L'avvocato di origini salernitane, ma residente in Germania, Francesco Liguori ci invia la cronostoria del caso emblematico che ha visto coinvolto un suo cliente il quale ha dovuto difendersi da accuse che arrivavano da vari Tribunali del Mondo per ben 17 anni, prima di vedere affermata la propria innocenza.
1) Il 22.7.2019, A. I. M.partiva da Roma Fiumicino per Beirut.
2) Atterrato all’Aeroporto veniva arrestato dalla Polizia Nazionale Libanese per effetto della sentenza n. 90 del 10.11.2003, di condanna per omicidio, emessa dal Tribunale di Nabatye.
3) Tale sentenza si fondava unicamente su di una comunicazione dell’Interpol di Berna del 5.9.2002, indirizzata all’Interpol di Beirut, che segnalava I. A. per omicidio in Aarau (Svizzera).
4) A luglio, ad agosto, a settembre e ad ottobre 2019, il collega del Foro di Beirut, l’Avv. Hadid Kamal, presentava istanze di scarcerazione, tutte rigettate dal Tribunale libanese.
5) È da sottolineare, subito, che A.I. era stato condannato il 20 gennaio 1999 dal Tribunale di Muri (Svizzera) per tre tentati omicidio, per i quali era stata già espiata la pena nel Carcere di Lenzburg ed operata l’espulsione dalla Svizzera.
6) Il 30.10.2019 il collega del Foro di Zurigo, l’Avv. Marc Schmid, informava Fedpoll che A. era stato arrestato sulla base di un rapporto dell’Interpol di Berna del 2002 e che questo messaggio era apparentemente nel loro sistema, nonostante che Ibrahim avesse già scontato la pena in Svizzera nel 2002, rilasciato dalla custodia ed espulso. Schmid chiedeva all’Interpol di correggere il messaggio nel sistema e di trasmettere urgentemente una segnalazione alle Autorità Libanesi.
7) Il 4.11.2019 Fedpoll rispondeva a Schmid che A. non era ricercato e che non esisteva alcuna comunicazione dell’Interpol che lo riguardava.
8) Il 7.11.2019 Schmid informava Fedpoll che A. sarebbe stato scarcerato dal Tribunale di Nabatye se avesse confermato che: a) A. era stato condannato per omicidio, secondo il rapporto Interpol del 2002; b) A. aveva scontato la pena detentiva ed era stato espulso dal Paese.
9) Sempre il 7.11.2019 Fedpoll rispondeva a Schmid che il sistema carcerario in Svizzera aveva sede nel Cantone, non esisteva un Ufficio Centrale che avesse avuto una visione d’insieme; si doveva contattare l’Autorità Centrale in cui era stata scontata la pena. Lo stesso discorso valeva per la condanna. Era necessario contattare il Cantone responsabile, il Segretario per la Migrazione.
10) In data 8.11.2019 Bruno Zihlmann, Capo del Dipartimento Correzioni, Sezioni Procedure Penali, del Cantone di Aargau, comunicava a Schmid che A. era stato condannato dal Tribunale Distrettuale di Muri il 20.01.1999, per plurimi tentati omicidio, danneggiamento alla proprietà, violazione delle norme sull’uso della droga, pena detentiva 8 anni, meno 636 giorni di pena detentiva preventiva, espulsione 10 anni. L’esecuzione della pena era stata eseguita nel periodo dal 20.01.1999 al rilascio e alla liberazione condizionale il 29.08.2002 nella Prigione Cantonale di Lenzburg.
11) In data 11.11.2019 Thomas Häcken, Capo del Dipartimento di Economia e Affari interni del Cantone di Aargau, scriveva a Schmid che l’interessato era stato condannato nel 1999 dal Tribunale di Muri ad un riferimento incondizionato, basato sull’art. 55 StGB, come si evinceva dalla sentenza di Muri. Di conseguenza si trattava di una misura di diritto penale e non di una misura di migrazione.
12) Il 12.11.2019 Schmid chiedeva a Bruno Zihlmann se era possibile dichiarare che A. era stato condannato in relazione alla comunicazione Interpol n. ED/AG/7/228647/BY.
13) Nello stesso giorno (12.11.2019) Zihlmann rispondeva che all’epoca il rapporto dell’Interpol era apparentemente diffuso dall’Ufficio Federale di Polizia. Un richiamo doveva essere effettuato anche da questa Autorità.
14) Il 18.11.2019 Schmid scriveva a Dominique Jost di Fedpol e chiedeva spiegazioni sul messaggio dell’Interpol di Berna n. ED/AG/7/228647/BY.
15) Il 20.11.2019 Jost rispondeva a Schmid che Fedpoll non era a conoscenza del messaggio di Berna del 5.9.2002. Jost consigliava di contattare la Commissione di Controllo dell’Interpol con sede a Lyon, in Francia.
16) Il 20.11.2019 Schmid scriveva alla Commissione di Lyon che il ricorrente era stato condannato dal Tribunale svizzero per vari crimini, tra cui tre tentati omicidio, il 20.01.1999. Il 5 settembre 2002 un messaggio dell’Interpol di Berna era stato inviato all’Interpol di Beirut, secondo il quale Ali era ricercato per omicidio. Il mandato era ovviamente un errore perché A. aveva già scontato la pena. L’Interpol di Berna aveva confermato il 4 novembre 2019 che A. attualmente non era ricercato. Il Tribunale Libanese voleva una conferma che il mandato dell’Interpol n. ED/AG/7/228647/BY riguardava i fatti giudicati nell’anno 1999 dal Tribunale di Muri con la Sentenza n.90. Tuttavia l’Ufficio dell’Interpol svizzero non poteva rilasciare una simile dichiarazione in quanto non garantiva più il numero del predetto messaggio.
17) Il 10.12.2019 Bruno Zihlmann ribadiva che nel Cantone di Aargau, A. aveva commesso unicamente plurimi tentati omicidio, per i quali era stato già condannato, aveva espiato la pena nel periodo compreso il 20.01.1999 e il 29.08.2002. Zihlmann, infine, sottolineava che nel Cantone di Aargau non vi erano altre registrazioni sul conto di A..
18) Il 20.12.2019 la Commissione di Controllo dell’Interpol di Lyon comunicava che I. M. A., nato il 2 febbraio 1961, non risultava inserito in un avviso di diffusione, quindi non era ricercato.
19) Il 4 febbraio 2020 il Tribunale di Nabatye assolveva Ali dal reato di omicidio, perché il fatto non sussiste.