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Venerdì 25 settembre alle ore 20,30 andrà in scena, nell’ambito della rassegna Restaurarte / Riparare con l - oro” l’anteprima dello spettacolo “Sfratto Celeste” scritto e diretto da Sara Sole Notarbartolo prodotto dalla Compagnia Taverna Est Teatro con il sostegno de L’Asilo.

In scena, ad incarnare i due protagonisti, assediati dalla polizia nel loro piccolo appartamento metropolitano, sono due eccezionali attori napoletani: Andrea de Goyzueta e Fabio Rossi. In audio sentiremo gli interventi di Francesca de Nicolais e di Peppe Papa, mentre i costumi sono affidati a Gina Oliva, allestimento e suoni sono curati dall’assistente alla regia Antonia Cerullo e dalla stessa Notarbartolo. Lo spettacolo scritto dalla drammaturga durante il lockdown racconta dell'isolamento e del tentativo di ribellione di due precari mentre tutto il mondo sembra andare in pezzi. Divertente e amaro allo stesso tempo, Sfratto Celeste ha in sé quegli elementi di catarsi di cui questi tempi ancora in via di definizione hanno tanto bisogno.  

Taverna Est Teatro presenta in anteprima. "SFRATTO CELESTE". drammaturgia e regia di Sara Sole Notarbartolo Con Andrea de Goyzueta e Fabio Rossi Voci Francesca De Nicolais, Peppe Papa Costumi Gina Oliva Assistente alla regia Antonia Cerullo . L’interno di un appartamento. Oltre le finestre intuiamo dal lampeggiante di una volante, la presenza della polizia.

È pomeriggio e si sente soltanto, raro, il suono di una ricetrasmittente che stacca e attacca il segnale ma da cui non arrivano parole. Matteas ha più energia che spazio vitale, vestiti consunti ma forse per pura ricerca di fascinosa malandatezza. È un nervoso, un emotivo. Un maltrattato dagli eventi. Desidera dare una forma alla realtà, una qualsiasi forma, desidera che qualcuno gli spieghi come funziona la vita. Beraghi è un intellettuale talmente snob da specializzarsi, dopo la laurea, come tecnico di riparazione delle caldaie. Resta un filosofo, un pragmatico, uno stoico. Entrambi hanno una sanità mentale non completamente perfetta, ma non è questo quasi impercettibile handicap a impedirgli un normale approccio con la realtà: è la realtà, piuttosto, a manifestare limiti sempre maggiori e a dimostrarsi non all'altezza di una auspicabile normalità. Il mondo esterno, nella figura retorica della polizia, cerca di tirarli fuori dalla loro casa-tana e a questo scopo vengono escogitate le più diverse strategie. Altrettante strategie e altrettanto varie vengono messe in atto dai nostri due sfrattuandi fino all'ultimo respiro.  Dalle note di regia:“Ho iniziato a scrivere questo testo durante il lockdown e senza che me ne rendessi conto ha raccolto tutto l’opposto di quello che abbiamo provato e vissuto in quel periodo, o almeno di quello che ho provato io. Io avevo l’esigenza di uscire, Matteas e Beraghi invece vogliono restare nella loro casa assolutamente. Io sentivo che la realtà risultava come inadeguata e scrivendo sono nati questi due inadeguati, buffi, poetici assediati, il loro è uno sfratto celeste perché è uno sfratto apparentemente ineluttabile come quello divino, come quello che ci sentivamo piombare sulla testa in quei giorni, e il loro piccolo appartamento è tutto il loro mondo, se guardano oltre il loro balcone scoprono che, come dice Beraghi “Fuori di qua non c’è niente. Niente”. Sarasole Notarbartolo.  RESTAURARTE | Riparare con l - oro è ideata dalle associazioni Piccola Città Teatro, Il Demiurgo e Putéca Celidònia, che si terrà dal 16 settembre al 4 ottobre 2020 Il progetto di #Restaurarte|riparare con l-oro nasce durante il confinamento che ha posto tutti noi dinanzi a delle impossibilità, in qualunque ambito. In virtù di questa mancanza di possibilità, intende dare spazio e voce a quelle realtà artistiche che non hanno potuto esprimersi, perché troncate dal confinamento, o che non sanno quando e se avranno la possibilità di realizzare i propri progetti. Con 'Adotta un piccolo spazio', il progetto vuole offrire un piccolo sostegno anche ad alcuni di quegli spazi teatrali della Campania che hanno certamente risentito delle conseguenze del lockdown, mettendo in connessione le compagnie con i teatri in una sorta di mutuo scambio artistico e pratico ai fini della realizzazione degli spettacoli in questa rassegna e nella prossima stagione dei teatri adottati. Nell'ottica di una ripartenza comune che dia priorità al confronto sincero ed alle relazioni umane, la varietà di linguaggi delle compagnie partecipanti è espressione del senso di inclusività che la rassegna vuole trasmettere ad artisti e spettatori, quel senso di comunità che il progetto si auspica diventi sempre più prezioso nel delicato momento storico che stiamo vivendo.

 

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