
Vaccinazioni, Case della Comunità e prevenzione: servono investimenti, organizzazione e integrazione dei servizi per garantire ai cittadini delle aree interne cure sicure e accessibili.
In merito alle dichiarazioni del consigliere regionale Enzo Alaia sulla mancata distribuzione dei vaccini antinfluenzali alle farmacie delle province di Avellino e Benevento, il Direttivo provinciale FIMMG Avellino ritiene necessario riportare il dibattito al suo obiettivo fondamentale: la tutela della salute dei cittadini e il rafforzamento della medicina territoriale. Condividiamo l'esigenza di rendere la prevenzione sempre più accessibile, soprattutto nelle aree interne, dove la distanza dai presidi sanitari e la carenza di professionisti rappresentano criticità concrete. Ma la capillarità dei servizi non può essere l'unico criterio di valutazione: occorre garantire appropriatezza clinica, sicurezza e integrazione con la rete assistenziale. La vaccinazione è un atto sanitario, non una semplice somministrazione La vaccinazione richiede valutazione clinica, raccolta anamnestica, verifica delle controindicazioni e attenzione alle possibili reazioni avverse, comprese quelle gravi, seppure rare. Sono aspetti particolarmente importanti per anziani, pazienti cronici, fragili e immunocompromessi. Il medico di medicina generale, grazie alla conoscenza diretta e continuativa del proprio assistito, è in grado di valutarne la storia clinica, le patologie, le terapie in corso e lo stato immunitario, contribuendo a individuare il vaccino più appropriato per quella persona e il momento più opportuno per somministrarlo, nel rispetto delle raccomandazioni e delle indicazioni vigenti. La prevenzione vaccinale efficace, infatti, non consiste soltanto nel somministrare un vaccino, ma nello scegliere quello più adatto al singolo paziente, garantendo le migliori condizioni di sicurezza. Il medico di famiglia non è un semplice esecutore di prestazioni: conosce il paziente, ne valuta i bisogni, individua i fattori di rischio e assicura continuità assistenziale. Indebolirne il ruolo significa compromettere una funzione essenziale dell'intero sistema territoriale. Case della Comunità e prevenzione: investire, non arretrare Le Case della Comunità devono rappresentare un'opportunità per integrare medicina generale, specialistica, assistenza infermieristica e servizi di prevenzione. Occorre renderle pienamente operative, dotarle di personale e risorse adeguati e sviluppare programmi di prevenzione oncologica e non oncologica, screening, profilassi vaccinale e percorsi per i pazienti cronici e fragili. Le Case della Comunità devono rafforzare la medicina generale, non sostituirla. Anche le farmacie possono contribuire alla rete della prevenzione, nel rispetto delle competenze e delle disposizioni vigenti, senza che ciò diventi un motivo per ridimensionare gli ambulatori dei medici di famiglia e le loro funzioni cliniche. Non si tratta di contrapporre professioni sanitarie, ma di costruire una rete coordinata e complementare, nella quale ogni professionista contribuisca secondo le proprie competenze, con il paziente sempre al centro. La prevenzione deve essere un sistema, non una somma di prestazioni Il confronto istituzionale deve affrontare le criticità che ostacolano il pieno funzionamento della sanità territoriale: carenza di medici, completamento delle Case della Comunità, potenziamento degli screening e integrazione tra professionisti. La prevenzione non si esaurisce nella distribuzione di vaccini o kit per gli screening. Richiede informazione, individuazione dei soggetti da coinvolgere, valutazione clinica, adesione ai programmi, presa in carico e continuità dei percorsi. È un lavoro che la medicina generale svolge quotidianamente e che deve essere sostenuto e valorizzato. La FIMMG Avellino è pronta a collaborare con le istituzioni regionali e aziendali per migliorare l'offerta sanitaria, ma alle dichiarazioni devono seguire atti concreti, investimenti e un'organizzazione realmente integrata dei servizi. Onorevole Alaia, la vera sfida non è stabilire quale struttura debba ricevere per prima i vaccini, ma costruire una sanità territoriale nella quale nessun cittadino resti senza assistenza e nessun professionista sia lasciato solo. Per questo è necessario rafforzare il ruolo del medico di medicina generale, rendere pienamente funzionali le Case della Comunità e implementare la prevenzione oncologica e non oncologica. Perché la prossimità non si garantisce soltanto moltiplicando i punti di erogazione, ma assicurando professionisti, competenze, continuità delle cure e risorse adeguate. La prevenzione è un diritto. La sicurezza delle cure è un dovere. Il medico di famiglia è una risorsa centrale per garantire entrambe. Il Direttivo provinciale FIMMG Avellino