di AMEDEO FANTACCIONE
Ci ha lasciato per sempre una persona gentile e garbata, un giornalista serio e scrupoloso, amante dello sport e dalla penna elegante e mai offensiva. Ho conosciuto Rino Di Dio trent'anni fa circa, quando insieme agli amici e colleghi carissimi: Bruno Menna, Enzo Gravina; Giuseppe Calderone e Antonio Di Marco, decidemmo di dar vita ad una nuova voce libera per la città sannita "Il quotidiano di Benevento" che ho avuto l'onore di dirigere per oltre due anni.
A Rino Di Dio affidammo la redazione sportiva, fiore all'occhiello di tutto il giornale. All'ombra del grande Rino crebbero giovani interessanti come Marco Tiso, Alberto Mele, Luigi Trusio, Attilio Ievolella ed Alessandro Savoia, molti dei quali si sono affermati nel campo giornalistico locale e nazionale. Rino era un esempio per tutti. Puntuale il suo arrivo in redazione e impeccabile la dettatura del "pezzo" domenicale sulle partite del Benevento, che, egli, in quegli anni seguiva in tutti i polverosi campi della serie D. Come uomo ricordo i tratti garbati e la gentilezza innata, con una cultura che andava ben al di là del semplice cronista sportivo. L'unico rammarico è di non averlo più incontrato dopo la conclusione, nel 2001 della mia bellissima esperieza al timone del quotidiano sannnita. Addio Rino! Ora potrai discutere amabilmente di calcio e di letteratura con gli amici Bruno ed Enzo, che ti hanno preceduto nel Mondo dei Giusti.

