Prende ufficialmente il via la stagione dell'olio extravergine per l'Associazione "L’Oro di Capri". Le operazioni di raccolta per l'annata 2026 sono scattate lunedì 7 settembre a partire dalla zona di Pino dei Monaci, segnando l'inizio di una campagna che si preannuncia estremamente positiva sia per gli standard qualitativi che per i volumi produttivi. La combinazione dei frutti si presenta infatti molto buona, sia per pezzatura sia per livello di maturazione, attestandosi nelle prime fasi dell'invaiatura ideali per garantire un prodotto d'eccellenza
. Le piante mostrano un ottimo stato vegetativo e una carica media con frutti distribuiti in modo uniforme, confermando l'efficacia dei lavori svolti sul territorio, compreso il completamento del piano di rigenerazione produttiva avviato nel 2018 proprio nell'area di Pino.
L'annata si prospetta favorevole per tutti i soci dell'associazione, grazie a una situazione omogenea che abbraccia l'intera fascia olivetata del comune di Anacapri, estendendosi dalla zona del Caesar Augustus fino al Faro. I dati complessivi indicano che si potrebbero superare i 300 quintali di olive raccolte, un quantitativo nettamente superiore rispetto allo scorso anno, comprendendo le aree di Pino, Veterini, Damecuta, La Migliara, La Guardia, Mesola, Timpone e Follicara. A determinare questo risultato favorevole è stata una combinazione di fattori climatici ben bilanciati: alle abbondanti piogge registrate tra gennaio e marzo sono seguite tre importanti precipitazioni tra luglio e agosto che, pur in presenza di temperature estive elevate e sopra la media, hanno fornito alle piante il necessario apporto idrico per lo sviluppo ottimale dei frutti.
Il Presidente dell’Associazione, Pierluigi Della Femina, esprime grande soddisfazione per l'avvio della campagna: «Questa nuova annata rappresenta per l'Oro di Capri il coronamento di un impegno costante e condiviso da parte di tutti i nostri associati. Vedere una produzione così generosa e sana premia i sacrifici di chi lavora ogni giorno per valorizzare le eccellenze del nostro territorio e ci spinge a guardare con rinnovato entusiasmo al futuro della nostra comunità agricola».
Dal punto di vista agronomico, l'esperto Angelo Lo Conte evidenzia i dettagli tecnici che stanno caratterizzando la raccolta: «Ci troviamo di fronte a un quadro agronomico ottimale, dove la gestione attenta dei tempi di stacco è fondamentale per esaltare il profilo organolettico dell'olio. Sebbene il fattore tempo non sia direttamente gestibile dall'uomo, le precipitazioni estive mirate hanno compensato la calura, permettendo al frutto di completare la crescita senza stress e garantendoci olive perfette sotto il profilo fitosanitario e della resa qualitativa».
Sull'impatto paesaggistico e sulla gestione del territorio si sofferma il coordinatore e agronomo Carlo Lelj Garolla: «Il risultato straordinario a cui assistiamo oggi, in particolare con la definitiva rigenerazione di Pino dei Monaci, dimostra come la cura dell'olivo sia il primo motore per la tutela del nostro paesaggio. Quando abbiamo iniziato la potatura nel 2018 sapevamo che l'agricoltura richiede pazienza, ma i risultati odierni testimoniano che recuperare gli oliveti significa anche salvare la bellezza e la memoria storica del territorio anacaprese».
Tra le novità principali introdotte quest'anno dall'Associazione figurano importanti servizi a supporto dei produttori e del controllo qualità: l'organizzazione si farà infatti carico sia del trasporto delle olive tramite automezzi refrigerati, sia dei costi legati alle analisi chimiche dell'olio. Questa misura permetterà non solo di preservare la freschezza della materia prima durante il tragitto, ma anche di raccogliere un'ampia mole di dati fondamentali per guidare le successive valutazioni e perfezionare ulteriormente la qualità del prodotto negli anni a venire. Le operazioni di raccolta, secondo il programma dell'associazione potrebbero essere portate a termine intorno al 27 settembre.