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È stata una lezione di cittadinanza attiva quella svoltasi presso il Museo Dinamico della Tecnologia Adriano Olivetti. L’incontro tra il Generale di C.A. Carmelo Burgio, i giovani del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni e la redazione di Informare sul tema “legalità ed informazione” ha trasformato una mattinata di studio in un laboratorio di analisi storica e civile, moderato dal direttore del Museo, Mauro Nemesio Rossi.


Si è discusso della storia del “Modello Caserta”, una stagione di contrasto alla criminalità organizzata che non ebbe precedenti per efficacia e capillarità. Un successo figlio dell’azione repressiva dei Carabinieri guidati allora da Burgio e di una straordinaria sinergia con la società civile.
A testimoniare quel clima è intervenuto Giovanni Solino, oggi direttore del Polo Museale della Provincia di Caserta, ma all’epoca presidente dell’associazione Libera. Solino ha rievocato i giorni in cui l’associazionismo affiancò culturalmente l’Arma, percorrendo le strade dell’agro aversano per sensibilizzare i cittadini alla denuncia: “L’appoggio di Libera ai Carabinieri non era solo formale, era il segno che la popolazione non era più sola davanti ai clan”.
Aniello Della Valle, Presidente dell’Ordine dei Geometri di Caserta, rivolgendosi direttamente agli studenti a fine incontro, ha lanciato un segnale sulla libera professione, che deve essere attenta e mai compromessa, considerato che l’edilizia è stata per decenni il terreno d’elezione della malavita organizzata. “Nell’intraprendere questa carriera con passione – ha esortato Della Valle – sappiate che la vostra firma ha un valore etico. Non scendete mai a compromessi, perché la dignità professionale è l’unico argine contro l’infiltrazione criminale in un settore così delicato”.
Analizzando le guerre contemporanee, il Generale Burgio ha sostenuto che esse non ammettono l’improvvisazione dei governi economicamente più forti. Attraverso l’analisi dei casi di Afghanistan, Iraq e Libia, il Generale ha spiegato come l’assenza di un fine politico preciso nel dopo-conflitto porti inevitabilmente al fallimento strategico. Una constatazione su come la complessità del mondo odierno richieda competenze tecniche e visioni politiche chiare, ben lontane dalla superficialità dei populismi.
Non è mancato un passaggio sui temi caldi del dibattito interno all’Arma e alla politica, come il “caso Vannacci”. Burgio ha invitato a considerare le provocazioni e il pensiero del collega offrendo una chiave di lettura basata sulle regole, l’opportunità e il ruolo istituzionale di chi indossa la divisa.
Rispondendo a Luca De Matteis della redazione di Informare, la creatura di Tommaso Morlando che dal 2002 presidia il territorio, e agli studenti del Villaggio dei Ragazzi Ettore Bonino, Antonio Marotta, Simone De Cicco e Antonio Russo, ha suggerito di essere coerenti perché il giornalismo è un mestiere che richiede onestà intellettuale. In un’epoca di fake news e condizionamenti, servire il lettore senza farsi piegare dagli interessi degli editori o dai poteri forti rimane l’unico modo per onorare la professione.

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