
Nel decennale della prematura scomparsa di Massimo Borrelli, indimenticato protagonista di Made in Sud, il mondo dello spettacolo e del sociale si unisce in un grande abbraccio collettivo. Nasce così la “Reunion degli amici di Massimo”, una serata speciale all’insegna della comicità, della musica e di momenti di profonda riflessione, organizzata in sinergia dal Teatro Cilea e dall’Associazione Voglio il Massimo Onlus.
L’appuntamento è fissato per il giorno 15 alle ore 20:30 presso il Teatro Cilea di Napoli.
Tra i momenti più attesi della kermesse figura la messa in scena di “Chella Porta”, un’opera dalle sfumature agrodolci, scritta e diretta dall’attore e regista James La Motta. Il testo accompagna lo spettatore in una riflessione intensa sul concetto e sul valore del tempo: il tempo che passa, quello che ci cambia, quello che ci separa e quello che, attraverso i ricordi e gli affetti, continua a tenerci uniti.
Per l’occasione, La Motta salirà sul palco insieme a Giorgio Borrelli, fratello di Massimo. I due condivideranno la scena per la seconda volta, rinnovando un incontro artistico e umano capace di trasmettere una forte carica emotiva. Un momento in cui il teatro si fa memoria, testimonianza e condivisione, trasformando il ricordo in un’esperienza collettiva.
James La Motta, il volto del teatro civile e della solidarietà
Napoletano di nascita, ma attivo da anni sulla scena nazionale e internazionale, James La Motta è un artista poliedrico: attore, regista, sceneggiatore e maestro d’arte. Nel corso della sua carriera ha scelto di mettere la propria sensibilità creativa al servizio di storie capaci di interrogare la coscienza individuale e collettiva.
Formatosi tra i palcoscenici di Londra e le accademie di Roma e Bologna, ha costruito un percorso professionale che spazia dal teatro al cinema, fino al doppiaggio, sviluppando un linguaggio autoriale attento alle fragilità umane e alle contraddizioni della società contemporanea.
La sua cifra stilistica si distingue per una scrittura autentica e incisiva, capace di affrontare temi complessi attraverso personaggi, storie e situazioni di forte impatto emotivo. L’impegno civile rappresenta una componente centrale della sua ricerca artistica, come dimostrano i progetti dedicati alla lotta contro la violenza di genere, tra cui lo spettacolo MYSELF, oltre ai lavori incentrati sul bullismo e sulla tutela dei diritti dei minori.
Nel corso degli anni, La Motta ha ricevuto riconoscimenti per il proprio impegno artistico e sociale, tra cui un premio assegnato in occasione della giornata della “Legalità contro la mafia”, legato al nome di Maria Falcone, testimonianza del valore attribuito al suo percorso di sensibilizzazione attraverso l’arte.
Dal teatro al cinema: i premi e i riconoscimenti per “T’ho aspettata da una vita” e “TAO”
Il profilo artistico di James La Motta trova un’ulteriore conferma nel suo percorso cinematografico, caratterizzato da opere che coniugano ricerca narrativa, attenzione alle problematiche sociali e una precisa visione autoriale. Due titoli, in particolare, testimoniano questa direzione: T’ho aspettata da una vita e TAO – Tutto bianco tutto sporco, cortometraggi che hanno ottenuto riconoscimenti e visibilità in ambito festivaliero.
Con T’ho aspettata da una vita, La Motta ha conquistato il Premio per la Miglior Regia al Festival Internazionale del Cinema Patologico, oltre al Premio della Critica al Corto Flegreo, riconoscimenti che valorizzano il lavoro registico e la capacità di affrontare temi umani attraverso un linguaggio cinematografico personale. L’opera è stata inoltre selezionata in contesti festivalieri quali il Festival del Cinema di Cefalù e le First-Time Filmmaker Sessions del circuito internazionale Lift-Off Network.
Un percorso significativo che prosegue con TAO – Tutto bianco tutto sporco, cortometraggio che affronta il delicato tema del diritto alla genitorialità per i figli delle persone detenute, portando sullo schermo una realtà complessa e spesso poco raccontata. L’opera ha ottenuto due riconoscimenti al Chiara Melle Corto Film Festival nel marzo 2026: il primo premio come Miglior Film nella categoria Indipendenti e il Premio del Pubblico. Un risultato che testimonia la capacità del film di raggiungere tanto la sensibilità delle giurie quanto quella degli spettatori.
A questi riconoscimenti si aggiunge il Premio alla Regia assegnato a “TAO” dalla sesta edizione dell’LP International Film Festival. Il cortometraggio è stato inoltre inserito nel programma dell’Ischia Global Festival 2026, offrendo ulteriore visibilità a un progetto che pone al centro il valore degli affetti, la dignità delle persone e le conseguenze umane delle barriere sociali.
I risultati ottenuti dalle due opere delineano un percorso cinematografico nel quale l’ambizione artistica si accompagna alla responsabilità civile. Per La Motta, infatti, il cinema non è soltanto racconto e rappresentazione, ma uno strumento per dare voce a chi rischia di rimanere ai margini, stimolare il confronto e promuovere una maggiore consapevolezza collettiva.
Al fianco dell’Associazione Voglio il Massimo Onlus
Da circa quattro anni, James La Motta affianca attivamente l’Associazione Voglio il Massimo Onlus, lavorando sul campo insieme alla presidente Rosaria Borrelli e al socio e attore Peppe Laurato.
La sua partecipazione alle iniziative dell’associazione nasce da una condivisione autentica di valori: solidarietà, vicinanza alle persone e volontà di trasformare il ricordo di Massimo Borrelli in un impegno concreto a favore degli altri.
La presenza di La Motta alla Reunion del Teatro Cilea rappresenta così il naturale punto d’incontro tra il suo percorso artistico e quello umano. Un impegno nel quale il teatro, il cinema e la solidarietà dialogano, dando forma a un’idea di cultura capace di emozionare, sensibilizzare e lasciare un segno.
La messa in scena di Chella Porta assume, in questo contesto, un significato ancora più profondo: riflettere sul tempo significa anche interrogarsi su ciò che resta delle persone che abbiamo amato, sulle tracce che lasciano nelle nostre vite e sulla possibilità di continuare a far vivere la loro eredità attraverso gesti, parole e progetti condivisi.
La Reunion degli amici di Massimo non sarà soltanto una serata di spettacolo, ma un’occasione per ritrovarsi, ricordare e rinnovare un legame che il tempo non ha cancellato. Perché la memoria, quando incontra l’arte e la solidarietà, può continuare a generare futuro.

