Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Stampa
Visite: 146

La macchina da scrivere Lego è un capolavoro: si monta e scrive davvero |  DDay.it

Dunque, lo “scandalo” che coinvolge Luca Morisi, uomo comunicazione di Salvini, e due ragazzi squillo con immancabile contorno di sostanze stupefacenti, è l’ennesima indulgenza plenaria sui nostri peccati che restituisce coscienze linde ad ognuno di noi.

Il massimo della ipocrisia è dato da quelli che ostentano magnanimità per le debolezze della carne ammesse dallo stesso Morisi, ma inflessibilità per le malefatte della “bestia” da lui creata. Ovvero da quelli che attribuiscono il successo di Salvini alla macchina del fango pilotata da Morisi sui social e sui siti internet per favorire le fortune elettorali del Capitano. Omnia munda mundis, e la nostra bella Penisola è per antonomasia la terra delle anime candide. Nei tempi delle grandi fortune elettorali della Lega (che non sono affatto lontani)  la “bestia” procurava a Salvini un  seguito di oltre quattro milioni di follower e una percentuale di voti pari al 34%. Tutti eccitati dalle tirate contro i migranti e, soprattutto contro gli avversari politici accusati di ogni colpa. Persino quella di “rubare” i bambini, rivolta a chi, in anni lontani i bambini addirittura li doveva mangiare. Dunque, assolviamo magnanimamente Morisi dalla omosessualità e dal consumo di droga (bella forza, non c’è reato se le cose stanno come sembra). Ma non dalla bestia dietro alla quale sono andati svariati milioni di donne e uomini: è tutta colpa sua e sgombriamo il campo dal fastidioso bisogno di fare i conti con la propria coscienza. I precedenti, del resto, sono copiosi. Tangentopoli, che portò a furore di popolo a decapitare una intera classe politica, è acclarato che fu colpa di Di Pietro, Davigo e qualche altro esaltato in toga. Ormai lo scrivono anche quei giornali che all’epoca non ebbero pudore nel sostenere abusi quotidiani e violazioni delle più elementari regole dello stato di diritto. Poi si scoprì che la “seconda” repubblica era assai peggio della “prima” e vennero altri pifferai a profittare della immacolata innocenza di milioni di cittadini. Tutti, guarda caso, indicando nemici da abbattere e nessuno cose belle da costruire. Renzi fece fortuna invitando a “rottamare” i nemici; ma quando si mise in testa di costruire una nuova Costituzione fu rottamato senza riguardi ed ancora oggi è uno degli uomini più odiati in Italia. Grillo e i 5Stelle vaffancularono con successo mezza Italia, ma lo furono essi stessi dopo avere dimostrato le idiozie delle quali erano capaci al governo. Della Meloni, dopo esserle andato dietro, qualcuno già si sta accorgendo che se la fa con la destra estrema e persino con i fascisti: chi l’avrebbe mai detto? Questo continuo gioco dello scaricabarile, di non essere capaci di un minimo di critica e autocritica, impedisce di riconoscere una semplice e fastidiosa verità: nessuna bestia farebbe danno se in troppi non si muovessero in branco.

Autenticati