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 “Un testo che, è oramai chiaro anche dalle audizioni dei vari operatori del settore, fatica a risponde alle esigenze della filiera del tartufo che invece rappresenta un’eccellenza del nostro Made in Italy”. Così i deputati del MoVimento 5 Stelle in Commissione Agricoltura commentano la conclusione del ciclo di audizioni sulla legge relativa alla filiera dei tartufi.

“Rispetto alla normativa oramai obsoleta (la legge 752/85) – spiegano i deputati 5stelle Massimiliano Bernini e Chiara Gagnarli – bisogna fare in modo di fissare alcuni punti cardine come la tutela delle aree naturali produttive, la stesura di un protocollo nazionale per la certificazione vivaistica delle piante tartufigene, il finanziamento della ricerca scientifica e della formazione dei vari attori della filiera, un’efficace tracciabilità e nuove norme per una fiscalità che riconosca ai tartufi lo status di prodotti agricoli e consenta di far emergere il mercato nero. Servono inoltre azioni concrete per tutelare e valorizzare i tartufi autoctoni dalle importazioni selvagge, nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità e di tutti gli aspetti socio-economici collegati. Vista la conclusione, ormai prossima, di questa Legislatura, chiediamo che il Governo e tutte le forze politiche colgano l’occasione di avere un Piano nazionale del settore del tartufo, visto favorevolmente in ogni audizione, e a cui hanno lavorato proficuamente i maggiori esperti del settore e i rappresentanti istituzionali, per risolvere velocemente alcuni nodi aperti oramai da troppi anni e che rischiano di essere rimandati ulteriormente”, concludono i parlamentari 5stelle.

 “Un testo che, è oramai chiaro anche dalle audizioni dei vari operatori del settore, fatica a risponde alle esigenze della filiera del tartufo che invece rappresenta un’eccellenza del nostro Made in Italy”. Così i deputati del MoVimento 5 Stelle in Commissione Agricoltura commentano la conclusione del ciclo di audizioni sulla legge relativa alla filiera dei tartufi. “Rispetto alla normativa oramai obsoleta (la legge 752/85) – spiegano i deputati 5stelle Massimiliano Bernini e Chiara Gagnarli – bisogna fare in modo di fissare alcuni punti cardine come la tutela delle aree naturali produttive, la stesura di un protocollo nazionale per la certificazione vivaistica delle piante tartufigene, il finanziamento della ricerca scientifica e della formazione dei vari attori della filiera, un’efficace tracciabilità e nuove norme per una fiscalità che riconosca ai tartufi lo status di prodotti agricoli e consenta di far emergere il mercato nero. Servono inoltre azioni concrete per tutelare e valorizzare i tartufi autoctoni dalle importazioni selvagge, nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità e di tutti gli aspetti socio-economici collegati. Vista la conclusione, ormai prossima, di questa Legislatura, chiediamo che il Governo e tutte le forze politiche colgano l’occasione di avere un Piano nazionale del settore del tartufo, visto favorevolmente in ogni audizione, e a cui hanno lavorato proficuamente i maggiori esperti del settore e i rappresentanti istituzionali, per risolvere velocemente alcuni nodi aperti oramai da troppi anni e che rischiano di essere rimandati ulteriormente”, concludono i parlamentari 5stelle.