Insegnante candidata a Donna dell'anno: "E' il simbolo del riscatto ...

I fatti avvenuti ieri, 31 gennaio 2026, a Torino segnano un punto di non ritorno nella cronaca delle tensioni urbane legate al centro sociale Askatasuna. Quello che doveva essere un corteo di protesta contro lo sgombero dello stabile di corso Regina Margherita si è trasformato in una guerriglia premeditata, culminata in episodi di violenza brutale che colpiscono non solo le divise, ma le basi stesse della convivenza civile.

L’episodio non può essere derubricato a semplice tensione di piazza o a una manifestazione "sopra le righe" tantomeno a manifestazione di idee e di ideali. Le immagini che arrivano dal capoluogo piemontese raccontano una realtà ben più cupa e diversa: una violenza gratuita, deliberata, pianificata e rivolta direttamente contro chi, ogni giorno, indossa una divisa per garantire la sicurezza di tutti. L’inseguimento, il linciaggio perpetrato ai danni di Alessandro Calista, un giovane di neppure trenta anni, sol colpevole di indossare una divisa e di rappresentare l’alto valore delle istituzioni da parte dei militanti di ci fanno capire che non può esistere alcun momento democratico se manifestato con violenza brutale che in quanto tale deve essere condannata senza alibi di sorta. Colpire un agente non significa colpire un simbolo astratto, ma aggredire una persona — un lavoratore, un padre, una madre — che sta svolgendo il proprio dovere in condizioni spesso proibitive. Oltre cento i feriti tra le forze dell’ordine! La libertà di manifestare è un pilastro della nostra Costituzione, ma la violenza ne è la negazione assoluta.

Non esiste "causa" o "ideale" che possa giustificare l'assalto sistematico alle forze di polizia. L'uso di oggetti contundenti, il lancio di ordigni artigianali e l'aggressione fisica sono atti che escono dal perimetro del confronto democratico per entrare in quello della criminalità.

In questo momento di tensione, è fondamentale esprimere una piena e incondizionata solidarietà alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza rimasti feriti o coinvolti negli scontri.

Torino, l’Italia e qualunque luogo di confronto democratico meritano di essere teatro di dibattito, cultura e progresso, non un campo di battaglia e pretesto consapevole per chi usa il dissenso come pretesto per il caos. La condanna verso i responsabili deve essere ferma, senza “se” e senza “ma”, diretta a colpire nel cuore di chi dietro il paravento delle libertà e della democrazia manifesta ideologie e atteggiamenti che esulano dalla vita civile.

Dipartimento Tutela Vittime di Violenza Caserta

Coordinamento Provinciale

Avv. Carlo Cosma Barra

Dipartimento Pari Opportunità - Caserta

Coordinamento Provinciale

Dott. ssa Lucia Cerullo