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<<Se il decreto attuativo sullo 0/6 nasce e si pone lo specifico obiettivo di colmare le differenze territoriali in materia di servizi per l'infanzia, purtroppo non sta assolvendo al suo compito.

Dico con chiarezza che non condivido i criteri con cui si è proceduto alla ripartizione dei fondi, perché consentono alle regioni che hanno già implementato un servizio di ottenere la maggior parte delle risorse>>. A commentare il riparto dei fondi tra le regioni per potenziare la scuola fino ai 6 anni, in primis l'asilo, è l'On. Camilla Sgambato, componente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati. <<È accettabile un criterio per cui il 50% dei finanziamenti è assegnato in proporzione alla percentuale di iscritti ai servizi educativi al 31 dicembre 2015, quando è del tutto evidente che il numero degli iscritti al nord sia maggiore?  È accettabile, inoltre, aver utilizzato per la perequazione l'unico parametro dove il Mezzogiorno ha risultati più consistenti del Nord, e cioè le materne statali? In questo modo, si continua a dare di meno a chi già aveva poco, impedendo di realizzare in pieno lo scopo del piano: garantire un progressivo consolidamento e ampliamento dei servizi educativi per l'infanzia anche attraverso un riequilibrio territoriale. È difficile - oggi - parlare di standard uniformi quando la ripartizione approvata dalla Conferenza Stato-Regioni assegna 90 euro a un bambino dell'Emilia Romagna e 43 euro a quello della Campania", continua la deputata e membro della direzione nazionale del Pd in rappresentanza dell'area Orlando. <<Sono convinta che il Partito Democratico in questi anni abbia svolto sulla scuola un lavoro importante che ha condotto, tra le altre cose, al decreto attuativo sullo 0/6 con cui sono stai destinati 209 milioni di euro alle Regioni per potenziare i nidi e le scuole dell'infanzia. Ho, dunque, accolto con grande soddisfazione l'approvazione del Piano pluriennale di azione nazionale per la promozione del Sistema integrato di educazione e di istruzione per le bambine e i bambini fino ai sei anni previsto dalla Legge 107. È assolutamente positiva ogni iniziativa che abbia lo scopo di incrementare questi servizi, riducendo i costi che devono sostenere le famiglie. Tuttavia, mi sembra miope aver permesso che si procedesse a una ripartizione territoriale così squilibrata.  Per questo, credo sia necessario correggere la rotta, definendo dei criteri che consentano alle aree più in difficoltà del Paese di ottenere quella spinta necessaria per fare in modo che nessun bambino resti indietro. Solo così faremo in modo che l'uguaglianza sostanziale, costituzionalmente garantita, non resti una mera enunciazione di principio, ma realizzi la vera e necessaria uguaglianza dei punti di partenza>>, conclude Sgambato.