
Nomi che il tempo non sbiadisce e storie che, invece di restare ferme nel ricordo, continuano a generare nuove storie. È da qui che nasce “Radici della memoria, Ali per il futuro”, il filo conduttore della VII Serata di Gala della Fondazione Klêros Gerardo e Simone ETS, in programma domani, domenica 13 settembre alle ore 20.30, all’Arena Troisi di Bellizzi.
Nel nome di Gerardo Farella e Simone Rocco, due giovani bellizzesi scomparsi troppo presto, la Fondazione torna a mettere al centro i ragazzi, i loro talenti, lo studio, le passioni e la possibilità di costruire il proprio futuro. Una serata che rinnova un appuntamento ormai caro alla comunità e che, ancora una volta, sceglie di guardare avanti senza dimenticare da dove tutto è cominciato. Una serata che non vuole soltanto ricordare, ma dimostrare che da una ferita può nascere qualcosa capace di guardare avanti: una borsa di studio, un premio, un incoraggiamento, la possibilità per un giovane di credere nel proprio talento.
E proprio il talento, il sapere, l'ispirazione e il ricordo saranno i fili che accompagneranno la serata. Il primo è quello della memoria, che non sarà una parentesi ma il cuore dell'appuntamento: Gerardo e Simone resteranno il punto da cui partire per parlare dei ragazzi di oggi e delle possibilità che meritano di avere. Poi ci sarà Il Sapere, affidato alla professoressa Giulia Savarese, delegata del Rettore all’Inclusione dell’Università degli Studi di Salerno, per una riflessione sul rapporto tra Università e giovani. L’Ispirazione arriverà invece attraverso Luca Abete, protagonista di “15 Minuti per i Giovani”, chiamato a condividere con i ragazzi la propria esperienza, le difficoltà incontrate lungo il percorso e la capacità di trasformare gli ostacoli in occasioni di crescita. A chiudere questo ideale percorso sarà Il Talento, con don Roberto Faccenda, responsabile della Pastorale Giovanile della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, per parlare di quella qualità che spesso esiste già dentro un ragazzo e ha soltanto bisogno di essere riconosciuta e accompagnata.
Poi la memoria prenderà una forma ancora più concreta, quella dei riconoscimenti destinati ai giovani. Le due borse di studio saranno assegnate a Donato Monaco, del Liceo Parmenide di Roccadaspide, ed Ezio Rocco, del Liceo Gian Camillo Gloriosi di Montecorvino Rovella. Il Premio Giovane Ricercatore sarà conferito alla dott.ssa Martina Pagliuca, mentre il Premio Giovane Cestista “Simone Rocco” andrà ai gemelli Antonio e Costantino Carullo, della Scandone Avellino. Un riconoscimento nel nome di Simone e della sua passione per la pallacanestro. A ricevere il riconoscimento Giovani Talenti saranno inoltre Luigi Racioppoli, promettente violinista già distintosi in numerosi concorsi musicali, ed Elisabetta Di Fabio, vincitrice del Premio “Aniello Giordano” sulla Legalità. Non mancherà, dunque, neppure la musica, affidata alla scuola di ballo Step Up, al violinista Racioppoli e al chitarrista Daniele Di Lauri. A condurre la serata sarà la giornalista Carmen Incisivo.
Ma al di là dei nomi e dei premi, ciò che resta è il significato di una scelta compiuta ormai diversi anni fa dalla famiglia e dagli amici di Gerardo e Simone: non lasciare che la loro storia si fermasse al dolore. La Fondazione Klêros nasce proprio da questo desiderio, facendo della memoria un'eredità da condividere con altri ragazzi attraverso borse di studio, formazione, cultura, sport e occasioni di crescita. Il nome stesso, Klêros, richiama l'antica idea di un'eredità che, quando non può essere raccolta da chi l'ha ricevuta, torna alla comunità. È questo il senso profondo dell'attività della Fondazione: restituire ai giovani qualcosa che Gerardo e Simone non hanno avuto il tempo di realizzare.
«Gerardo e Simone ci hanno lasciato un vuoto che nessuna parola può colmare, ma ci hanno anche insegnato che il loro ricordo può diventare qualcosa di concreto. Ogni ragazzo che aiutiamo a studiare, a inseguire un sogno, a credere nelle proprie capacità è un modo per continuare a far vivere ciò che Gerardo e Simone rappresentavano. Questa serata è per loro, ma soprattutto per tutti quei giovani che hanno davanti un futuro da costruire», dice Angelo Farella, papà di Gerardo e fondatore della Fondazione.
E allora le “radici” sono quelle di una memoria che non si arrende al tempo, mentre le “ali” sono quelle dei ragazzi che domani avranno la possibilità di andare più lontano.