Immagine correlata

La Comunità Europea approva il rinnovo all'utilizzo del glifosato, seppur limitato a 5 anni contro i dieci richiesti, con il decisivo il voto della Germania.

Non nuoce ricordare che nel settembre 2016 la tedesca Bayer ha acquistato la Monsanto, numero uno degli OGM nel mondo e titolare del discusso glifosato. Dall'altro lato l'Internazionale pubblica in copertina: "La Monsanto ha pagato alcuni scienziati per firmare articoli che negavano i rischi del glifosato. Continua l’inchiesta di Le Monde sul gigante dei pesticidi". E dunque la tesi antiscientifica agitata come un randello dai sostenitori del glifosato appare fortemente indebolita. Ciononostante la Comunità Europea non riesce a decidere in favore della salute dei propri cittadini.

"Uno degli erbicidi più usati al mondo è considerato "probabilmente cancerogeno" dall'OMS, un gruppo di esperti dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) di Lione ha preso in esame tutti gli studi relativi ai possibili effetti per l'uomo e per gli animali. L'analisi approfondita si è conclusa nel 2015, con la decisione di inserire il glifosato nella lista delle sostanze 'probabilmente cancerogene' (categoria 2A). E vi sono numerosi altri studi che alimentano questi gravissimi sospetti; ma non è bastato alla Commissione Europea" così Andrea Nesi responsabile ambiente di AICS: "La Monsanto ha attivato un sito web (https://glyphosateinfo.monsanto.com), attualmente in pubblicità su google, dedicato esclusivamente all'informazione in difesa di questo prodotto dove è possibile attingere numerose informazioni scientifiche a supporto della non nocività del glifosato. Ma si legge infine 'il glifosate è studiato per eliminare le erbe infestanti, ma non vi è alcuna prova che, entro i livelli raccomandati, sia nocivo per gli esseri umani'. Ed a noi non pare una buona argomentazione visto tutto ciò che invece è sul tavolo riguardo la pericolosità" continua Nesi
"Mi sembra di ricordare la grande battaglia che le major del tabacco hanno sostenuto quando ancora pensavano che fosse convenente difendersi. Fior di scienziati che sostenevano la non provata correlazione tra fumo e talune gravi patologie. Ciò non ha impedito a milioni di persone di smettere di fumare e trarne un beneficio. E riguardo le 'prove' sappiamo tutti come è andata a finire" conclude Nesi