Servizio a  cura di ALESSANDRA DE VITA

Risultati immagini per “La Tempesta” di Shakespeare.

Una vita racchiusa in un sogno e quel sogno nel tempo di uno spettacolo: quello che andrà in scena sabato 30 settembre sul palco del Centro Sociale dove Antonello De Rosa dirigerà “La Tempesta” di Shakespeare. Gli attori che hanno partecipato allo stage intensivo si esibiranno sul palcoscenico per una causa benefica cui verrà devoluto l’incasso.

Lo spazio di scena, non è la dimensione metafisica di shakespeariana memoria, ma un terrazzo del centro storico di Salerno, quello in cui l’attore e regista salernitano ha intrapreso il suo percorso teatrale, all’ombra di panni stesi al sole dietro cui prendevano forma le storie.  De Rosa ricostruirà quel terrazzo con corde e lenzuola, per ricreare quella stessa magia, ma stavolta le ombre saranno quelle di Ariel e Prospero per rivivere una visione sempre presente. Se siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni, come diceva Prospero, De Rosa materializza quella sostanza nella stoffa, sotto un cielo di archetti che evocano ancora l’antica città longobarda. Naturalmente, il testo non sarà rispettato alla lettera ma vedrà anche delle incursioni nel mondo di Eduardo. Ma ognuno è Prospero di se stesso se tira i fili delle proprie avventure che possono diventare vere e proprie tempeste: con questo progetto, il regista salernitano mira a scavare nell’animo dei suoi allievi. Al personaggio di Prospero fa da contraltare quello di Ariel che incarna la libertà, quella di ognuno di noi. Dalle note di regia: «Anche quando pensiamo di essere liberi non lo siamo, non da noi stessi, ci sono tante cose che ci schiacciano. Per questa ragione, per il personaggio di Ariel ho scelto Maria, una ragazza disabile. Non una scelta forzata ma che è venuta da se, volevo un punto di vista diverso sull’idea di libertà, quello di una persona che si è sentita libera di salire sul palco e venire alle prove nonostante un impedimento fisico. Ognuno di noi vorrebbe essere Ariel, lei lo è.» Pochi mezzi molto poveri: sulla scena non ci sarà il galeone del Re di Napoli ma una barchetta, sentito omaggio a tutti coloro che arrivano dal mare, ogni cosa arriva dal mare proprio come nella commedia che sigillò l’opera immensa del commediografo inglese. Si parte dalla trama originaria, con Prospero che fa perdere il timone della coscienza delle persone intorno a sé; lo fa per vendicarsi ma anche per cercare uno sposo alla figlia. Ma questa è solo la storia da cui si apre uno spiraglio per il gioco drammaturgico tipico di De Rosa: i personaggi si mischiano, si confondono parti e ruoli pur di imbrogliare la ragione, proprio come nel testo, per poi far rientrare tutto e dire al pubblico che è tutto nato solo dalla fantasia. Direzione organizzativa a cura di Pasquale Petrosino.