Cartastraccia: Biblioteche scolastiche: indispensabili!

di CLEMENTINA LEONE

In un mondo sempre più virtuale, fortunatamente esistono ancora le biblioteche e la letteratura.

Le stesse, sono i pilastri fondamentali della crescita culturale e sociale perchè garantiscono l'accesso universale e gratuito all'informazione promuovendo l'uguaglianza. La letteratura, d'altro canto, sviluppa l'empatia e il pensiero critico, offrendo gli strumenti per comprendere se stessi e il mondo. Ovviamente non finisce qui, entrambe, danno ai cittadini l’opportunità di accedere all'informazione senza barriere economiche, promuovendo il diritto allo studio e all'aggiornamento continuo. Offrono luoghi sicuri per il coworking e l'inclusione sociale, combattendo la solitudine e il digital divide. Istituzioni come l'Istat evidenziano la loro importanza nella tutela e diffusione del patrimonio documentale, fondamentale per la ricerca e la memoria storica. Come sosteneva lo scrittore Umberto Eco, "chi non legge, a settanta anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto cinquemila anni". Proprio per questo, la letteratura è una tecnica di «istruzione dell’immaginazione», che serve non a «comunicare», semplicemente, bensì a far vivere esperienze simulate. Attraverso una prassi di simulazione socialmente condivisa (diversa quindi dalla fantasticheria individuale) il lettore ha la possibilità di ampliare la propria esperienza esistenziale complessiva: di chiarirla e di arricchirla, di articolarla ed estenderla, acquisendo così nuovi strumenti per far fronte alle sfide della vita reale. Difatti, anche quando ci sentiamo fermi, intrappolati in una routine che sembra sempre uguale, basta a volte una frase per rimettere tutto in movimento. Marcel Proust, con il suo celebre pensiero — «L’unico vero viaggio consiste nel guardare il mondo con occhi nuovi» — ci ricorda che il cambiamento non è sempre esterno: spesso nasce da dentro di noi, dal modo in cui scegliamo di guardare ciò che abbiamo già davanti. Ma il cambiamento può essere anche semplificare la vita che viviamo perché, come dice Confucio, «La vita è semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata». Un invito a tornare alle origini, all'essenziale. Quindi anche la letteratura e i libri possono aiutarci a ritrovare noi stessi e la nostra vera identità? Si i libri sono maestri di vita e ci accompagnano lungo il nostro percorso, formandoci e cambiando il nostro modo di pensare. Valorizzarli nel modo giusto, significa andare oltre la loro semplice lettura, trasformandoli in strumenti di crescita personale, oggetti da tutelare o risorse da condividere.