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Federico II, definita la nuova squadra di governo dell'Ateneo 2026-2032 ...

L’Università degli Studi di Napoli Federico II definisce la nuova architettura della propria governance per il sessennio 2026-2032. Il modello, delineato nella Carta della Governance e nel documento Governance di Ateneo, nasce con l’obiettivo di rendere più efficace, trasparente e partecipata l’azione di governo, in coerenza con il programma di mandato e nel pieno rispetto delle competenze degli organi statutari e delle strutture amministrative.


La nuova organizzazione si articola in diverse macroaree strategiche, ciascuna affidata al coordinamento funzionale di una Delegata o di un Delegato del Rettore, e in specifici ambiti di competenza assegnati a Referenti, alcuni dei quali riconducibili direttamente al Rettore. Un sistema pensato per valorizzare competenze e responsabilità, favorire la collaborazione tra le diverse componenti dell’Ateneo e assicurare un raccordo costante tra indirizzo strategico e attuazione delle politiche.
Il Rettore definisce le priorità e gli obiettivi strategici, promuove l’integrazione tra le diverse aree e verifica periodicamente i risultati. Il Prorettore lo affianca nel coordinamento funzionale della squadra rettorale e nel raccordo tra Delegati, Referenti e Direzione Generale, senza introdurre ulteriori livelli gerarchici o sovrapposizioni di competenze.
Tra gli elementi qualificanti del nuovo modello vi sono la definizione di obiettivi annuali e pluriennali, il monitoraggio della loro attuazione e la verifica dei risultati. La governance non è concepita come una sovrastruttura organizzativa, ma come uno strumento per ricondurre visione, politiche, risorse e azioni a un disegno unitario, fondato sulla chiarezza delle responsabilità e sulla partecipazione della comunità universitaria.
La composizione della squadra valorizza inoltre la presenza di generazioni e generi diversi, mettendo in dialogo esperienze consolidate e nuove energie, competenze maturate nel tempo e sguardi capaci di interpretare le trasformazioni in corso. Una pluralità generazionale che rappresenta un valore aggiunto per l’Ateneo e una risorsa per costruire, insieme, il suo futuro.
Particolare rilievo assume la centralità del diritto allo studio. Borse di studio, residenzialità, ristorazione, spazi per lo studio, accessibilità e servizi agli studenti sono parte integrante di una politica che considera la qualità dell’esperienza universitaria una condizione essenziale del successo formativo. L’obiettivo è rimuovere gli ostacoli economici, sociali e personali che possono limitare l’accesso e la piena partecipazione alla vita dell’Ateneo.
La nuova governance riconosce inoltre un valore strategico alla promozione della cultura della pace, dei diritti umani e del dialogo interculturale. L’Università intende rafforzare il proprio impegno attraverso iniziative scientifiche, formative e culturali e la partecipazione a reti e collaborazioni nazionali e internazionali, nella convinzione che la formazione e la ricerca debbano contribuire anche alla costruzione di una società più giusta e solidale.
Un impegno altrettanto netto riguarda le pari opportunità, l’uguaglianza di genere e la valorizzazione delle diversità. Il rafforzamento del Gender Equality Plan, del Piano di Azioni Positive e del Bilancio di genere, insieme alle attività di sensibilizzazione e prevenzione delle discriminazioni e delle molestie, concorre a costruire una comunità universitaria fondata sul rispetto della dignità delle persone, sull’equità e sulla piena partecipazione.
Tra le priorità figurano anche l’innovazione della didattica e lo sviluppo del Teaching and Learning Center, il sostegno alla ricerca e alla progettualità competitiva, il trasferimento delle conoscenze, l’internazionalizzazione, la trasformazione digitale e l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale, la sostenibilità economica e ambientale, il welfare e la semplificazione amministrativa.
“La qualità di un’università - dichiara il Rettore - non si misura soltanto attraverso i risultati della ricerca, la capacità di attrarre finanziamenti o il prestigio internazionale. Si misura anche dalla capacità di non lasciare indietro nessuno, di garantire pari opportunità, di promuovere la dignità della persona e di farsi presidio di cultura, dialogo e pace. È questa la visione che vogliamo tradurre in politiche concrete: una Federico II capace di valorizzare tutte le proprie competenze, di ascoltare la propria comunità e di assumere pienamente la responsabilità pubblica che la sua storia e il suo ruolo le affidano”.

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