Boom di casi di epatite A in Campania: come avviene il contagio e cosa fare  per prevenirla - Sanità - Ansa.it

La Regione Campania ha disposto un ulteriore rafforzamento delle attività di controllo lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi e delle azioni di prevenzione contro l’epatite A, alla luce dell’andamento dei casi registrati dall’inizio dell’anno.

Al 18 marzo 2026 si contano infatti 133 casi complessivi, un incremento che richiede la massima attenzione sul fronte della sicurezza alimentare, della sorveglianza epidemiologica e dell’informazione ai cittadini. L’intervento coinvolge i Dipartimenti di prevenzione delle Asl, l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno e la rete tecnico-scientifica della Direzione generale per la tutela della salute. L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus Hav e si trasmette per via oro-fecale, attraverso acqua o cibi contaminati oppure per contatto stretto con una persona infetta. Il contagio può avvenire anche prima della comparsa dei sintomi, con un’incubazione che varia tra i 15 e i 50 giorni. I sintomi più frequenti sono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero, mentre nei bambini può manifestarsi anche in forma asintomatica. Nella trasmissione alimentare un ruolo rilevante è legato al consumo di alimenti crudi o poco cotti, in particolare molluschi bivalvi come cozze, vongole e ostriche, che possono accumulare particelle virali filtrando acque contaminate. Per questo motivo la Regione raccomanda di evitare il consumo di molluschi crudi o appena scottati e di assicurare una cottura completa e uniforme, sottolineando che la semplice apertura delle valve non garantisce la sicurezza del prodotto. È inoltre fondamentale acquistare solo da rivenditori autorizzati, verificando etichettatura e provenienza, ed evitare prodotti di dubbia origine. Attenzione anche ai frutti di bosco: quelli freschi vanno lavati accuratamente sotto acqua corrente potabile, mentre quelli congelati o surgelati devono essere consumati solo dopo cottura, portandoli a ebollizione per almeno due minuti, evitando quindi l’uso a crudo. Tra le misure di prevenzione quotidiane, la Regione richiama l’importanza dell’igiene delle mani, della separazione tra alimenti crudi e cotti, della pulizia delle superfici e dell’utilizzo esclusivo di acqua sicura. È inoltre raccomandato non preparare cibo per altri in presenza di sintomi gastrointestinali o compatibili con epatite. La vaccinazione resta la misura più efficace di prevenzione, in particolare per i contatti di casi accertati e per le persone a rischio. In caso di esposizione recente è fondamentale intervenire tempestivamente: la vaccinazione post-esposizione, ed eventualmente le immunoglobuline in casi selezionati, risultano tanto più efficaci quanto più precocemente vengono somministrate. La Regione invita infine a rivolgersi al medico in presenza di sintomi come nausea persistente, stanchezza marcata, dolore addominale, urine scure o ittero. Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma il decorso può essere più severo negli adulti e nei soggetti con patologie epatiche. Informazione corretta, diagnosi precoce, igiene e comportamenti alimentari prudenti restano gli strumenti principali per contenere la diffusione dell’infezione.