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“Dal 2015, ovvero dalla proclamazione dello stato di calamità a seguito dell’alluvione che mise in ginocchio gli agricoltori del Sannio, poco o nulla è arrivato a sostegno degli agricoltori sanniti. Inoltre la Regione rivuole indietro dagli agricoltori i soldi della vecchia programmazione". E’ la denuncia del consigliere regionale Michele Cammarano che, dopo un sopralluogo nel Beneventano, ha raccolto la voce disperata degli agricoltori.

“Il 2 dicembre del 2015, nei giorni immediatamente successivi all'alluvione del Sannio, la giunta De Luca quantificò in più di 120 milioni di euro i danni stimati solo per il comparto agricolo. Da allora il territorio è rimasto abbandonato a se stesso. A 2 anni dal disastro, le imprese agricole che hanno fatto richiesta, non hanno avuto un euro. Ci chiediamo come possa fare un'azienda con macchinari e attrezzature distrutte e locali inagibili, ad aspettare un tempo così lungo per riprendere a lavorare. Per quanto riguarda più direttamente la Regione Campania, appena 3 milioni di euro sono giunti dal PSR, con molte pratiche bocciate per motivi procedurali. Ma non è tutto – incalza Cammarano - alcuni imprenditori che avevano avuto accesso ai fondi del Psr 2007-2013 e che a causa dell’alluvione hanno dovuto interrompere gli investimenti, si sono visti recapitare proprio dalla Regione l'intimazione alla restituzione dei fondi ricevuti fino a quel momento. Insomma oltre il danno anche la beffa”.

“Se aggiungiamo la scandalosa gestione dei pagamenti dei premi sulle superfici biologiche – conclude - abbiamo un quadro desolante di abbandono del comparto da parte della politica che non lascia alcun dubbio sul destino dell'agricoltura nell'entroterra campano. Siamo ansiosi a questo punto di ascoltare i discorsi elettorali che si preparano nelle prossime settimane, per illudere e ingannare ancora una volta gli agricoltori del Sannio”.