Al via la rassegna "Navighiamo su fragili vascelli": il programma degli ...

Sarà una settimana ricca di incontri quella che da questa sera (martedì 24 marzo ore 20.00) accompagnerà la grande mostra collettiva diffusa Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André, in corso a Salerno fino al 2 giugno.

A Palazzo Fruscione, la rassegna “Navighiamo su fragili vascelli” continua con un omaggio a Dario Fo nel centenario della sua nascita. Un ricordo necessario per celebrare una voce libera e popolare del teatro italiano, che con De André condivideva soprattutto lo stesso sguardo sugli emarginati. Sul palco, a parlare del premio Nobel per la Letteratura, il professore Alfonso Amendola, docente di Sociologia dei processi culturali dell’Università degli Studi di Salerno e il regista e attore Pasquale De Cristofaro. Introdurrà la serata Maria Beatrice Russo (cultrice in discipline dello spettacolo, Università degli Studi di Salerno).

Due le novità di quest’anno. La prima è affidata alle cure di Manù Squillante ed è un laboratorio attraverso il quale approfondire la scrittura musicale del cantautore genovese. Domani (ore 20.30 online) “Spoon River e De André. Introduzione, ascolto e strumenti di lettura”. Attraverso una lezione guidata verrà approfondito l’album Non al denaro non all’amore né al cielo di Fabrizio De André, analizzandone la struttura, i personaggi e il rapporto con l’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. La seconda novità è data dagli incontri del sabato mattina, denominati “Passione fotografia”, volti a conoscere lo “sguardo” di fotografi non professionisti, ma grandi appassionati, dotati di sensibilità e capacità uniche. In collaborazione con l’Associazione Lab 147. Il primo degli incontri è previsto sabato 28 marzo alle ore 11.00 a Palazzo Fruscione con l’imprenditore Carlo de Luca che sarà in dialogo con il giornalista Gabriele Bojano.

Venerdì 27 marzo alle ore 20.00, sempre a Palazzo Fruscione, “Briganti e Banditi”, incontro con il professore Carmine Pinto, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno. Sarà un percorso nell’immaginario del fuorilegge e degli ultimi, così come prende forma nella canzone d’autore. A partire da Fabrizio De André, il discorso si apre a Bruce Springsteen e Bob Dylan, autori che hanno raccontato, attraverso ballate e narrazioni, figure sospese tra ribellione, marginalità e desiderio di libertà. Introduce l’incontro la giornalista Carla Errico. Saluti di Virgilio D’Antonio, Magnifico rettore dell’Università degli Studi di Salerno. Ancora, sabato 28 marzo (ore 21.00) per la sezione “Incontri - Suoni”, lo scrittore e psichiatra Corrado De Rosa ci condurrà dentro la “Canzone del maggio”, un viaggio tra parole e immagini di un tempo lontano che continua a farci domande. Le piazze del ’68 e del ’73, le voci spezzate della protesta, le ferite della memoria collettiva, le storie degli ultimi e delle loro resistenze. Una riflessione sulla responsabilità che nessuno può delegare. Un racconto su Canzone del maggio che intreccia musica, storia e psicologia, per ricordarci che nessuna coscienza può dirsi davvero innocente. Sul palco con De Rosa gli interventi musicali di Gian Marco Volpe alla chitarra e Giacomo Casaula alla voce. Introduce la giornalista Giovanna di Giorgio.

La settimana si chiude domenica 29 marzo (ore 19.00) con il consueto appuntamento con il cinema. A Palazzo Fruscione il film “La scuola cattolica” di Stefano Mordini, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Edoardo Albinati ispirato a una delle pagine più nere della cronaca italiana, il massacro del Circeo del 1975. Introduce la giornalista Francesca Salemme in dialogo con il giornalista Eduardo Scotti.

FOCUS SUGLI ARTISTI IN MOSTRA

È iniziata la prima settimana della mostra collettiva diffusa Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André, a seguire la presentazione dell’esposizione del primo degli artisti: Pablo Echaurren.

Tra le quattordici opere di Pablo Echaurren (Roma, 1951) esposte al primo piano di Palazzo Fruscione, troviamo anche alcuni lavori inediti. Disegni, collage e una preziosa tarsia in panno - interessante esempio di arte tattile - le opere in mostra offrono un punto di vista rinnovato sulla ricerca dell’artista. “Bastian contrario” per vocazione, Echaurren attraversa e mescola culture e linguaggi, facendo convivere alto e pop in una visualità libera e ironica. Le sue immagini, vivaci e ipnotiche, custodiscono sempre un doppio registro: sotto l’apparente leggerezza delle forme affiorano tensioni, paure e contraddizioni del presente. Emblematica, in questo senso, la rilettura del Girotondo di Fabrizio De André, dove il gioco si trasforma in una metafora incisiva della guerra e della sua ripetizione senza fine.