servizio di AMEDEO FANTACCIONE

CURIOSITY TOUR

Quando si parla di marketing territoriale o di marketing turistico, a Napoli e in Campania tutto rimane ancora nella più caotica approssimazione, anche se dal mare di iniziative, studi, ricerche e pseudo tali, cresce silenziosamente una laboriosa eccellenza, che potrebbe fare da traino a quanti si interessano di accoglienza ed aiutano il turista a scoprire gli angoli più nascosti della nostra meravigliosa città.

C'è da dire che Napoli, proprio per la la vastità delle sue bellezze territoriali alternate tra paesaggio unico, arte antica e contemporanea, architettura, storia e tipicità uniche al mondo, finisce per essere stereotipizzata rispetto a quelle che sono le offerte sul mercato turistico di massa. Ma accanto alla città dei "luoghi comuni" fatta dei soliti attrattori, ecco spuntare pionieri dell'altro turismo, della scoperta e riscoperta di luoghi e sensazioni spesso sconosciute anche agli stessi partenopei. Tra questi avanguardisti del marketing territoriale ci sono i membri dell'associazione "Curiositytour". Ragazzi e ragazze che mettono a disposizione di turisti, curiosi e "scopritori", la loro vasta conoscenza del territorio. Aiutano a capire, da segmenti minori, le grandezze della grande Capitale del Sud.

Risultati immagini per villa di augusto a posillipo Li abbiamo seguiti nella visita della "grotta di Seiano" ed abbiamo  potuto apprezzare la loro competenza, ma anche la dimestichezza con i luoghi e con i visitarori, tale da annoverarli tra i più qualificati operatori culturali, capaci da soli di dare il giusto imprimitur a quella che dovrebbe essere la corretta accoglienza turistica. La grotta di Seiano è un traforo lungo 770 m, scavato in epoca romana nella pietra tufacea della collina di Posillipo, che congiunge la piana di Bagnoli (via Coroglio) con il vallone della Gaiola, passando per la baia di Trentaremi. Deve il nome a Lucio Elio Seiano, prefetto di Tiberio, che secondo la tradizione nel I secolo d.C ne commissionò l'allargamento e la sistemazione; il primo traforo era stato realizzato una cinquantina di anni prima dall'architetto Lucio Cocceio Aucto per volere di Marco Vipsanio Agrippa, per collegare la villa di Publio Vedio Pollione e le altre ville patrizie di Pausilypon ai porti di Puteoli e Cumae. La galleria, orientata in direzione est-ovest, si estende per circa 770 metri, con un tracciato rettilineo ma una sezione variabile sia in altezza che in larghezza; dalla parete sud si dipartono tre cunicoli secondari, terminanti con aperture a strapiombo sulla baia, che forniscono luce ed aerazione. Caduta in disuso e dimenticata nel corso dei secoli, fu rinvenuta casualmente durante i lavori per una nuova strada nel 1841 e subito riportata alla luce e resa percorribile per volontà di Ferdinando II di Borbone, diventando meta di turisti. Nel corso della Seconda guerra mondiale fu utilizzata come rifugio antiaereo per gli abitanti di Bagnoli; gli eventi bellici ed alcune frane nel corso degli anni cinquanta la riportarono in uno stato di abbandono. Attraverso l'imponente grotta di Seiano si accede al complesso archeologico-ambientale che racchiude parte delle antiche vestigia della villa del Pausilypon.

 Risultati immagini per turisti alla grotta di seianoQui, nell'incanto di uno dei paesaggi più affascinanti del Golfo, è possibile ammirare i resti dell'imponente teatro capace di 2000 posti, dell'Odeion e di alcune sale di rappresentanza della villa (visibili ancora tracce dei decori murali), le cui strutture marittime fanno oggi parte del limitrofo Parco sommerso di Gaiola, su cui si affacciano i belvedere a picco sul mare del Pausilypon. La Villa Imperiale, detta anche Villa di Pollione, fu fatta erigere nel I secolo a.C. dal cavaliere romano Publio Vedio Pollione e alla sua morte, avvenuta nel 15 a.C., la villa, grazie alla sua posizione molto ambita (a metà sul mare e panoramica con vista sulla parte restante di Napoli, sulla penisola sorrentina, sul Vesuvio e Capri) divenne dunque residenza imperiale di Augusto, e di tutti i suoi successori. Molto interessanti, in vari punti delle vestigia, sono le presenze delle condutture dell'acquedotto (rivestite in malta idraulica), segno di ulteriore opulenza di chi vi soggiornava.  L'ultimo ad abitarla fu Publio Elio Traiano Adriano.  

Una doverosa menzione bisogna farla per Stefania, la giovane guida che questa mattina è riuscità attraverso il suo racconto, preciso e mai saccente, a proiettare tutti i suoi ospiti, grandi e piccini, in un viaggio senza spazio e senza tempo attraverso le epoche che hanno scandito il tempo di uno dei posti più suggestivi dello scrigno di bellezze chiamato Napoli.