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OBITUARIO MARÍA JOSÉ MARTÍNEZ GIMENO | Castellón pierde a María José ...

di Clementina Leone

Sui banchi di scuola si consuma un paradosso: studiamo per superare un esame, non per comprendere il mondo.

Non è un’opinione, ma un fatto supportato dai numeri. Le indagini internazionali, mostrano un quadro allarmante: quasi uno studente italiano su tre non raggiunge le competenze minime in matematica, e uno su quattro fatica a comprendere un testo scritto in modo critico. Questi non sono solo numeri; sono la prova che anni di istruzione obbligatoria spesso falliscono l’obiettivo primario: fornire strumenti per la vita. La valutazione si trasforma in una sentenza a breve t ermine, anziché in uno strumento per misurare una crescita reale. Lo studente impara a “giocare il gioco” della scuola, ma non acquisisce competenze durature capaci di aiutarlo a crescere. Difatti, il metodo di studio su cui si basa il sistema scolastico è, principalmente inefficiente: si punta troppo a imparare a memoria. Questo significa che spesso gli studenti non riescono a riflettere e in seguito alla verifica finiscono per dimenticare quello che hanno appreso. Uno dei più grandi colpevoli è la struttura dei nostri programmi scolastici. Mentre il mondo fuori dalle aule corre verso l’intelligenza artificiale e la globalizzazione, i nostri piani di studio sembrano spesso ancorati a un passato che non esiste più, sovraccaricando gli studenti di nozioni che raramente troveranno applicazione pratica. Le materie vengono insegnate a compartimenti stagni, impedendo agli studenti di cogliere le connessioni. La realtà, però, non è divisa in materie. Affrontare un problema complesso richiede di saper collegare ambiti diversi, una capacità che la nostra scuola, con la sua rigida separazione tra discipline, non incoraggia a sufficienza. In Spagna invece, a Castellón professori come la docente María José Martínez Gimeno, deceduta lo scorso luglio 2025, scrittrice, ricercatrice e tanto altro, laureata in Filologia Inglese e Tedesca presso l'Universitat Literària de València, che ha dedicato gran parte della sua vita all'insegnamento dell'inglese presso l'IES Miquel Peris i Segarra di Grau de Castellón, la situazione è sempre stata completamente diversa. Dall'aula, ha formato generazioni di studenti con rigore, dedizione e una sensibilità pedagogica che i suoi colleghi e studenti non dimenticheranno mai. Le sue lezioni portate avanti con nuovi metodi d'insegnamento si sono sempre basate su un approccio centrato sullo studente, spostandosi dalla lezione frontale passiva a metodologie attive, digitali, collaborative e tanto altro per invogliare gli stessi a vedere non solo il mondo con altri occhi, ma anche a promuovere il loro pensiero critico per la risoluzione di problemi reali.

 

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