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Referendum 22-23 marzo 2026: come votano gli italiani all'estero e chi ha  diritto al voto

Si è costituito ufficialmente lo scorso 7 febbraio, ad Aversa, il Comitato referendario cittadino per il NO al referendum costituzionale sulla giustizia. La nascita del Comitato è avvenuta al termine della riunione pubblica tenutasi in piazza Municipio, alla presenza di cittadine e cittadini, rappresentanti dell’associazionismo, della società civile e delle forze democratiche che si riconoscono nei valori e nel dettato della Costituzione del 1948.

La costituzione del Comitato aversano avviene in un momento politicamente e istituzionalmente significativo: nello stesso arco temporale, il Governo ha infatti deciso di modificare il quesito referendario, integrandolo con il riferimento agli articoli della Costituzione originariamente assenti dal testo sottoposto al voto popolare. Una scelta maturata dopo l’intervento della Corte di Cassazione e che, pur non modificando la data della consultazione, conferma la fondatezza delle critiche avanzate sul piano della chiarezza e della trasparenza del quesito.

Il Comitato per il NO di Aversa nasce con l’obiettivo di informare correttamente la cittadinanza sui contenuti reali della riforma costituzionale in materia di giustizia e sui suoi possibili effetti sull’equilibrio tra i poteri dello Stato. Al centro della contrarietà vi è una riforma ritenuta ambigua e inefficace, che non affronta i problemi strutturali del sistema giudiziario e che rischia invece di indebolire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, principi cardine sanciti dalla Costituzione.

Secondo i promotori, la separazione delle carriere e la riorganizzazione degli organi di autogoverno della magistratura rappresentano un passaggio delicato che incide direttamente sulle garanzie democratiche e sull’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. L’indipendenza del potere giudiziario non è un privilegio corporativo, ma una tutela fondamentale per tutti.

Il Comitato referendario per il NO di Aversa si propone di promuovere iniziative pubbliche, momenti di confronto e attività di informazione sul territorio, aprendo la partecipazione a singoli cittadini, associazioni e realtà sociali che condividano la difesa dei valori costituzionali.

Nei prossimi giorni saranno comunicati i primi appuntamenti pubblici.

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