servizio di ANTONIO CASTALDO

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Brusciano si sta incattivendo. Ad una serata conviviale intorno ad una pizza l’argomento di discussione viene monopolizzato dalla riflessione sull’impoverimento sociale, morale ed economico di quella che fa fatica a rimanere una onesta e laboriosa cittadina.

Troppo spesso suona l’allarme tra la comunità, per episodi che infrangono la serenità della vita quotidiana, amplificano la paura nelle famiglie e desertificano i luoghi della partecipazione sociale. Fra i trascorsi colpi di pistola, sparati in qualche notturna scorribanda o per una diurna dimostrazione di forza, in prossimità di locali pubblici ed i recenti rintroni propagatisi dal centro storico per mano di ignoti bombaroli, una coltre di nubi minacciose sembra addensarsi nel cielo di Brusciano. Intanto a terra, ci sono costantemente anche drappelli di adolescenti che mirano al salto futuro nel buco nero della delinquenza facendosi le ossa nella palestra di bullismo en plein air, in Piazza XI Settembre, a qualche decina di metri dalla pietra monumentale che riproduce le parole di Papa Giovanni Paolo II , <La violenza distrugge ciò che è fondamentale difendere: la dignità, la libertà e la vita delle persone>, a ridosso del muro perimetrale della storica scuola “Dante Alighieri”.  E per il paritetico contributo di aspiranti politici “leoni della tastiera” ed incursori malavitosi, il clima della convivenza civile e politica a Brusciano si sta facendo sempre più teso e le parole e i fatti sempre più carichi di violenza. Ma un moto di resistenza a tutto questo deve pur essere alimentato, per far crescere la speranza di un positivo sviluppo valoriale. Una idealità che abbisogna dell’apporto di un più forte convincimento e di una maggiore concretezza. Si avvicinano le ricorrenze di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti. Tutti noi l’uno e due novembre faremo visita ai nostri cari morti per le cui anime rinnoveremo le nostre preghiere a Dio. Dopo aver reso il privato omaggio ai nostri avi e conoscenti, prima di lasciare la struttura cimiteriale di Brusciano, rivolgiamo un saluto riconoscente a Guido De Ruggiero (1888-1948), che riposa nella cappella gentilizia al centro del cimitero vecchio, insieme ad altri familiari fra cui il genero Renzo De Felice (1929-1996). La sua esemplarità storica, culturale, civile e politica non deve essere dimenticata. Lo storico della filosofia, Ministro della Pubblica Istruzione su indicazione del Partito d’Azione nel Governo Bonomi (18 giugno-12 dicembre 1944), il “maestro ed apostolo di fede nell'umanità” secondo Benedetto Croce, Guido De Ruggiero affermava: <<Esiste dunque la città ideale: esiste nella nostra mente e nel nostro cuore, che sono anch’essi una sede, se pure non sono una sede spaziale. Collocarla in utopia, cioè in nessun luogo, significa concedere troppo poco alla sua esistenza>>.