Il Maschio Angioino, la storia e il simbolo di Napoli - ècampania

L’esposizione resterà visitabile fino al 14 novembre 2026 nella Fondazione Valenzi al Maschio Angioino dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 17, esclusi festivi e prefestivi.


La mostra ricostruisce il percorso creativo di Marino Mazzacurati verso il Monumento alle Quattro Giornate, attraverso bozzetti preparatori in gesso e bronzo, disegni e studi. Il monumento, concepito negli anni Sessanta, è stato inaugurato nel 1969 in Piazza della Repubblica.
Il percorso mette in dialogo i modelli e gli studi dell’artista con altri suoi disegni, donati a Maurizio Valenzi. Sono infatti esposte tre ulteriori opere di Mazzacurati dedicate ai cavalli e ai ballerini, che consentono di ampliare lo sguardo sulla sua ricerca intorno al movimento, alla tensione dei corpi e all’energia della materia.
Inoltre sarà possibile vedere una selezione di fotografie dell’Archivio Fotografico Parisio-Troncone proprio sulla Resistenza napoletana.
Alle ore 15 sarà proiettato il documentario “Marino Mazzacurati. Artigiano della storia” di Riccardo Biadene e Gianluca Greco (Italia, 2009, 38’).
Dopo i saluti di Lucia Valenzi interverranno i registi e produttori Riccardo Biadene e Gianluca Greco, la restauratrice e docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli Barbara Di Odoardo, il dottorando in restauro presso la stessa Accademia Lorenzo Villani, il nipote dello scultore l'architetto Jacopo Fedi, lo storico dell’arte contemporanea Sandro Morachioli.
L’iniziativa intende così riportare l’attenzione non soltanto sull’opera conclusa, ma sul processo attraverso il quale un avvenimento storico diviene forma, materia e immagine condivisa, offrendo al pubblico la possibilità di osservare da vicino il lavoro che precede la nascita di un monumento e il rapporto tra creazione artistica e memoria collettiva.