Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Stampa
Visite: 93
A Benevento si è tenuta un’intensa due giorni di formazione e confronto sull’evoluzione del fisioterapista nella terapia manuale.
Organizzato dall’Ordine Interprovinciale di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta presieduto da Paolo Esposito, l’evento ha riunito professionisti ed esperti del settore per fare il punto su una professione in continua evoluzione.
Nel suo intervento il Presidente Paolo Esposito ha sottolineato l’importanza della continua formazione per i Fisioterapisti ed è per questo motivo che l’Ordine sin dalla sua istituzione ha già organizzato tantissimi corsi ECM in tutte le province di competenza.
Molto sentito tra i presenti, è stato il passaggio dell’intervento che Esposito ha dedicato alla piaga dell’abusivismo professionale in quanto la fisioterapia in campo sanitario è da sempre una delle professioni più abusate.
“Si tratta di un fenomeno – ha affermato Esposito – che in Italia ed in Campania si sta ulteriormente contrastando proprio da quando sono stati istituiti la FNOFI e gli Ordini territoriali.
E’ una piaga sanitaria e sociale che deve essere debellata quanto prima perché ne va di mezzo la salute e persino la vita dei cittadini.”
La terapia manuale, è bene sottolinearlo, non ripara strutture, ma parla al sistema nervoso del paziente.
Il tocco della mano è un input sensoriale capace di trasformare l'esperienza del dolore, agendo direttamente sulle aspettative e sulla percezione del paziente, ben oltre la semplice meccanica.
Al centro del dibattito del convegno c’è stata l'evoluzione della figura del fisioterapista come clinico capace di guidare il paziente attraverso un percorso di cura personalizzato e basato sulle prove scientifiche.
Uno dei momenti chiave dell'evento è stato l'intervento del dott. Raffaele Polcaro, incentrato sul ruolo cruciale del fisioterapista nell'interpretazione del dolore attraverso la lente del modello biopsicosociale.
Polcaro ha evidenziato come il dolore non sia solo la semplice risultante di un danno tissutale periferico, ma un'esperienza complessa in cui i fattori biologici si intrecciano inevitabilmente con la sfera psicologica ed emotiva del paziente, oltre che con il suo contesto sociale.
“Questo incontro – ha sottolineato il dott. Polcaro - è stato molto importante perché noi fisioterapisti ci relazioniamo quotidianamente  con il dolore e quindi è fondamentale conoscere quali sono i principi della nostra manualità, quindi del tocco, gli effetti neurofisiologici, oltre che quelli biomeccanici che andiamo ad apportare nei pazienti.
Inoltre è stato molto costruttivo conoscere colleghi che sono giunti da diverse province della Campania e potersi confrontare su questo argomento molto importante per la nostra professione.”
Di particolare interesse scientifico è stato il contributo offerto dai relatori delle sessioni pratiche, in particolare la dott.ssa Roberta La Marca, ha ribadito l'importanza dello screening for referral (il processo di valutazione volto a identificare potenziali patologie di non stretta competenza fisioterapica, le cosiddette red flags) e presentato un focus dettagliato sulla gestione del gomito rigido.
“Sono molto contenta – ha affermato la dott.sa La Marca - di aver partecipato a queste giornate di formazione con una relazione che ha riguardato l’importanza dello screening for referral in pazienti con dolore e disfunzione all’arto superiore.
Questo perché sempre più spesso rappresentiamo il primo contatto sanitario con il paziente e quindi è nostro dovere e responsabilità saper riconoscere ed individuare tutti quei sintomi che non sono riconducibili a patologia muscoloscheletrica ma a patologia potenzialmente più grave o che comunque potrebbero richiedere un ulteriore approfondimento medico.”
Lorenzo Zoino, moderatore dell’evento, ha affermato che durante il corso di formazione sono stati anche sfatati falsi miti.
“Abbiamo visto – ha dichiarato il dott. Zoino - anche quali sono le tutele legali da parte del professionista, soprattutto da parte del paziente, quando poter applicare la terapia manuale e quando non poterla applicare.
Abbiamo sfatato falsi miti e visto clinicamente, quindi con casi pratici, come applicare la terapia manuale in contesti come un distretto lombare, nel distretto cervicale o negli arti superiori o inferiori.”
A fare gli onori di casa c’era Maddalena Garofano, Consigliere dell’Ordine dei Fisioterapisti di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta.
“Un particolare saluto va ai nostri colleghi che hanno partecipato numerosi con interesse e interagendo di continuo con i professori. Ci sono stati molti momenti di confronto e di crescita.”
L'appuntamento di Benevento si è confermato un momento di crescita fondamentale per la comunità dei fisioterapisti, tracciando la rotta per una professione sempre più integrata nel sistema sanitario e focalizzata sul benessere globale della persona. 

Autenticati