“La svendita dello stabilimento ex Alenia Capodichino coi suoi 178 dipendenti a Lettieri ha rappresentato una operazione di vero e proprio sciacallaggio industriale, condotta con la complicità di centrosinistra e centrodestra, da Caldoro a De Luca passando per Renzi.

E il ‘modello Capodichino’ potrebbe estendersi a tutti gli stabilimenti campani, che rischiano di  vedersi ridotti a meri siti produttivi da svendere a imprenditori-prenditori”. E’ quanto affermano la capogruppo regionale del M5S Valeria Ciarambino, e il consigliere regionale del M5S  Gennaro Saiello, membro della Commissione Lavoro, che oggi è intervenuto all’assemblea dei lavoratori ai cancelli di Capodichino. “Il prezzo di questa svendita scellerata non lo pagheranno solo i 177 lavoratori che oggi sono in cassa integrazione e rischiano il posto di lavoro, ma tutto l’aerospazio campano e il relativo indotto – continuano i due consiglieri regionali – senza il campo volo regalato a Lettieri, la nostra industria aeronautica ha perso un asset strategico e i nostri stabilimenti campani sono a rischio. Per questo oltre un mese fa come M5S abbiamo depositato una mozione per chiedere che lo stabilimento di Capodichino con le sue 177 straordinarie professionalità e il suo campo volo, unico nel Sud Italia, venga riacquisito da Leonardo Finmeccanica. Ci aspettiamo che tutta la politica regionale e nazionale si assuma questa responsabilità”. “Oltre alla mozione che verrà discussa nel prossimo Consiglio regionale, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ha chiesto un incontro ai vertici di Leonardo Finmeccanica per chiedere impegni concreti per l’aerospazio in Campania. Il tempo delle chiacchiere è finito” – concludono Ciarambino e Saiello.