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AUSL | Comunicazione e stampa | Giorno della Memoria: il 27 gennaio si  ricordano medici e infermieri vittime dell'Olocausto

Le celebrazioni della Giornata della Memoria si trasformano, a Baronissi, in un intenso e partecipato percorso collettivo di riflessione, consapevolezza e impegno civile. Il 27 gennaio 2026, in occasione dell’Anniversario della Liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, l’intera comunità sarà chiamata a partecipare a un’azione simbolica e condivisa: la nascita dell’Albero della Memoria, per ricordare le vittime della Shoah e di tutti gli stermini di massa.

Un’iniziativa che intende andare oltre la commemorazione formale, per diventare memoria attiva, capace di coinvolgere cittadini di ogni età e provenienza, scuole, associazioni, parrocchie e realtà del territorio. Un gesto corale per riflettere sull’Olocausto, uno dei capitoli più tragici e oscuri della storia del Novecento, e per riaffermare con forza il valore universale della dignità umana.

Per l’intera giornata di martedì 27 gennaio 2026, tutti potranno contribuire decorando il monumentale Albero della Memoria all’interno della Villa Comunale, in Piazza della Repubblica, cuore pulsante della città. Pensieri, frasi, riflessioni, messaggi di pace, opere artistiche e creative daranno voce a un grande e condiviso NO alla guerra, all’odio e all’indifferenza, trasformando lo spazio pubblico in un luogo di partecipazione e coscienza collettiva.

«Mantenere viva la memoria della Shoah e degli stermini di massa è un dovere civile irrinunciabile – sottolinea la Sindaca Anna Petta –. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia di fronte all’insorgere di nuovi odi razziali, discriminazioni e violenze. Dall’insediamento della nostra Amministrazione ci siamo impegnati a costruire una comunità sempre più sensibile, attenta e responsabile, ispirandoci alle parole della Senatrice a vita Liliana Segre: “L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte. La memoria vale proprio come vaccino contro l’indifferenza”.»

Baronissi è riconosciuta come “Città per la Pace” e fa parte del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani. Un impegno che si traduce in scelte politiche e amministrative ispirate ai diritti universali e ai valori inviolabili di ogni essere umano, ponendo sempre la persona al centro. «Il nostro percorso – prosegue la Sindaca – è simbolico ma anche concreto: la memoria non è solo ricordo del passato, ma responsabilità verso il presente e il futuro».

L’albero, simbolo universale di vita, con le sue radici profonde e i rami protesi verso il cielo, rappresenta la crescita di una coscienza civile consapevole e radicata nei valori della pace e della solidarietà. Le radici che affondano nel terreno richiamano la necessità di fondare la memoria su basi solide, mentre il fusto e la chioma che si elevano verso la luce evocano la speranza, in netta contrapposizione all’oscurità dell’odio e della violenza. In questa cornice simbolica, anche Saturno, l’opera di arte contemporanea che sovrasta Baronissi, si trasformerà in monumento civile, illuminandosi come segno visibile di memoria e impegno.

«Baronissi diventa luogo di bellezza, cultura e riflessione – conclude la Sindaca Petta – dove ogni cittadino, dai bambini agli anziani, può sentirsi parte di un cammino comune per costruire un futuro migliore. È una pratica quotidiana fatta di partecipazione, solidarietà e creatività. L’Albero della Memoria vedrà il coinvolgimento delle scuole, dei giovani, degli adulti, degli anziani, delle associazioni e delle parrocchie: un gesto simbolico che racconta la nostra idea di comunità, che non si volta dall’altra parte. Per questo invito tutti a partecipare: una, dieci, mille gocce formano un oceano».

A chiudere idealmente questo percorso di riflessione, le parole di Primo Levi, monito sempre attuale: «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.» (Primo Levi, “Se questo è un uomo”)

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