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Tempi Moderni… a Palazzo Fruscione – Paperboy Salerno

Due libri aprono la seconda settimana di eventi a Palazzo Fruscione: “Se ti parlo, mi parlo” (martedì 31 marzo - ore 19.00) e “Dio è gratis, il prossimo costa: Il Vangelo di De André e Pasolini” (mercoledì 1° aprile - ore 20.00).

Nella Settimana Santa, la rassegna “Navighiamo su fragili vascelli”, si apre con un incontro in collaborazione con la fondazione Edoardo De Filippo: la presentazione del volume “Se ti parlo mi parlo, Edoardo e Luca De Filippo- Lettere (1949-1979)” a cura di Maria Procino, edito da Guida, che racconta del carteggio tra Eduardo e Luca De Filippo. Un libro che indaga il rapporto tra una gigantesca figura paterna e suo figlio, spesso fraintesa da una vulgata che ha voluto vederli in oppositivo rapporto e accende questioni tecniche ed etiche sulla modalità di gestire le fonti provenienti dagli archivi privati. Con l’autrice dialoga la professoressa Annamaria Sapienza, docente di Teorie e modelli del teatro contemporaneo, all’Università degli Studi di Salerno. Introduce Maria Beatrice Russo. Il secondo libro è firmato da Alfredo Franchini per Arcana, e apre lo sguardo del lettore su due figure, due atei, che a modo loro hanno sentito il bisogno di raccontare Cristo come uomo in una visione del mondo di tipo epico-religioso. Il libro ripercorre in parallelo vita e pensiero dei due grandi poeti del ‘900 e, attraverso le loro parole, cerca di rispondere alla domanda su chi è Cristo al giorno d’oggi. Con l’autore dialogherà il professore Gianfranco Macrì, direttore del Dipartimento Scienze Politiche e della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno. Saluti di Francesco Fasolino, direttore del Dipartimento Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Salerno. Introduzione di Monica Trotta.

Sabato 4 aprile (ore 21.00) “Matri pi sempri”, il documentario diretto da Andrea Walts che racconta la trasposizione in siciliano de “La Buona Novella” un viaggio, intimo e collettivo, dentro l’anima della Sicilia e tra le note di una delle opere più intense di Fabrizio De André. Un’opera reinterpretate in siciliano dal cantautore Francesco Giunta, che diventa la colonna sonora di una ricerca personale e universale: quella della figura di Maria. Non più soltanto icona religiosa, ma donna, madre, compagna di vita e di dolore. Alla proiezione del documentario, oltre al regista, sarà presente Giulia Mei (interprete del disco in siciliano insieme ad Alessandra Ristuccia, Laura Mollica, Cecilia Pitino e Valeria Graziani) che farà un’esibizione dal vivo. Dialogherà con il regista e la cantante il giornalista Gennaro Ferrara. Introduzione a cura di Carlo Pecoraro.

La settimana si chiude domenica 5 aprile (ore 19.00) con la proiezione de “Il Vangelo Secondo Matteo” la pellicola del ’64 diretta da Pier Paolo Pasolini e interpretata, tra gli altri, da Alfonso Gatto, che proprio grazie a questo film riscoprì l’autentica poesia del Vangelo. Il film sarà introdotto dalla giornalista Francesca Salemme in dialogo con Filippo Trotta, presidente della Fondazione Gatto e la giornalista Monica Trotta, nipoti del grande poeta di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario della scomparsa.

FOCUS SUGLI ARTISTI IN MOSTRA

Nella seconda settimana della mostra collettiva diffusa Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André, a seguire la presentazione dell’esposizione di due artisti: Lisetta Carmi e Guido Harari.

Pianista di formazione e fotografa militante, Lisetta Carmi ha trasformato la sua vita in una ricerca di giustizia e dignità, dando voce a chi spesso restava invisibile. Dal dopoguerra percorre la Sardegna rurale tra Orgosolo, Irgoli e la Barbagia, ritraendo pastori, donne e bambini: uno sfondo reale del futuro sequestro di Fabrizio De André e Dori Ghezzi, evocato in Hotel Supramonte. Documenta anche la vita dei “camalli” nel porto di Genova e negli anni ’60 entra nelle case dei travestiti dei caruggi di Via del Campo, dando forma al celebre lavoro I Travestiti che anticipa e dialoga con Princesa di De André. A Palazzo Fruscione sono in mostra questi tre nuclei, che raccontano vite marginali, memorie nascoste e la Genova popolare con uno sguardo diretto, attento alla verità, alla dignità delle persone e alla poesia nascosta nelle loro storie.

Fotografo e giornalista musicale nato al Cairo, Guido Harari dagli anni Settanta ritrae con il suo obiettivo le grandi icone del rock e del jazz — da Bob Dylan a Paul McCartney, fino a Kate Bush — ampliando poi il suo sguardo ai protagonisti della cultura: scienziati, scrittori, attivisti. A Palazzo Fruscione, con quelli di Mimmo Dabbrescia, Luca Greguoli Venini, Cesare Monti, Carlo Silvestro e Reinhold Kohl, sono esposti alcuni dei suoi ritratti più intensi, 15 scatti iconici – “gocce di splendore” - di Fabrizio De André e il ritratto di Laura Santi, che affronta con delicatezza il tema del fine vita; al Giardino della Minerva, l’immagine ormai iconica di Fabrizio De André accanto a Fernanda Pivano. Nel foyer del Teatro Verdi appare invece un De André in frac, una figura che sembra emergere direttamente dall’immaginario di Ottocento, la canzone in cui Faber osserva e racconta, con sottile ironia, le convenzioni e i personaggi della borghesia.

Ricevendo questa e-mail, e scaricando le immagini allegate, il destinatario accetta i termini di utilizzo allegato e prende atto che queste possono essere utilizzate solo esclusivamente e direttamente per la comunicazione e la promozione della mostra Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André (21 Marzo - 2 Giugno 2026 – Salerno)

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