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Core 'ngrato: contro l'oblio dell'Alzheimer (e non solo) l'ironia agrodolce  di Rosalia Porcaro - corriere spettacolo

di AMEDEO FANTACCIONE

Far ridere non è facile. Far ridere, non essendo volgari, è difficile. Far ridere, riflettendo su tematiche non proprio allegre, sembra impossibile. Eppure l'eclettica attrice napoletana Rosalia Porcaro è riuscita a sbaragliare questi steriotipi cristallizzati sulla comicità. Il suo spettacolo "Core ngrato", che sta girando nei teatri campani e che ha fatto registrare un grosso consenso tra il pubblico alla "prima", tenutasi al teatro Trianon Viviani, e nelle successive repliche, ancora in programma al teatro Sannazaro, è veramente innovativo e profondo.

La Porcaro domina la scena, in questa rappresentazione, che potrebbe definirsi come "monologo animato", in cui tutto viene sorretto dal suo estro artistico capace di  coinvolgere e stupire il pubblico grazie alla collaborazione di tre bravissimi musicisti (Luca Urciuolo, Alfredo Pumilia e Luigi Pelosi) che hanno animato la scena con le loro melodie, nonchè due giovani attrici (Rosanna Pavarini e Rossella Amato), che sono state delle ottime controfigure della protagonista. Rosalia Porcaro ha avuto il coraggio di portare sulla scesa, in chiave comica, una serie di tematiche di grande attualità, tristi e finanche drammatiche della nostra epoca. Innanzitutto il rapporto tra figli adulti (spesso stressati da vite opulente, sempre alla ricerca di amori fatui ed evanescenti) e genitori anziani ancora arroccati su vecchi steriotipi di esistenza, che vengono coinvolti e dunque travolti dai nuovi modelli di vita e, soprattutto dai nuovi strumenti di comunicazione sociale. Ma, lo spettacolo non si ferma ad uno scontro semplicemente generazionale. Tenendo sempre alto il tasso comico della rappresentazione, Rosalia Porcaro cerca di demolire a colpi di battute e risate anche alcuni consolidati stereotipi contemporanei, come quello delle domestiche straniere, quasi mai avvezze al vero lavoro di cameriere, sempre a caccia di vecchietti non proprio arzilli, con una buona pensione, da "impalmare". Oppure quello delle donne sole, che alla vigilia della menopausa si perdono in storie d'amore con improbabili partners, sempre più spesso mossi dall'interesse economico, più che da un vero e proprio desiderio amoroso. Ma, dove la bravissima attrice soprende, è quando affronta in maniera leggera una delle tematiche più dure e tristi del nostro tempo, quella dell'Alzheimer e della demenza senile. Una serie di riflessioni amari, tristi, che vengono fatte al pubblico con il sorriso sulle labbra. Un sorriso, che grazie alla Porcaro, ci riporta alla sana pratica di ridere di noi stessi, delle nostre contraddizioni, delle nostre frustrazioni e delle ferite della società dell'opulenza che nell'indifferenza generale continuano ad imputridirsi. Uno spettacolo sicuramente da vivere, per la grandissima carica di comicità istantanea, quasi folgorante e per gli spunti di profonda riflessione che offre.

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