Lorenzo Forte presidente Associazione Salute e Vita e Paolo Fierro, vicepresidente nazionale Medicina Democratica hanno inviato una nota attaccando il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca per la vertenza delle Fonderie Pisano, nel cortile dell’azienda, relativamente al rischio di licenziamento delle maestranze.
Ecco di seguito il testo:”Il sindaco De Luca si è lasciato andare ad una serie di dichiarazioni che, mescolando la necessità di tutelare la salute a quella di preservare i posti di lavoro, mettono in guardia da posizioni definite ideologiche della Regione e sostanzialmente sposano la tesi della proprietà Pisano: porre una deroga alla chiusura dell’attività con l’attivazione di un forno elettrico, tale da consentire l’approdo alla delocalizzazione in un’area lontana da Salerno, in grado di accogliere l’espansione della produzione. Quest’ultimo passaggio non è definito in termini spazio-temporali. Dal nostro punto di vista questo discorso, oltre che demagogico, non è corretto, prima di tutto perché l’operazione di scaricare sulla Regione le responsabilità del diniego alla ripresa delle attività cerca di cancellare la responsabilità maggiore, tutta politica, di aver consentito per lunghi periodi un’industria nociva nel tessuto urbano, in deroga al Piano Regolatore ed alle leggi vigenti. Tale colpa è da ascrivere al Comune di Salerno ed alla Regione Campania, che per decenni sono stati gestiti da una struttura
monolitica che faceva capo al Sindaco. Quindi, se questi aveva davvero a cuore i posti di lavoro, avrebbe provveduto a delocalizzare le fonderie sfruttando le aree ASI di Salerno e dei Comuni limitrofi e, alle continue pressioni della proprietà, avrebbe opposto le ragioni della salute delle popolazioni che intanto si erano mobilitate e che sono state costrette ad attivare la via giudiziaria ed il ricorso a Strasburgo per tutelare la loro vita e quella dei loro figli. Al sindaco di Salerno vogliamo ricordare che la condanna della Corte Europea riguarda
anche la sua persona, come tutore mancato della salute dei salernitani, come amministratore di una città che si dota di un piano urbanistico ma chiude un occhio su un’anomalia macroscopica come i camini di una fonderia a pochi metri dall’abitato,
come governatore regionale che segnalava addirittura la necessità di spostare il
pericolo fonderie, ma poi concedeva contestualmente l’AIA per continuare l’attività,
nel 2020 in piena pandemia. “Partire dalla tutela della salute”, ha esordito il sindaco, ma vogliamo ricordargli che l’attività siderurgica è classificata come industria insalubre di I grado rivisitato e rinnovato a più riprese, non fa eccezione per le fonderie a forni elettrici, perché comunque producono inquinamento e non sono compatibili con gli insediamenti residenziali. Non è quindi una posizione ideologica quella della Regione, posto che venga confermato il veto, né la nostra, ma è una considerazione di buon senso che non può essere aggirata proponendo il monitoraggio continuo della nocività. La stessa richiesta di monitoraggio è un’ammissione di una condizione di pericolo. Allora il Sindaco dovrebbe spiegarci perché esporre a tale pericolo la popolazione. Circa poi l’appello al buon senso e ad una deroga temporanea della sospensione, in attesa della localizzazione, vogliamo ricordare quante volte la proprietà Pisano aveva preso impegni ad ammodernare gli impianti (le famose BAT) in un impianto vetusto, risultato a più riprese fuori norma anche per aree industriali extraurbane; vogliamo ricordare quante volte è risultata inadempiente e quante deroghe temporanee sono state loro concesse dalle autorità comunali, sanitarie e regionali. Quante volte le deroghe temporanee sono diventate pluridecennali? Allora, caro sindaco, con massimo buon senso e limpida ragionevolezza, noi non ci fidiamo! Perché da sindaco di Salerno sin dal 1993, e poi anche da presidente della Regione