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Sputnik, il vaccino che viene dal freddo - Report

“Sullo Sputnik possono esserci retropensieri e aspetti di geopolitica, quello che risulta è l'esigenza di capire la qualità del prodotto. Alcune nazioni hanno scoperto che non era lo Sputnik originale”. Lo ha detto il virologo Fabrizio Pregliasco intervenendo nella trasmissione Barba&Capelli condotta da Corrado Gabriele su Radio Crc Targato Italia e in onda dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 9.

E aggiunge: “Intorno a questa vicenda c’è tanta panna montata, mentre risulta che non ce ne sarebbe tanto in giro e bisognerebbe produrlo. Questo vaccino ci servirà, non nell’immediato, ma in futuro per il richiamo. Questa situazione è simile alla vicenda delle mascherine”. Si parla di quarta ondata e il professore prosegue: “Ancora un po’ di gente suscettibile da infettare, siamo a 50 milioni di persone a rischio. La Gran Bretagna si è aggiudicata subito le dosi e ha portato avanti una strategia vaccinale a singola dose con risultato immediato. Bisogna aprire in progressione perché l’esperienza insegna, la scorsa estate avrebbe dovuto farci capire quanto sia dannoso il 'liberi tutti'. Bisogna convivere con questo virus”. Sul sistema sanitario regionalizzato ha sottolineato: “Una bella idea quella del ’78 di rendere responsabile il territorio sulle questioni di salute, secondo le varie esigenze e priorità diverse. In un’emergenza sanitaria straordinaria servirebbe un coordinamento superiore”. Infine Pregliasco ha concluso: “La scuola è luogo potenziale di contagio per tutta la mobilità intorno. Nessuno crede che bimbi piccoli stiano seduti con la mascherina per 4-5 ore e distanziati. È un rischio dovuto all’esigenza di permettere ai ragazzi di frequentare e anche per gli equilibri familiari”.

 
 

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