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Capodanno Bizantino: Marisa Cuomo insignita del titolo di Magistra di ...

Nel giorno del Capodanno Bizantino, l’Antico Ducato di Amalfi incorona Enrico Cosentino, lo chef che figura tra gli artefici del successo della cucina campana nel mondo. Espressione più autentica dei territori che un tempo ricadevano sotto la giurisdizione dell’Antica Repubblica Marinara, la Costiera di cui è originario e la Penisola Sorrentina dove ormai risiede da lungo tempo.

Una carriera di oltre cinquant’anni costellata di successi. Su tutti spicca l’invenzione degli “Scialatielli”: una delle storie più avvincenti ed entusiasmanti del nostro Paese a cui negli anni anche autorevoli format televisivi hanno dedicato la loro attenzione.

Nel corso della solenne investitura, Cosentino ha indossato la “clamide” dopo aver letto la formula in latino. Tutto questo alla presenza dell’arcivescovo, Mons. Orazio Soricelli e dei Sindaci di Amalfi, Daniele Milano, e Atrani, Michele Siravo che, insieme alla commissione del premio, hanno conferito il riconoscimento con questa motivazione: «Custode e ambasciatore nel mondo delle tipicità gastronomiche del Ducato di Amalfi e del Meridione, Enrico Cosentino ha saputo tradurre la feconda lezione della storia e della ricerca - alimentata dagli studi di Giuseppe Gargano, Ezio Falcone e Antonio Dipino sull'alimentazione medievale e sui sapori identitari della cucina conventuale amalfitana - in un'alta espressione d'arte culinaria. Con sapiente innovazione e rigoroso rispetto della tradizione, ha reinventato e glorificato l'eccellenza gastronomica amalfitana, portandola ai vertici della ribalta mondiale».

«Oggi viviamo un giorno in cui si intrecciano due tipi di storie: quella che parte da lontano, dall’839, quando una piccolo ma valoroso ducato, solcava i mari e si faceva conoscere e rispettare sulle coste del Mediterraneo, del Nord Africa, del Medioriente e a Bisanzio - ha esordito nel suo intervento il sindaco di Amalfi, Daniele Milano - In questa giornata iniziava l’anno economico e fiscale ed è per questa ragione che nel 1999 si decise di inaugurare questa manifestazione per intuizione dei professori Camelia e Gargano e si decise di attribuire un titolo di duca d’Amalfi ai maestri del diritto. Mi sia consentito ricordare in questa sede, il primo duca d’Amalfi professore Pietro Rescigno venuto a mancare pochi giorni fa. Questa manifestazione per volontà dei Comuni venne rimodulata e si ripensò ad una nuova attribuzione ad un premio che fosse al tempo stesso prestigioso ma legato al territorio che andasse a riconoscere i meriti di quegli amalfitani, e intendo tutti coloro che facevano parte del Ducato, a riconoscere i meriti nei campi in cui siamo stati conosciuti nel Medioevo. Nel corso di questi anni abbiamo premiato architetti, uomini della cultura, dell’arte, geologi, comandanti, imprenditori, mercanti. Tutte le figure che hanno reso grande questa Costa. Persone semplici che hanno aperto orizzonti. Non dobbiamo avere paura di dire “bravo e grazie” a chi sta attorno a noi noi e se questo piccolo premio che è nato nel 2012 riesce ogni anno a scatenare un dibattito nella comunità della Costa d’Amalfi e a portare qui sempre più persone per questa cerimonia d'investitura significa che è scattata una scintilla. Riconoscere i meriti di chi si è distinto, di chi ha portato in alto il nome di questa terra, non è un fatto secondario anche per la crescita della comunità stessa».

Del senso di accoglienza, anche a tavola, ha invece parlato nel suo intervento il Sindaco di Atrani Michele Siravo: «Ho preferito raccogliere in una parola il senso di questa serata e della designazione dello chef Enrico Cosentino per il 2026 ed una parola che appartiene da sempre a questa Costa a questa terra: ospitalità. E l’ospitalità, prima ancora delle sue leggi e dei commerci ad aver reso grande la repubblica di Amalfi. Un porto aperto, un crocevia dove genti, merci e sapori diversi trovano accoglienza e si mescolavano dando vita a qualcosa di nuovo. Se questa costa ha saputo parlare al mondo è perché per secoli ha saputo prima accogliere il mondo!».

Ad aprire la rievocazione sono stati gli Sbandieratori e Musici Città Regia che hanno preceduto la sfilata dell’imponente Corteo Storico, ancor più ricco di quello che si ammira in occasione della Regata Storica, lungo il percorso che da Amalfi porta al sagrato della Cappella San Salvatore de' Birecto ad Atrani, dove ha avuto luogo la cerimonia di investitura del Magister di Civiltà Amalfitana. Il suggestivo Corteo Storico rievocativo, con oltre 100 figuranti in costume d’epoca, ha fatto da cornice alla cerimonia di investitura, con l’affascinante rito medievale ispirato all'incoronazione dei Duchi di Amalfi. Al termine del Corteo, il Magister ha raggiunto il suggestivo atrio della Cattedrale di S. Andrea ad Amalfi per un saluto alla cittadinanza e agli ospiti.

