di Harry di Prisco
La Magia dell’Alta Moda e degli Abiti da Sposa Maestà nella sfilata di sogni 2026. Le giovani donne in questi giorni hanno cominciato i preparativi del loro matrimonio, passo dopo passo, verso il giorno più bello della vita di una ragazza.
La prima tappa di questo viaggio è certamente la scelta dell'abito che indosseranno sull'altare, accompagnate in quei pochi metri che sembrano non aver fine, dal loro papà che difficilmente nasconderà l'emozione. La scelta dell’abito ideale non è un semplice dettaglio, rappresenta la promessa di un amore incondizionato, della speranza di un futuro da vivere insieme. E’ fondamentale indossare l'abito giusto, per questo le sfilate della serata di presentazione di “Maestà ”, la nuova collezione 2026 di abiti da sposa e da cerimonia di Salvatore Pappacena , sono state affollate da coloro che hanno voluto scoprire l'eleganza che lo stilista casertano mette nei suoi capolavori. «Eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare» così diceva Giorgio Armani, e come non ricordare un abito di Pappacena che si è confermato come uno dei principali protagonisti dell’alta moda italiana. La presentazione ha avuto come suggestivo scenario il Salone Margherita di Napoli ed è stata condotta da Veronica Maya con la regia e l’organizzazione di Clarence Management . Il Make up è stato a cura di Valentina Bucelli mentre il tocco di classe per un’acconciatura impeccabile è stato dato da Gianni Altamura Luxury Hair. In prima fila fra il pubblico entusiasta l’artista Valentina Stella . Pappacena ha conquistato tutti con le sue creazioni, esempio di arte e talento, stile ed eleganza, ricercatezza dei particolari e cura maniacale dei dettagli. Salvatore Pappacena ha spiegato il titolo dato alla sua collezione “Maestà”: ≪Perché l’autentica maestà non risiede nella corona, ma nel cuore di chi la indossa. E colpire al cuore le donne che scelgono di indossare una mia creazione è sempre stato il senso del mio lavoro. La collezione Maestà è un inno intimo ma altisonante alla regalità e alla raffinatezza, pensata per una sposa che desidera un abito che sia non solo elegante, ma che racconti anche una storia d’amore e tradizione, di passione e grandezza ≫. Ogni creazione di Maestà è un’opera d’arte profonda e imponente. I meandri di strutture sinuose e tridimensionali sono le fondamenta per cascate di pizzi chantilly finemente ricamati, tessuti vellutati ed intrecci di seta e grandezza impareggiabile. Il Mikado si fonde con piogge di cristalli e delicati fiori di organza, sbocciati a mano uno ad uno grazie ad una sartorialità rara e tutta italiana che da sempre è cifra distintiva dell’estro di Pappacena. Il pizzo rebrodè, un tocco di classe intramontabile, si fonde con linee moderne e sofisticate di una maestosità senza tempo, creando un equilibrio perfetto fra tradizione e innovazione. Le strutture forti di ogni singola creazione enfatizzano la silhouette e donano regalità e una inarrivabile nobiltà. Guanti eleganti, gioielli e accessori esclusivi, nati ciascuno insieme al proprio abito, rendono unica ogni sposa, grazie a dettagli tanto raffinati quanto affascinanti. ≪Le mie spose - continua Pappacena - regnano nel mio cuore come sovrane di un’epoca vittoriana. Custodiscono amori e moti di coscienza nelle complesse gabbie metalliche che animano le loro vesti, esattamente come i sentimenti animano i loro cuori. Paniers gonfi di maestosità che un tempo erano sotto struttura dell'abito oggi appaiono in bella vista e sottolineano la silhouette di una donna altera e regale. Una donna che, attraverso il proprio abito vuol dire: ‘Io sono, Io amo, Io posso’ . ≫ Conclude Pappacena: ≪ Ogni singolo elemento di questa mia collezione racconta più che mai il sapere artigianale che da sempre custodisco nel mio atelier e mi rende fiero. Ho fortemente voluto conferire ad ogni abito quell’alone di mistero che accompagna sempre la vera grandezza. Ogni abito della collezione Maestà è una promessa di bellezza senza tempo, che consentirà alla magnificenza di ciascuna di riecheggiare nel tempo e nello spazio, per sempre. Perché la vera Maestà non ha bisogno di orpelli ma di capolavori che la consacrino all’eternità ≫

