Pino Maddaloni agli studenti: "Nessun alibi, combatti" - Ottopagine.it  Napoli

«Nessun alibi, combatti! E per combattere non intendo tecniche di Judo, ma imparare a reagire alle varie ‘scuse’ che sono intorno a noi. Il mio consiglio è migliorarsi sempre.

Non credo che l'importante sia solo partecipare, ma dare il massimo di voi stessi. I sacrifici formeranno il vostro carattere, vi aiuteranno sempre»: è il motto e messaggio di Pino Maddaloni, medaglia olimpica per il judo, agli studenti dell’Istituto Comprensivo “De Curtis – Ungaretti di Ercolano” in occasione di “Game Over”, il progetto contro il cyberbullismo promosso in sinergia con il CoreCom Campania e l’associazione Punto e a Capo.

Si commuove durante la proiezione del film “L’Oro di Scampia” che racconta la sua storia di atleta. “Ricordatevi, nisciun vi regala nient”, è una delle frasi più emblematiche della pellicola che ripercorre la sfida dello sportivo che ha portato le Vele di Scampia sul tetto del mondo.

 

«A Scampia c'era un solo pullman, potevo non andare a scuola, crearmi un alibi. Invece a me non piaceva fare tardi – insiste l’oro olimpico - Io sono fortunato perché ho dovuto superare tanti ostacoli: solo per praticare la mia disciplina e arrivare in palestra prendevo tre autobus.

Abbiamo realizzato un sogno. L'importante è ‘quanto’ ti impegni nella vita, quanto sei vero, sincero. Non sono i media o i soldi a dare la motivazione, ma i ricordi e quello che sei oggi. Lo sport è formazione, educazione. Non è solo vincere medaglie, ma è pieno di valori: rispetto delle regole e del prossimo, si impara a riconoscere il sacrificio e ad amarlo».

Ad accogliere Maddaloni la performance musicale e le decine di domande dei ragazzi del De Curtis-Ungaretti, a cui si sono aggiunte quelle dell’I.C.71 Aganoor – Marconi, quest’ultimo collegato in video streaming.

«É il terzo anno che l’Istituto Comprensivo De Curtis – Ungaretti apre le sue porte per le giornate della legalità – esordisce il Dirigente Scolastico, Laura Patrizia Cagnazzo - Il tema quest'anno è legato fortemente al cyberbullismo. C’è bisogno di capire ed essere informati sui rischi che la rete purtroppo offre agli adolescenti che usano benissimo gli strumenti tecnologici, ma non conoscono quali possono essere i risvolti in cui possono cadere: un tranello, un buco nero nel quale si disperdono le idee, la dignità e l'immagine sociale. Pino Maddaloni ha conquistato i nostri studenti con la sua testimonianza personale, il suo modello positivo, usando un linguaggio semplice, diretto, riuscendo a coinvolgere tutti per farne patrimonio personale».

E poi, sul futuro delle giovani generazioni aggiunge la Preside Cagnazzo: «Dobbiamo lavorare tantissimo perché i nostri territori sono veramente difficili. Tutta la scuola partecipa all'unico scopo davvero prezioso, che è l'integrità dei nostri giovani. Io desidero riempire di ragazzi la nostra scuola ad indirizzo musicale, con attività positive: musica, arte, cultura, sport. Aprirla anche di pomeriggio, se le istituzioni ce lo permetteranno. È una battaglia complessa, perché al Sud dobbiamo fare il doppio della fatica, ma ce la faremo, ne sono sicura. Ercolano è uno dei territori a rischio, ma ne esistono altri, come Scampia o Caivano. Tante realtà che hanno bisogno di essere sostenute. La scuola è rimasta una delle poche agenzie educative. Abbiamo un grande tasso di dispersione, il bullismo sta invadendo le nostre vite, quindi torniamo a scuola, luoghi di sicurezza per costruire il domani. La scuola deve aprirsi nelle ore pomeridiane, deve poter accogliere i suoi figli, perché, come Pino Maddaloni ci insegna, l'evoluzione sta nei loro cuori prima, e poi nelle loro menti. Ha tracciato un'idea di dignità, di resilienza ad andare avanti senza paura, a testa alta, sopportando anche cose difficili, un passo alla volta, verso grandi cose».

Un parterre d’eccezione, tra cui i rappresentanti delle istituzioni, dell’Associazione Punto e a Capo e l’Arma dei Carabinieri, con la presenza del Maggiore Francesca Romana Ruberto, del Capitano Gerardo Avolio e del Maresciallo Capo Andrea Abagnale.

«Complimenti alla scuola per aver organizzato questo incontro in questo quartiere popolare in cui vivono famiglie che vengono dal disagio: è più complicato, ci vuole più coraggio, coinvolgendo tutti gli attori. Un campione olimpionico rappresenta per tanti bambini un esempio e ha una grande responsabilità. Vedere i ragazzi così felici vedere, così entusiasti e coinvolti in questa iniziativa, significa che stiamo sulla strada giusta. Ai giovani di Ercolano dico ‘credeteci’, non abbandonatevi alla rassegnazione, date un calcio al bullismo. Siamo una città stupenda e il futuro di Ercolano ha bisogno di voi giovani», afferma il Sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto.

Una lunga digressione sulle varie forme di cyberbullismo, spesso poco riconoscibili: il flamming, ovvero i conflitti verbali, le molestie, la denigration (fake news), il Cyberstalking terrorizzando la vittima, il furto di identità, la diffusione di notizie carpite, l’adescamento di minori online, l’esclusione da un gruppo.

Bullismo, emarginazione, comportamenti aggressivi e scorretti, ma soprattutto la disumanizzazione del cyberbullo, meno visibile, nascosto in uno spazio non identificabile.

«Il cyberbullismo può essere ancora più dannoso – afferma il Maggiore Francesca Romana Ruberto - Avete in mano uno strumento pericoloso, lo smartphone, molto utile, che può diventare pericoloso. Può fare del male agli altri nascondendosi dietro l'identità digitale. Quello che immettiamo in rete può diventare velocissimo e virale in pochissimo tempo. Non ha limiti nello spazio, né nel tempo. Non ha confini. Non si può eliminare, non si può tornare indietro».

«Non usiamo il cellulare per fare male alle altre persone. Ci sono tanti ragazzi che non riescono a superare il bullismo», continua il Capitano Gerardo Avolio.

«Quando pubblicate avete perso il dominio e, anche a distanza di anni, può tornare fuori – afferma il Maresciallo Capo Andrea Abagnale - Parlatene con un amico fidato, con la scuola, in famiglia. Così potremo intervenire».

«La nostra associazione è impegnata a creare una rete con le scuole e i territori più difficili – sottolinea la Presidente di Punto e a capo Ilaria Vitiello - Il cyberbullismo negli ultimi anni sta creando forte preoccupazione. Oggi vedere presenti in sala tanti ragazzi e altrettanti collegati ci ha permesso di realizzare un obiettivo fondamentale, ovvero infondere conoscenza».

E, infine, il gran finale sulle note di Geolier e tutti insieme a cantare “I p’ me, tu p’ te”.