Torna la "Notte dei Barbuti", doppio appuntamento teatrale all'Apollonia Hub

Nell’ambito della quarantunesima edizione della rassegna teatro “Barbuti Festival”, presso Apollonia Hub, in via San Benedetto, nel centro storico di Salerno, torna la “Notte dei Barbuti”, con un secondo doppio appuntamento nel fine settimana.

Venerdì 18 settembre alle 21, appuntamento con la stessa direttrice artistica Brunella Caputo, che scrive, dirige e interpreta "La sposa del vento", affiancata da María José Álvarez tra flamenco e danza spagnola (inizio ore 21, ingresso 10 euro).

Lo spettacolo. È un testo che nasce dall’ispirazione cresciuta da poeti e autori spagnoli: Federico García Lorca, Rosalía de Castro, Miguel de Unamuno, Maria Zambrano, Carmen Laforet. È un monologo drammatico di corpo e voce, in cinque canti, sull’anima femminile. Il corpo è rappresentato da una danzatrice di Flamenco e danza spagnola. Le due protagoniste, di corpi e di voce, si muoveranno alla scoperta della propria anima utilizzando elementi simbolici (uno specchio, l’acqua, la terra, una valigia, una sedia) a rappresentare i punti di forza e di debolezza di questo viaggio alla ricerca di un’anima dispersa. “Dicono che l’anima sia invisibile. Che sia un soffio, un’astrazione dei santi. Mentono. L’anima di una donna ha un peso. Pesa come la terra bagnata sotto la pioggia di Galizia. Pesa come le Pietre che mia madre metteva negli angoli della casa per scacciare i fantasmi”. Le due donne hanno un’età matura, un’età in cui l’anima smette di chiedere e comincia a pretendere. Un’età in cui l’anima diventa sangue e non ci sta più dentro la pelle e vorrebbe strapparla. E lo specchio rimanda solo una superficie. Ma…cosa c’è dietro? Dietro c’è il buio e nel buio l’anima impara a graffiare.

Sabato 19 settembre alle 21, andrà in scena "Il culo del mondo", uno spettacolo scritto e interpretato da Davide Speranza con le musiche di Gian Marco Volpe, le fotografie di Valentino Petrosino e la regia curata in coppia da Speranza e Volpe (inizio ore 21, ingresso 10 euro).

Lo spettacolo. Profonda provincia campana. Estate 1981. Un paese spaccato a metà dai binari. Da un lato le macerie del terremoto. Dall'altro l'illusione della modernità. In mezzo, l'immobilità di una provincia asfissiante. Nei bar si consumano le giornate di vitelloni senza futuro. Sullo sfondo, l'ombra taciuta e spietata della camorra divora le strade. Rino e Cristiano hanno tredici anni. Sono l'emblema di una gioventù abbandonata a se stessa. Cercano una via di fuga nell'unico corpo che pulsa davvero: la signora Montanari. È l'innesco di un rito di passaggio viscerale. In lontananza, il fischio di un treno in arrivo. Cosa resta dell'innocenza quando si corre alla cieca contro il confine del proprio mondo? Il Culo del Mondo è un racconto sui primi istinti, sulle illusioni perdute e sulla fine violenta dell'infanzia. Tratto dall’omonimo testo di Davide Speranza (pubblicato per l’Antologia “Racconti campani 2023”), si inserisce nel progetto teatrale “Letture in viaggio”, che vedrà la lettura di Davide Speranza in dialogo con le musiche originali dal vivo di Gianmarco Volpe e le fotografie videoproiettate di Valentino Petrosino.