
Accolto da un ampio successo di critica e di pubblico, prosegue negli spazi monumentali della Sala degli Specchi del Grand Hotel Parker’s di Napoli “Giochi Sinestesici”, la prima mostra personale partenopea del M° Simone Chiorri, aperta ai visitatori fino al prossimo 30 luglio.
Il vernissage ha fatto registrare un ampio gradimento da parte della stampa, dei collezionisti e degli appassionati d’arte, che si sono lasciati avvolgere dall’universo sensoriale di un artista capace di scardinare la bidimensionalità della tela. Ad impreziosire l'evento, un momento di profondo rilievo istituzionale e culturale: Simone Chiorri ha fatto dono al Grand Hotel Parker’s e alla famiglia Avallone di una delle sue opere più significative in esposizione, dal titolo “Spazio Scenico”. La tela entrerà ufficialmente a far parte della prestigiosa collezione permanente del più antico e iconico grand hotel napoletano, consolidando lo storico legame che unisce la struttura ricettiva ai grandi interpreti dell'arte contemporanea.
La mostra nasce sotto la supervisione d’eccezione del M° Pietro Del Vaglio, tra i designer e progettisti d'interni italiani più apprezzati a livello internazionale. Del Vaglio ha saputo far dialogare l'energia vibrante delle tele di Chiorri con la solennità neoclassica della Sala degli Specchi. In questo suggestivo teatro di riflessi, la stabilità dell'architettura incontra l'impeto dell'atto pittorico, offrendo al visitatore un’esperienza immersiva totale e intimamente sinestetica.
Il cuore pulsante dell'esposizione è il concetto di "gioco", inteso non come mero intrattenimento, ma come valore evolutivo e modalità comportamentale imprescindibile. Ispirandosi al mondo animale – come la delicatezza di una madre felina che insegna la lotta ai cuccioli senza mai sfoderare gli artigli – Chiorri identifica nel gioco un'azione protettiva: un simulacro del reale preciso, potente, ma rigorosamente privo di violenza distruttiva.
Perugino di nascita, Simone Chiorri si conferma una voce fuori dal coro nel panorama contemporaneo. La sua cifra stilistica evade le logiche delle mode commerciali per attingere a una stratificazione culturale profonda. Un astrattismo intimo che scaturisce da una riflessione del tutto originale sul tempo, sulla memoria e sulla storia.
Nelle opere in mostra, la sinestesia abbandona la dimensione di concetto intellettuale per farsi immediatezza sensoriale pura. Chiorri invita l’osservatore a una vera e propria "allucinazione" guidata, in cui diventa possibile "vedere" un suono e percepirne la vibrazione sulla tela. «Non rappresento una scena in movimento, ma semplicemente un atto motorio che allude alla scena», spiega l’artista. Lo spettatore è così chiamato a farsi co-creatore dell'opera, partendo dall'impulso dinamico impresso dal colore per ricostruire la propria personale e intima rappresentazione interiore.
Con il supporto scenografico e critico di Pietro Del Vaglio, “Giochi Sinestesici” si impone come uno degli appuntamenti culturali imperdibili della stagione artistica del Mezzogiorno, fondendo la rigorosa ricerca neuroscientifica del gesto alla vibrante accoglienza della capitale del Mediterraneo.