“Inizia lo sciopero della fame l’On. Rita Bernardini, una forma di protesta antica ma molto significativa per porre l’attenzione, ancora una volta, sulla difficile situazione delle carceri italiane”, così commenta la consigliera regionale Flora Beneduce ed aggiunge: “questo strumento di lotta non violento ci dovrebbe far riflettere in questo particolare momento storico in cui c’è scarsissima attenzione a quelle che sono le problematiche sociali”.

Una rivendicazione, quella dell’On. Bernardini, legata al rispetto del diritto da parte delle autorità pubbliche troppo spesso assenti. “Mi sento particolarmente vicina e solidale, ho provato l’esperienza del carcere per poche ore, da visitatrice, quando mi sono recata, in più di una occasione, nei vari istituti penitenziari della Campania”. “Il silenzio ed il nulla è questa la sensazione che si ha quando si fa l’ingresso in una prigione; la privazione di ogni cosa, anche la più banale, e la mancanza assoluta della libertà”. “Come può avvenire la sopravvivenza? Il problema delle carceri italiane è molto grave. La questione del sovraffollamento per la quale l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo pochi mesi fa è solo una delle criticità. Vanno ricordate tra le altre l’anomalia di un sistema penitenziario in cui più del 40% delle persone rinchiuse in carcere sono in attesa di giudizio, la mancanza di formazione e di opportunità che dovrebbero consentire ai detenuti un percorso anche di reinserimento sociale, l’elevato numero di decessi e di suicidi per le varie forme di disagio psichico della popolazione detenuta”. “Non ultimo lo scarsissimo investimento di personale e di risorse per gli aspetti trattamentali. I detenuti sono esseri umani con dei diritti! Chi sbaglia viene giustamente punito, ma la pena deve avere una funzione rieducativa e non condurre alla morte dell’anima. La storia ci ha insegnato l’umanità, la beneficenza e la tolleranza degli errori umani. Non l’indifferenza” – conclude la consigliera Beneduce.