Campania, come i suoi precedenti facenti funzione – leggi Vincenzo Napoli – ha omesso di esercitare il potere che la legge e la Costituzione gli attribuisce, ovvero quello di primo responsabile della salute. Siamo stati costretti a ricorrere a ben due ricorsi al Tar per far aprire il cassetto del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ed ottenere la pubblicazione dello Studio Spes, che veniva in maniera ingiustificata e assurda tenuto nascosto. Ricordiamo che dallo Studio Spes è emerso l’inferno nel sangue dei cittadini della Valle dell’Irno, da zero a tre chilometri dalla Fonderia Pisano, riguardando buona parte del territorio della città di Salerno. Recentemente anche il Ministero dell’Ambiente ha sottolineato che il sindaco di una comunità poteva e aveva il potere di richiedere una conferenza di servizi ogni volta che vi fosse un pericolo per la salute umana, e di chiedere l’applicazione di parametri ancora più restrittivi rispetto a quelli previsti. Non è stato fatto nemmeno nel 2018, quando fu accertato un pericolo per i lavoratori e per la popolazione vicini ora alla Fonderia Pisano. Nel 2015 e nel 2016 la Regione Campania sospese l’attività per settimane, dopo che da controlli dell’ARPAC era emerso un pericolo immediato per la vita e per l’ambiente. Abbiamo assistito ad un ventennio di omissioni e di inerzia ed oggi si permette di dare consigli alla Regione Campania guidata da Fico, che sta applicando la legge e sta rispettando ciò che la legge le impone, ovvero tutelare la salute. Vogliamo dire al sindaco di Salerno di prestare maggiore attenzione anche all’l’evoluzione costituzionale. La Corte Costituzionale ha sancito già anni fa il primato del diritto alla salute sopra ogni altro diritto. Proprio in questi giorni la Corte di Cassazione, in merito all’Ilva ma con un principio riferibile a tutte le situazioni analoghe, ha affermato in maniera inequivocabile che quando il lavoro è un lavoro degradato e pericoloso non merita tutela, perché la salute è un principio ed un valore costituzionale che sovrasta tutti gli altri diritti. La finalità di questa vicenda è che oggi vorrebbe farli lavorare con un solo forno elettrico, pur di non dover spendere soldi per la bonifica e soprattutto di non aprire il “vaso di Pandora”, perché sotto quello stabilimento, quando arriverà il momento, usciranno cose inenarrabili ed impensabili. Riteniamo il comportamento di De Luca gravissimo, offensivo ed ancora una volta sbilanciato a favore dell’imprenditore Pisano. Noi siamo stanchi. Rimandiamo al mittente queste proposte irricevibili ed invitiamo Vincenzo De Luca a trovare una soluzione per i lavoratori delle Fonderie Pisano, ad assumersi la responsabilità anche attraverso le partecipate del Comune, dove in più occasioni sono state trovate soluzioni. La soluzione, però, non può essere quella di sacrificare il diritto alla salute, perché noi non ci stiamo a questi giochi per tutelare gli interessi del proprietario. Cosa che non ha mai fatto per le altre aziende che hanno chiuso per motivi economici, non certo per grave responsabilità della proprietà.
Riteniamo che queste parole del sindaco di Salerno siano gravissime. Dovrebbe chiedere scusa per la sua inerzia, per la sua complicità e per la sua incapacità di dare risposte politiche e risolutive al territorio ed ai lavoratori. Dovrebbe chiedere scusa ai lavoratori ed ai cittadini per aver permesso, dal 1993 ad oggi, di aver lasciato che sul territorio salernitano continuasse ad operare un’attività produttiva che danneggiava la salute dei lavoratori e dei cittadini. Dovrebbe chiedere scusa per la sua incapacità di trovare una soluzione e di non aver evitato che la situazione arrivasse a questo punto. I lavoratori devono trovare una collocazione con scelte politiche. De Luca si assuma la responsabilità di dare loro risposte, smettendo di continuare a favorire i Pisano per impedire che lì venga fatta la bonifica.