«Nella vita nessun traguardo si raggiunge da solo - ha detto lo chef Enrico Cosentino nel suo saluto alla piazza - Questo momento appartiene anche alle persone che hanno camminato al mio fianco: la mia famiglia, i miei amici, i miei colleghi con cui ho condiviso fatiche, sfide e sogni. Dedico questo riconoscimento a tutti loro ma in particolar modo a mio fratello Antonio e a Ezio Falcone».

Chef Cosentino la sera prima dell'investitura si è presentato alla città nel corso di un’intervista pubblica raccontando la sua vita, la sua ultracinquantennale esperienza in cucina, le sue sortite all’estero per lavoro e per concorsi internazionali, la formazione continua delle nuove generazioni di chef.

«In giro per il mondo mi sono sentito come un mercante amalfitano - ha raccontato lo chef Cosentino - In Cina mi accolsero con gli onori di un capo di Stato. Ma per arrivare a tutto questo ci sono stati anni di sacrifici e di studio. Io non avrei voluto fare il cuoco ma per questo lavoro è sopraggiunta una passione. Pensate che a 13 anni facevo la maionese meglio del mio chef e lui si arrabbiava perché era invidioso. Comprai il mio primo libro di ricette di nascosto perché all’epoca chi lo faceva veniva considerato ignorante. Oggi ai ragazzi dico sempre di guardare meno la tv e i contest e di leggere di più».

Cosentino ha poi parlato del lavoro nelle cucine che non è quello che si racconta in tv: «Certo è migliorato ma una volta c’erano regole e rispetto professionale. Oggi si fa quello che si vuole. E’ un lavoro di sacrificio, impegno. Quando gli altri vanno in ferie noi lavoriamo. La tv è un’arma potente ma non ti fa interagire per questo occorre studiare e non limitarsi ad ascoltare. Gli svizzeri se non hanno tutti gli ingredienti non preparano mai una ricetta, noi se ce ne mancano nove su dieci la facciamo lo stesso e non va bene. I ragazzi devono capire che in cucina esistono tre avverbi interrogativi: come, quando e perché. Solo così si realizzano i tetti partendo dalle fondamenta. Per questo ritengo che la cucina non è arte, ma scienza!».

Lo chef ha poi raccontato la storia degli Scialatielli, la sua invenzione che è diventata un must in cucina da ben 50 anni. «Non sono ne calabresi nè amalfitani, ma dell’amalfitano Enrico Cosentino - ha affermato sorridendo - Inizialmente li feci come un fusillo a ferretto poi per necessità organizzative sopravvenute per un pranzo per seimila persone commissionato dall’istituto regionale e così decisi di cambiare il formato. Poi col tempo ho perfezionato la ricetta e mi sono visto costretto a registrarla perché la si stava imbarbarendo. Pensate che in 50 anni solo sette persone mi hanno chiesto come si facevano gli scialatielli. Comunque è stata un’invenzione che mi ha regalato grandi soddisfazioni: pensate che nel 2017 andammo a sfidare a Bologna i paesi della pasta a mano e alla fine per numero di portate prodotte battemmo tortellini e tagliatelle».

Cosentino che con commozione ha accolto la nomina a Magister ha poi raccontato le esperienze di studio della cucina medievale e conventuale: «Se volessimo riproporre le ricette così come le facevano all’epoca oggi finiremmo in ospedale. Quei piatti scoperti con Ezio Falcone erano immangiabili e per questo abbiamo dovuto rimodularli. Pensate che l’olio d’oliva all’epoca non era quello che usiamo oggi. Lo si produceva per le chiese. I grassi utilizzati erano quelli animali e questo l’ho trovato anche in un libro del 700 presso l’Università di Cosenza».

Il gran finale del XXVI edizione del Capodanno Bizantino è invece per oggi mercoledì 2 Settembre 2026 nella nuova Piazza Municipio di Amalfi. Qui, Tosca, una delle voci più intense e raffinate della scena italiana, porterà in scena alle ore 21.30 un progetto straordinario, intimo e potente dal titolo “Le Feminæ si fanno aspettare”. Ingresso gratuito.

INFO: Per chi desidera vivere la magia di raggiungere Amalfi via mare, in occasione del Capodanno Bizantino, la Tra.Vel.Mar. attiva dei collegamenti marittimi straordinari mercoledì 2 settembre:

da Salerno ad Amalfi (linea diretta senza fermate) alle 20.30

da Amalfi a Salerno (linea diretta senza fermate) alle ore 23.45

Per prenotazioni è possibile fare riferimento al sito web della Tra.Vel.Mar.

Per coloro i quali intendessero raggiungere Amalfi in auto, il Comune di Amalfi invita a monitorare sempre la disponibilità dei posti nei parcheggi pubblici, in tempo reale, attraverso l’applicazione “Info Parking Amalfi”.

Informazioni sempre aggiornate sul portale di destinazione Visit Amalfi www.visitamalfi.info

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