblica Sudafricana. Oggi la popolazione afroamericana appare maggiormente tutelata e integrata nella società statunitense, anche se persistono situazioni di disagio e di discriminazione diffusi, oltre che di ghettizzazione urbana. Per non parlare del 1895 dopo l’aboliménto della schiavitù, nacque l’organizzazione del Ku KluX Klan che aveva come obiettivo quello di conservare la supremazia dei bianchi sugli afroamericani anche attraverso azioni di violenza e terrorismo. Nel XXI secolo il razzismo e l’intolleranza interetnica non sono del tutto morti; a risvegliare tale intolleranza, sono i movimenti migratori dall’Africa, dall’Asia e dall’Est europeo verso le nazioni dell’Europa occidentale dove hanno letteralmente trasformato la struttura sociale. Il fronte italiano non è da meno, oggi anche l’Italia, con circa quattro milioni di extracomunitari residenti, è una società multietnica. La presenza di questi stranieri, soprattutto agli inizi, ha provocato atti di intolleranza, talora violenta, e di xenofobia (cioè di “avversione verso lo straniero”), che perdurano spesso ancora oggi, soprattutto quando si registrano episodi di criminalità legati all’immigrazione clandestina. Inoltre, da qualche settimana si è diffusa la notizia (denigrante) che la seconda ondata di contagi da coronavirus, sia determinante anche dalla presenza e continui sbarchi di extracomunitari.  Tutti questi episodi hanno messo in discussione il giusto equilibrio della convivenza col diverso, cancellando con un colpo tutte le conquiste raggiunte finora, con le battaglie degli attivisti come: Rosa Parks la donna che si rifiutò di cedere il suo posto nel bus ad un bianco, Martin Luter king il leader della non violenza ed in lotta negli anni 50 contro il pregiudizio etnico, Malcom X politico e attivista per i diritti umani fu uni dei più grandi leader afroamericani, Nelson Mandela presidente del Sudafricano che sconta 27 anni di carcere per la sua lotta al segregazionismo razziale e combatte contro l’apartheid, Madre Teresa di Calcutta religiosa albanese naturalizzata indiana di fede cattolica è stata la fondatrice missionarie della carità che oltre alle missioni umanitarie diede una particolare attenzione al tema dell’isolamento sociale "essere rifiutati è la peggiore malattia che un essere umano possa provare" per questo le sue iniziative erano volte ad essere il più possibile inclusive, Malala Yousafzai attivista pakistana nota per il suo impegno per l’affermazione dei diritti civili e per il diritto all’istruzione alle donne bandito da un editto talebani, Mahatma Ghandi politico indiano è stato uno dei pionieri e dei teorici del satyagraha, la resistenza all’oppressione tramite la disobbedienza civile di massa ha portato l’india all’indipendenza; per citarne alcuni. A mettere in discussione ancora una volta l’equilibrio e dare origine alle rivolte è stata l’uccisione di George Floyd nel Minneapolis, negli USA (la cosiddetta goccia che ha fatto traboccare il vaso) avvenuta nel maggio appena trascorso, da parte di un’agente di polizia, che dopo aver immobilizzato George a terra, con il suo ginocchio sul collo ne ha procurato la morte. Seguito all’accaduto sono nate sommosse da parte del movimento attivista internazionale Black Lives Matter,(letteralmente le vite dei neri contano) un movimento nato nel 2013, che organizza manifestazioni per protestare apertamente contro gli omicidi da parte della polizia sulla comunità afroamericana, nonché contro le questioni più estese come profilazione razziale, brutalità della polizia e disuguaglianza razziale nel sistema giuridico degli Stati Uniti; in seguito all’uccisione di Floyd ha preso piede, attirando l’attenzione dei media e dando vita a vere e proprie rivolte, talvolta vandaliche contro i simboli colonialisti, difatti sono state demolite statue che rappresentavano personaggi di sfondo razzista. Tra queste è stata vandalizzata anche quella di Cristoforo Colombo in quanto rappresenta il genocidio; Inoltre, in un tweet Shaun King, scrittore americano, nei