L’intelligenza artificiale può riflettere o addirittura alimentare discriminazioni razziali? Le storie e i viaggi dei migranti li conosciamo bene? Cosa possiamo fare noi per contrastare i fenomeni discriminatori?
Sono stati alcuni dei temi e degli interrogativi del momento di riflessione e confronto dedicato agli studenti degli istituti superiori intitolato “La Città Metropolitana e i giovani: Cultura condivisa dell’inclusione. Educazione, diritti e contrasto alla discriminazione razziale” organizzato dalla Città Metropolitana di Napoli nella sede del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli nell’ambito della XXII “Settimana di azione contro il razzismo” promossa dall’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Con l’obiettivo - ha spiegato Agnese Nadia Canevari, dirigente UNAR - di coinvolgere e sensibilizzare le giovani generazioni nel processo di inclusione e di contrasto al razzismo, per una società più coesa”.
“Con questa iniziativa - ha affermato il vicesindaco metropolitano, Giuseppe Cirillo - abbiamo voluto mettere insieme mondo accademico, mondo delle istituzioni, delle associazioni ma soprattutto abbiamo voluto coinvolgere gli studenti in una riflessione profonda sui valori dell’accoglienza: l’altro è una risorsa, non un pericolo. Voglio ringraziare, anche a nome del Sindaco Metropolitano, Gaetano Manfredi, l’UNAR e il Rettore d’Alessandro per averci ospitato in un incontro così pregnante di significato, soprattutto per le giovani generazioni”.
“Il nostro Ateneo - ha sottolineato il Rettore del Suor Orsola, Lucio d'Alessandro - ha tra i pilastri del suo sistema didattico l'attenzione all'integrazione sociale, razziale e culturale. E siamo orgogliosi di contribuire a rendere Napoli una città sempre più accogliente anche grazie all’alta formazione dei nuovi professionisti del servizio sociale con un corso di laurea specificamente dedicato a diritti ed inclusione”.
Il coinvolgimento degli studenti tra storie di migrazione e cortometraggi
Alla sezione teorico-istituzionale è seguita una seconda sezione di tipo laboratoriale, finalizzata al coinvolgimento attivo degli studenti. I lavori sono stati introdotti dalla Referente UNAR della Città Metropolitana Renata Monda, e hanno visto l’attivazione di una tavola rotonda sul tema “Storie di migrazione in dialogo tra testimonianze e ricerca” - moderata da Maria Savarese della SSM - in cui si sono alternati gli interventi di Alessandra Belluccio, People, Culture & Organization Director Btinkeeng, che ha illustrato il caso dei percorsi che implementati per l’inclusione lavorativa di immigrati in azienda, di Paola Villani e Stefania Ferraro, rispettivamente direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche e presidente del Corso di laurea in Scienze del Servizio sociale del Suor Orsola, Paolo Masini, presidente della Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, Luigi Maria Sicca, coordinatore del dottorato LOSPD presso la della SSM e della Federico II, oltre che di Giorgio Ventre, direttore scientifico della Apple Developer Academy e di Anita Romano dell’Associazione Restiamo Umani. Nell’ambito della tavola rotonda sono stati anche proiettati i materiali multimediali realizzati dagli studenti su cui si è stimolato un ampio dibattito, che ha visto i ragazzi interagire con entusiasmo con gli interlocutori sui temi della tolleranza e dell’integrazione.
L’AI può essere discriminatoria
L’appuntamento è terminato con il workshop su “Intelligenza artificiale, bias e discriminazione: laboratorio di alfabetizzazione digitale”, coordinato da Isabella Ducros, nel corso del quale è stato evidenziato, altresì, come gli algoritmi possano alimentare o contrastare le discriminazioni nel mondo contemporaneo. Flux Fast 1.1 è tra i generatori di immagini di AI più usati. Quando ad esempio gli si chiede di ambientare una scena in una prigione, popola automaticamente lo spazio con persone dalla pelle scura, pur in assenza di qualsiasi indicazione dell'utente in tal senso. Flux è stato addestrato negli Stati Uniti, e ha assorbito una serie di pregiudizi e discriminazioni.
Oltre al caso delle prigioni statunitensi, uno studio UNESCO ha rilevato che i Large Language Models descrivono le donne in ruoli domestici fino a quattro volte più spesso degli uomini, associandole sistematicamente a parole come casa, famiglia e figli, mentre i nomi maschili vengono collegati a carriera, business ed executive. Un caso emblematico di come i bias razziali sedimentati nei dati di addestramento non vengano semplicemente ereditati dai modelli generativi, ma amplificati e restituiti come inferenza statistica automatica, normalizzando stereotipi sociali pericolosi su scala massiva.
La XXII Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale
L’incontro ospitato dal Suor Orsola si inserisce nelle celebrazioni della XXII Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, in particolare nelle azioni della Rete delle Città metropolitane per l’inclusione e si accompagna a quelle che saranno celebrate nelle altre 13 Città metropolitane d’Italia. Gli eventi in tutte le 14 Città metropolitane sono finanziati a valere sulle risorse del PN Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, nell’ambito del finanziamento FSE+.