
Giovedì 12 marzo, ore 19:00, presso la Sala degli Affreschi del Comune di Vietri sul Mare, la giornalista Rai Micaela Palmieri presenta "Malanotte rimpiango quasi tutto" a DiVini Libri Chiacchierata con l'Autore. Ne parlerà con la giornalista Rossella Pisaturo.
La serata sarà aperta dal Sindaco di Vietri sul Mare, Giovanni De Simone, e dall'assessore alla Cultura, Daniele Benincasa, i quali porteranno i saluti dell'amministrazione e dell'intera città. Non mancherà il lettore Raffaele Sansone, che leggerà i brani più significativi del libro.
Micaela Palmieri è giornalista professionista dal 2005 e dallo stesso anno lavora in Rai, conducendo diversi programmi, tra i quali TG1 Mattina.
Come conduttrice del TG1, la sua voce rassicurante guida milioni di telespettatori attraverso le notizie quotidiane. Ma il suo talento non si limita alla conduzione: Micaela è un'autrice di libri che affrontano temi sociali e culturali, quali Tre di una coppia perfetta (2016), Next stop Rogoredo, Storia di chi è uscito dal bosco della droga (2020), Educazione ambrosiana, Le 11 partite che hanno cambiato la vita di noi interisti (2021) e Malanotte. Rimpiango quasi tutto, scritto a quattro mani con Renato Vallanzasca.
Quest'ultimo è una figura che ha fatto molto discutere e ha lasciato un segno indelebile nella cronaca italiana degli anni '70.
"Malanotte rimpiango quasi tutto" non è solo un libro; è un viaggio nella memoria, una confessione intimista che affronta temi come il rimpianto, la ricerca di redenzione e l'ombra del passato. La scelta di collaborare con Vallanzasca, noto per la sua vita segnata da eventi drammatici e scelte discutibili, aggiunge una dimensione unica a quest'opera. La penna di Palmieri riesce a mettere in luce le sfumature di un personaggio complesso, invitando il lettore a esplorare non solo il lato oscuro della sua esistenza, ma anche le fragilità e le vulnerabilità di un uomo che ha dovuto fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni.
La terza azienda vinicola inviata è la Tenuta Mainardi di Aquara, della famiglia Serra, ubicata nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
L'azienda , fondata nel 1955 in una fascia collinare compresa tra i 350 e i 400 metri di altezza sul livello del mare, ideale per la produzione del vino, si estende su una superficie di 15 ettari che , per posizione, composizione geologica e microclima , sono particolarmente indicati per la coltivazione.
Il vino che presenterà durante la serata sarà: Fratis IGP Paestum Aglianico ( 85% Aglianico , 15% Merlot), Rosalunae IGP Paestum Rosato ( 50% Aglianico, 50% Aglianicone), Cairis IGP Paestum Fiano ( 100% Fiano). L'evento , ideato dal giornalista Raffaele Agresti, di cui è anche Direttore Artistico, è organizzato dall'Associazione Migr-Azioni ETS e si avvale, come partner dell'evento, di: Convergenze S.p.a, Consorzio Vita Salernum Vites, L'Ora e l'Associazione Strutture ExtraAlberghiere "Vivere Vietri sul Mare".
La rassegna gode del patrocinio del Comune di Vietri sul Mare, della Provincia di Salerno e dell' AIB Associazione Italiana Biblioteche, sez. di Napoli.
IL LIBRO
Palmieri Micaela , Vallanzasca Renato Malanotte. Rimpiango quasi tutto
Renato Vallanzasca è nato bandito. E, sin da bambino, la vita non gli ha fatto sconti. L'adrenalina, la voglia di vedere se sarebbe riuscito a farla franca: era questa la benzina nel motore quando assaltava banche, seminava la polizia negli inseguimenti, studiava nuovi colpi. Ha sempre amato la libertà: com'era bella la sensazione di poter fare tutto, di essere invincibile... invece, ironia della sorte, ha passato più di cinquant'anni in carcere. A volte si domanda se ne sia valsa la pena. Ha rubato. Ha ucciso. Ha perso tanti amici. Un po' come l'Innominato, sì, quello dei Promessi Sposi. Alla fine, lui un po' ce l'ha fatta a raddrizzare la propria vita. Renato non cerca redenzione, troppo spesso si è fermato in qualche bar della Mala con l'insegna Malanotte, e non gl'importa più. Tranne di una cosa. Tranne di una persona. La sua scommessa persa. Ecco perché, forse, adesso sa che non ne valeva la pena. È negli incontri con Micaela Palmieri, scrittrice e giornalista, che Vallanzasca trova l'unica forma di evasione che gli è rimasta. Insieme ripercorrono la storia della sua vita - dalle rocambolesche fughe alle sparatorie, dai rapimenti alle donne che hanno perso la testa per lui. In altre pagine, a farsi protagonista è il monologo dal carcere del detenuto Vallanzasca. Il dolore della sua vicenda emerge prepotente: le botte, i ricatti, le umiliazioni quotidiane. In questo confronto drammatico fra grandezza e abisso si avverte tutto il dissidio e la fatica di una vicenda umana e collettiva ed è potente l'esigenza del «bel René» di allontanarsi dall'immagine del bandito e portare al centro della scena la prigione e la sua non-vita. Un libro intenso e profondo che permette alla storia di un uomo di essere letta nella sua complessità.