giorni in cui divampava la polemica per la rimozione della statua del presidente americano Theodor Roosevelt, colpevole di essere raffigurato a cavallo con affianco un afroamericano, ha proposto di eliminare statue di Gesù e Maria, come siamo abituti a vederle da centinaia di anni, spiegando che per decenni gli americani bianchi hanno comprato, venduto, violentato e schiavizzato a morte gli africani in nome di Dio; una provocazione, però, che rischia di infiammare ancora di più gli animi, Ma, l’assalto ai simboli cristiani è già iniziato anche in Europa, sull’onda delle proteste americane, a Firenze un affresco dedicato alla Vergine è stato sfregiato con lo slogan Black Lives Matter, inciso con la bomboletta. Quindi, la solidarietà non è tardata ad arrivare, da ogni parte del mondo si sono verificate manifestazioni e anche in Italia è stata danneggiata una statua, quella di Montanelli, il giornalista e scrittore italiano che durante il suo periodo in Etopia sposò una bambina. Ancora, per solidarietà, dopo l’evento nel Minnesota, sui social si sono diffuse immagini con sfondo nero con emoji di una mano a pugno chiuso ed l’immancabile #, con la scritta #blacklivemetters. Agli eventi sportivi prima della competizione la gente si inginocchiava per Geroge Floyd, non sono mancate anche in parlamento manifestazioni di questo genere ; per una sorta di “dichiarazione di guerra” contro ogni forma di razzismo che sta distruggendo il mondo. E pure... basta poco per aprire lo sguardo. Ciò che è avvenuto e sta avvenendo pacificamente in questi ultimi decenni, è già avvenuto in modo violento con le invasioni dei popoli germanici alla caduta dell’Impero Romano e più volte ancora dopo, nei secoli successivi, con altri popoli invasori e conquistatori. La storia dell’Italia (e dell’Europa) è una storia di sovrapposizioni di popoli e di integrazioni di culture molto diverse fra loro. Prendiamo ad esempio la storia delle conquiste nel territorio Campano, nel tempo abbiamo avuto l’occupazione da parte di Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni e tanti altri ancora, fino ad arrivare alla dinastia Borbone. La storia, così, procede attraverso quel fenomeno che gli studiosi chiamano tecnicamente acculturazione, cioè la fusione nella cultura originaria di elementi culturali nuovi provenienti da altri popoli: la storia, quindi, è un continuo “incontro e scambio di civiltà” diverse fra loro. Con l’ampio sguardo della storia possiamo, quindi, affermare che le differenze sono una ricchezza che offre nuovi stimoli e nuove occasioni di crescita a tutta la società. Il virus, del razzismo, come possiamo constatare dai diversi eventi storici, tutti possono esserne affetti, non si limita all’etnia, al colore della pelle o dal sesso; Ed è strano, perché quello che fa allontanare le persone è il motivo per cui ci rende tutti più vicini ed uguali. Purtroppo, nonostante ci sia una cura e un vaccino per l’immunità a tutto questo, sembra, che non sia disponibile per tutta la popolazione mondiale e l’unica nostra possibilità è ricorrere all’immunità di gregge e sperare che si diffonda il più possibile lo spirito anti-razzista, che ci spinga alla comprensione del diverso, all’accettazione dell’animalità dell’uomo, apprezzare chi è cresciuto in un ambiente e in un contesto sociale diversi dal nostro; e come tali sono portatori di una cultura diversa, con tradizioni, mentalità, abitudini, religione e lingua-madre specifiche e particolari, che possono solo innalzare il nostro livello culturale. Per chi è ospite nel nostro paese, spetta il dovere di integrarsi nella nostra società, accettando leggi e comportamenti del nostro ordinamento democratico, corrisponde, da parte nostra, quello di rispettare e accettare le loro diversità culturali, in uno spirito di piena tolleranza. Come scrive Umberto Eco nel suo volume Migrazioni e Intolleranza: “Eliminare il razzismo non vuol dire mostrare e convincersi che gli Altri non sono diversi da noi, ma comprendere e accettare la loro diversità.”