
La Regata Preliminare dell’America’s Cup, in programma a Napoli dal 24 al 27 settembre, è una grande occasione per la città e va detto con chiarezza. Porta Napoli ancora una volta sotto i riflettori internazionali, valorizza il nostro mare, richiama visitatori e prepara il terreno alla vera America’s Cup che si disputerà qui nel 2027. È una vetrina straordinaria e sarebbe assurdo non esserne contenti.
Ma, spenti i riflettori, resta una città nella quale l’amministrazione è troppo spesso assente proprio nel quotidiano e fatica a far rispettare le regole. Per strada e nelle tasche dei contribuenti. Sulle strade significa controlli, presidio del territorio, una Polizia Municipale realmente presente e la certezza che comportamenti pericolosi vengano sanzionati. Perché quando i controlli sono insufficienti cresce inevitabilmente la sensazione che le regole possano essere violate senza conseguenze. E intanto continuiamo a contare le vittime: solo ieri un altro ciclista ha perso la vita, investito in via Mario Palermo. È l’ennesima tragedia di una sequenza che nelle ultime settimane sta diventando insopportabile. Per noi c’è un principio che viene prima di tutto: non c’è libertà senza sicurezza. La libertà non è un concetto astratto. È poter camminare per strada, attraversare sulle strisce, lavorare, aprire un’attività, utilizzare uno spazio pubblico sapendo che ci sono regole e, soprattutto, che qualcuno le fa rispettare. E le regole vanno fatte rispettare anche quando si tratta dei soldi dei contribuenti. I numeri del Rendiconto 2025 mostrano ancora forti difficoltà nella riscossione di diverse entrate arretrate, comprese sanzioni e recupero dell’evasione. Riscuotere meglio ciò che è dovuto non significa semplicemente “fare cassa”: significa avere più risorse effettive per sicurezza, servizi e investimenti. Ed è una questione di equità verso i tanti cittadini che tasse, tributi e multe li pagano regolarmente. Lo stesso discorso vale per lo sport. Il progetto di riqualificazione del Maradona prevede l’eliminazione della pista di atletica. E quella pista non è uno spazio inutilizzato: ancora per la stagione sportiva 2026/27 il Comune la indica tra gli impianti disponibili per attività addestrative e agonistiche. Prima di eliminarla è quindi legittimo chiedere una cosa molto semplice: dove andranno ad allenarsi le società, gli atleti e i tanti ragazzi che oggi la utilizzano? Con quali tempi? E soprattutto, quali alternative concrete saranno disponibili?

