Si è svolta giovedì 1 ottobre, nell’ambito del Campania Libri Festival, nella splendida cornice del Palazzo Reale di Napoli, una tavola rotonda dal titolo molto evocativo: “L’Impresa di fare libri”, sulle politiche di sostegno all’editoria libraria partendo dalla legge regionale della Campania, la L.R. 13/2013.

L’incontro, organizzato nell’ambito del programma professionale del Festival, è stato coordinato da Alberto D’Angelo e ha visto la presenza di Costantino Di Nicolò, presidente nazionale di C.N.A. Editoria, Diego Guida di A.I.E., Ciro Marino del Tavolo Regionale dell’Editoria Campana, Claudio Leombroni dirigente settore editoria Regione Emilia-Romagna, Alessandro Rinaldi vicedirettore generale dell’Istituto di ricerche Tagliacarne di UnionCamere, Fabrizio Luongo vicepresidente della Camera di Commercio di Napoli e Christine Morault editrice francese.

L’argomento principe della tavola rotonda è stato la qualificazione dell’intervento pubblico nella cultura, cioè, come investire bene il denaro pubblico per la cultura. Fare in modo che l’intervento produca struttura: crei pubblico, cioè domanda, cioè la precondizione di ogni politica culturale che non sia mera sovvenzione all’offerta. Così anche su questo terreno, l’intervento pubblico diventa un moltiplicatore e non assistenzialismo o sussidarietà”

L’editoria libraria vive la contraddizione di un’offerta che sopravanza di gran lunga la domanda. Sia l’introduzione di D’Angelo che l’intervento di Di Nicolò hanno puntato il dito sulla sovrapproduzione libraria. Nel 2024 sono stati pubblicati 82.091 nuovi titoli. È una cifra imponente, che dà l’idea del ritmo massiccio con cui si immettono nuovi libri sul mercato, 225 al giorno. Un ritmo che solleva domande sulla reale capacità del mercato e dei lettori, di assorbire tutta questa offerta. Un mercato che appare più affollato che selettivo: troppi libri, troppo in fretta. È il paradosso di un’editoria iperproduttiva , che stampa più di quanto riesca a far leggere. Per dare una misura umana a questa “valanga di carta” basta un calcolo tanto teorico quanto impietoso: per leggere tutte le novità uscite nel solo 2024 a un lettore forte non basterebbe una vita intera. Gli servirebbero, per la precisione, 7.000 anni.

Molto interessante il confronto con le misure francesi di sostegno all’editoria libraria esposte dalla Morault. In questo confronto si è evidenziato come il sistema francese punti più a premiare la qualità di ciò che si stampa che non elargire sovvenzioni lineari che prescindono molte volte dal catalogo degli editori, vera carta d’identità del progetto editoriale della casa editrice.

In conclusione, sia i rappresentanti di associazioni di editori sia i singoli interventi degli editori, presenti in buon numero nonostante gli impegni fieristici, hanno evidenziato l’importanza della qualificazione dell’intervento pubblico sia la necessità di sviluppare l’associazionismo di impresa anche nel settore dell’editoria libraria. Solo da un confronto e da una sintesi prima regionale e poi nazionale possono svilupparsi idee e buone pratiche per una crescita virtuosa di una editoria di progetto e di ricerca.

All’incontro hanno partecipato tra gli altri anche il vicepresidente di CNA Campania Nord Francesco Liguori, presidente Area Napoli CNA, e Fulvia Guardascione, presidente Cinema e Audiovisivo CNA Campania Nord.